La terza madre

22/11/2007

di Dario Argento
con: Asia Argento, Daria Nicolodi

A come atroce, doppia T come tavanata tremenda, I come inguardabile, L come lago di sangue, A come auguriamoci che finisca in fretta. La discarica del mese ospita l’ultimo fallimento di Dario Argento, “La Terza Madre”, un film che, per dirla in termini tecnici, fa schifo sia per l’abuso di splatter che per intento artistico. Già vivere in Italia non aiuta gli appassionati di Fantasy, quando poi ti ritrovi di fronte a simili orripilanze, rimpiangi “Att-la” di Abatantuono e “La liceale seduce il professore” con Gloria Guida e Lino Banfi. Il belpaese è talmente provinciale che anche i Quattro Cavalieri dell’ Apocalisse si fermerebbero qui solo per fasse du spaghi. Patetico tentativo americaneggiante, ma più che altro imbarazzante, di horror apocalittico, “La terza Madre” è quanto di peggio si possa trovare nella storia del cinema di tutti i tempi. Trama sconclusionata e infantile, dialoghi irripetibili, pessima recitazione, effetti speciali da Windows 98, trovate sceniche commoventi, pretese a dir nulla velleitarie. Insomma, tragico. Il maestro riprende una sua vecchia opera e la ripropone nel modo più obbrobrioso che potesse escogitare, confermando l’assoluta incapacità degli italiani nell’ambito dark. E poi quel continuo, ossessivo, odioso richiamo all’iconografia dello stupro sta cominciando a stancare (a me non è mai piaciuto, per dirla tutta). Carina la terza madre, una modella con i seni siliconati, e niente male la maglietta che le conferisce potere: ricorda molto quella che indossò Kylie Minogue in un concerto. Il segreto per sconfiggere la demonessa? Basta strapparle l’ antica maglia incantata, bruciarla e aspettare che un immenso simbolo fallico in cemento trafigga la bonazza da parte a parte. E poi c’è chi si perde in formule, circoli di evocazioni, antichi rituali esoterici! Graziose anche le streghette punk che iniziano a seminare il caos a Roma, una follia che porta uomini e donne a strapparsi i capelli ma che non impedisce ad un immacolato taxi di circolare durante la notte senza il minimo problema. Fiumi e fiumi di sangue per una boiata infima che non raggiunge neanche a pregare la serie z, e che verrebbe battuta praticamente da tutti gli horror giovanilistici made in usa. Il genio è immortale, il talento ha una data di termine, e Argento, forse, dovrebbe cominciare a rendersene conto.

Voto: 0

Carlo Baroni

Finalmente la trilogia delle tre Madri del Maestro del brivido all’italiana, Dario Argento, con La Terza Madre ha avuto il suo finale.
La Terza Madre è un bel film girato con maestria e visionarietà degna dei capitoli precedenti che, ricordiamo, sono Suspiria ed Inferno. Diffidate da chi dice che il grande regista romano ha perso il suo tocco e la verve, certamente non è il Dario Argento degli anni ’70 poiché sono passati oltre trent’anni ed è passata tanta acqua sotto i ponti all’interno del cinema horror e non solo…È cambiata specialmente la nostra società, in meglio o in peggio non sta al sottoscritto dirlo, però non vedo il motivo per cui un grande regista, come lo è Argento, debba restare incatenato alle sue stesse opere.
Dario Argento ha fatto sempre cinema viscerale lasciando aperto il suo lato oscuro come in letteratura hanno fatto Edgard Allan Poe o H.P. Lovercraft; le sue storie sono favole nere per adulti.
I suoi film sono incubi onirici grondanti sangue e sostanze organiche, sono estremamente vitali e provengono direttamente dal teatro del Grand-Guignol.
Se avessimo più film argentiani e meno commedie insulse generazionali oppure film sonnacchiosi ed innocui spacciati per opere d’autore, il nostro cinema se ne gioverebbe senza ombra di dubbio perchè il cinema è fatto di fantasia, di sogni e quindi anche d’incubi. La fantasia, i sogni e gli incubi sono alla base del cinema argentiano. Basta con questa leggenda metropolitana che il pubblico vuole rivedersi sul grande schermo, questo concetto lo vogliono far credere registi o scrittori che non hanno molta fantasia e coraggio quindi si rifugiano in un cinema fatto di quattro camere e cucina, parlando essenzialmente di loro stessi; invece Dario Argento ha fantasia e coraggio da vendere e con questo film lo dimostra alla grande.
La storia è semplice in fin dei conti, come molti capolavori horror che hanno trame relativamente non complesse, vedasi L’esorcista di William Friedkin oppure i film di John Carpenter.
Alcuni operai, nei pressi del cimitero di Viterbo, ritrovano un'antica urna incatenata ad una bara. L'urna contiene una tunica e alcuni oggetti appartenenti a Mater Lachrimarum, la Terza Madre, unica sopravvissuta di tre potenti streghe che nella notte dei tempi spargevano terrore e morte. Le altre due Madri risiedevano una a Friburgo (Suspiria) che era Mater Suspiriorum mentre l’altra risiedeva nelle viscere di New York (Inferno), Mater Tenebrarum…
Il risveglio della Terza madre scatena eventi misteriosi e terribili che coinvolgono anche Sarah Mandy, una studiosa di restauro, collaboratrice e compagna del curatore del Museo di Arte Antica di Roma. Sarah non può fuggire, ma l'aiuteranno ad affrontare il pericolo lo spirito della madre, una potente strega bianca uccisa dalla Terza Madre, uno studioso di esoterismo e un commissario…Qui mi fermo con il racconto, poiché un film va visto, poi se è un film di Dario Argento va visto e rivisto perché si tratta di grande cinema allo stato puro, come quello di Sergio Leone che, non a caso ha avuto come direttore della fotografia Mario Bava… e i conti tornano!
Straordinaria la lunga sequenza girata a Stazione Termini e memorabile il duplice omicidio della coppia lesbica, di una violenza parossistica….Geniale il personaggio della scimmietta che arriva precedendo i delitti della Terza Madre…Probabilmente la scimmia è un animale che Argento ama inserire nei suoi film visto che è la seconda volta che la usa. La prima volta è stata in Phenomena, ma in quel contesto l’animale era visto con simpatia poiché alla fine l’omicida soccombe per mano della scimmia armata di rasoio; mentre qui è una figura diabolica ed anarcoide.
Ottima l’interpretazione di tutti gli interpreti da Asia Argento, Philippe Leroy, Udo Kier, Daria Nicolodi, Massimo Sarchielli, Moran Atias. Asia Argento in questo film dimostra d’essere maturata artisticamente e meriterebbe più attenzione dagli autori italiani.
Correte al cinema, La Terza Madre vi attende a braccia aperte.


 

Voto: 9

Ettore Calvello