Alpha Dog

16/05/2008

di Nick Cassavetes
con: Emile Hirsch,Justin Timberlake

Ordinari ragazzotti della periferia losangelina, con poco in testa e niente nel cuore: scherzi ruvidi e volgari, ragazze, droga un po’ da farsi e un po’ da vendere, ordini gerarchici da rispettare, muscoli da sviluppare, famiglie assenti o che ti instradano allo spaccio in vasta scala.
Una narrazione a flash back e lo scandirsi dei vari momenti della loro vita con diciture del tipo “lunedì, ore 8.45, testimone n.1” getta il sospetto che non ci troviamo di fronte a uno pseudo documentario di costume. E infatti ecco che i teppistelli ne fanno una grossa: per uno scazzo a causa di un debito non saldato, tre di loro rapiscono il fratellino dell’insolvente, un tipo piuttosto violento e fuori di testa. Appena sequestrato il ragazzo, non sanno che farsene, e cominciano a portarlo in giro per case e feste, dapprima con le mani incerottate dallo scotch, poi sempre più libero di far parte del gruppo. Mentre il capo gira a vuoto, il “secondo” diventa addirittura amico dell’ostaggio, lo porta a ragazze, gli fa conoscere altri compagni. Intanto però le famiglie si muovono, si comincia a parlare di ergastolo...C’è una sola soluzione possibile, sembra.
I veri protagonisti della vicenda sono ora in carcere, alcuni a vita, alcuni nel braccio della morte. Perché la cosa agghiacciante è che questo noir perfettamente orchestrato, dove la banalità diventa mostruosità, dove il gioco diventa un incubo fatale, dove le risate si trasformano in brividi e lacrime, è tratto da una storia assolutamente, realmente accaduta: è solo cambiato il nome del protagonista per evitare problemi legali.
Non scambiatelo però, per carità, per un film di denuncia, da dibattito. Siamo piuttosto dalle parti di “Elephant”, dove lo spunto cronachistico diventa sì l’occasione per puntare il dito sul vuoto degli adolescenti americani che li porta a diventare delinquenti senza causa, ma anche di regalarci un bel pezzo di cinema, che si può vedere anche senza conoscere l’antefatto (anzi, meglio: maggiore suspense). Nella fattispecie – e il premio vinto a Courmayeur fa da garanzia – siamo di fronte a un “noir”, quasi a una gangster story girata con telecamera a mano in luoghi reali, emozionante e divertente, che crea ansia e rabbia (viene proprio voglia di intervenire per cambiare il corso degli eventi).
Alla riuscita del film contribuisce un cast perfetto di giovani attori semiesordienti che non hanno l’aria di essere attori: hanno la faccia, la voce, gli atteggiamenti giusti (compreso il divetto per ragazzine Timberlake, che a sorpresa si rivela bravissimo e carismatico) e faranno strada; e con loro alcune star (Bruce Willis, Sharon Stone, Harry Dean Stanton) che abdicano al loro ruolo appunto di star e si calano nei panni di genitori e nonni con umiltà e perizia. Da non perdere.

Voto: 8

Elena Aguzzi