Il Cavaliere Oscuro

22/07/2008

di Christopher Nolan
con: Christian Bale, Heath Ledger, Gary Oldman, Aaron Eckhart, Maggie Gyllenhaal, Morgan Freeman, Michael Caine

Già dal titolo da brivido, “Il cavaliere oscuro”, si capisce di essere anni luce dal Batman colorato di Joel Schumacher e ben più in linea con le atmosfere dark proposte da Tim Burton nel secondo episodio della serie. Sceglie con cura i titoli, Christopher Nolan: Batman Begins, prima, The Dark Knight, ora: dichiarazioni d'intenti che trovano piena soddisfazione nei risultati. Parlando di titoli, potremmo suggerire un sottotitolo a quest'ultima sua fatica: Maschere e pugnali, e il regista potrebbe benissimo essere  infatti Fritz Lang, con tutti questi eroi ed antieroi dal doppio volto e dalla doppia anima. C'è, ovviamente, Bruce Wayne/Batman, viziato miliardario di giorno e vendicatore fuorilegge e solitario di notte, costretto dagli eventi a scegliere l'oscurità e ad essere odiato dalla Gotham City che protegge, schiacciato dal peso dei morti, anche a lui cari, che si dovrà portare sulle spalle. C'è Harvey Dent, il nuovo procuratore che sta facendo piazza pulita del crimine di Gotham City, il vero eroe, il faro anche per Bruce, ma che il dolore (e un incidente che per correttezza non vi stiamo a raccontare) porterà alla follia, alla crudeltà e ad un volto diviso in due facce, come la sua anima (come la Gloria Grahame del Grande caldo...). C'è il nemico numero 1, il Joker, folle e spietato anarchico che vuole portare la pazzia a legge ( e come ci dispiace che non potrà esserci un sequel, con un nuovo scontro tra i due nemici borderline...), dall'anima tormentata (come si sarà procurato quelle cicatrici?) e dal viso, sotto l'orrenda maschera che cela la deturpazione, bellissimo.
E proprio nella figura del Joker sta la vera differenza coi film di Burton. Che, per quanto votati a raccontare angosce e diversità, finivano comunque a “cadere” nel fumettistico (il che può anche non essere un difetto, badate, trattandosi di film tratti da un fumetto): il Joker di Nicholson infatti era colorato, insopportabilmente ghignante, sopra le righe, il classico “nemico” dell'eroe “buono”. Nolan, invece, pur godendo delle possibilità tecniche che gli consentono di creare scenografie, effetti speciali e scene d'azione di altissimo livello e divertimento, punta sul senso d'angoscia, sulla morte e la pazzia. La smorfia di Joker è tragica, il nemico invincibile perché la sua mente  impenetrabile, e la suspense scatta grazie a un elemento inatteso: la coalizione tra il crimine organizzato e la totale disorganizzazione. Con tutto ciò, e coi suoi fantasmi interiori, deve far conto Batman, scoprendosi più affine a Joker di quanto non vorrebbe.
Come negli altri suoi film, tuttavia, Nolan lascia l'elemento psicologico e intellettuale di sfondo, per chi sa apprezzare, e riveste il tutto con uno spettacolo infallibile, per chi al cinema preferisce godere di azione, battute, tecnologie: due facce, come i suoi eroi. Fa parte dello spettacolo saper sceglier gli attori giusti, e se Christian Bale, Michael Caine, Morgam Freeman e Gary Oldman confermano la loro efficace aderenza ai ruoli, sono i volti nuovi a dare quel po' di più che mancava a Batman Begins: la Gyllenhaall è più bruttina di Katie Holmes, che sostituisce, ma capace di ben diversa sottigliezza interpretativa. Aaron Eckhart è un Harvey Dent perfetto, sia nella sua sicurezza e fascino iniziali che nella sua follia finale e il mai troppo compianto Heath Ledger è un Joker monumentale, al di là di ogni elogio, degno di Marlon Brando. Il doppiaggio, purtroppo, pur essendo affidato ad attori di calibro (Bruce Wayne/Batman è un Claudio Santamaria dalla doppia voce non male) non è all'altezza dell'originale, ma ben pochi nel pubblico ne soffriranno.


Altri articoli su Batman alla pagina Incontri e in Antologia del Diverso e in Cinema e Fumetto

Voto: 8

Elena Aguzzi