L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford

16/05/2008

di Andrew Dominik
con: Brad Pitt,,Casey Affleck,Sam Rockwell

Una sfida, un duello, ma tutto psicologico. Per il ventenne Robert Ford il bandito Jesse James è un mito, lo ammira, lo adora, lo idolatra, ha letto tutto di lui, conosce a memoria tutte le sue gesta. Entra nella sua banda, con addosso la voglia di essere qualcuno. Ma la Leggenda lo guarda con disprezzo e diffidenza. E l’amore si tramuta in odio. Per essere qualcuno il codardo Robert Ford dovrà uccidere il suo idolo.
Straordinario western che del genere serba le atmosfere, ma si traduce in un dramma sul tradimento (e altri ve ne sono intrecciati nella storia della banda, in un incrocio di sospetti e vendette), tutto giocato sul contrasto e l’ambiguità dei personaggi e su una superlativa prova di attori. Brad Pitt, meritatamente premiato a Venezia con la Coppa Volpi, regala una delle sue interpretazioni più belle e giganteggia in fascino agli occhi ammirati e invidiosi di Casey Affleck/Bob Ford, schiacciato nella sua ombra e nella brama di una vile rivalsa.
Il Jesse James di Brad Pitt è un eroe solitario e dannato che ormai diffida di tutti e su cui incombe un tragico destino, con la stanchezza negli occhi e le cicatrici sul corpo, a tratti detestabile nella sua strafottenza, a tratti malinconico nel suo isolamento, accerchiato da nemici, vittima del suo destino senza possibilità di ritorno, condannato dalla sua stessa fama. Lo vediamo con gli occhi di Bob Ford, sempre in bilico tra l’attrazione, il timore e la rabbia. La voce narrante lo descrive, rievocandolo tra contorni sfumati come un lontano ricordo, e allo stesso modo racconta di Bob Ford e suo fratello Charlie, divenuti anch’essi leggenda dopo aver sparato alla leggenda, nel bellissimo epilogo che segue l’assassinio di Jesse James. Dopo aver rappresentato più volte per il pubblico la scena del tradimento fanno seguito i rimorsi, il pensiero delle vittime del bandito per calmare la propria coscienza, e in ultimo una morte senza gloria. La fama che Bob Ford ha a lungo inseguito resta quella di codardo.
Due ore e 38 minuti di film, come si addice ad un vero western che scandisce nella lunghezza dei tempi e nell’estenuante bellezza dei paesaggi il suo respiro elegiaco. Il ritmo, anziché accelerare , si fa volutamente più lento con l’approssimarsi della morte di Jesse James e il compiersi del tradimento, come volesse crogiolarsi nel dubbio e nei timori dell’attesa. Bob Ford si aggira nella casa vuota del bandito, tocca i suoi oggetti e il proprio corpo quasi volesse immedesimarsi e trasformarsi nell’uomo che sta per uccidere. E poi la sfida di sguardi, la misura dei gesti, come un calibrato duello di sentimenti, un duello che non ha luogo faccia a faccia in una strada assolata, ma è tutto spiato alle spalle all’interno di una casa.

In attesa del dvd con la versione integrale di quasi 4 ore presentata a Venezia, val la pena vedere almeno la versione passata al cinema, più che sufficente per farci entusiasmare e commuovere da uno dei più bei fim della stagione.

Voto: 9

Gabriella Aguzzi