Push

29/03/2009

di Paul McGuigan
con: Chris Evans, Dakota Fanning, Camilla Belle

Chi è dotato di poteri paranormali viene prelevato e addestrato per formare delle unità speciali. La Division , oscura agenzia governativa, ha elaborato un siero che potenzia l’abilità dei soggetti per mettere insieme un esercito ultrapotente, ma la controindicazione per chi si sottopone agli esperimenti è la morte. Un giovane e una teenager si addentrano nei bassifondi di Hong Kong per combattere la Division, impossessarsi del siero e cambiare il destino.
Questo lo spunto iniziale del film di Paul McGuigan, già creatore di tese storie noir come “Gangster n.1” o il thriller grottesco “Slavin patto criminale”. La scelta è quella di non addentrarsi nella fantapolitica ma di costruire ancora una volta un thriller incalzante dai ritmi serrati, incentrato sullo spionaggio psichico, che ha come scenario una Hong Kong notturna e caleidoscopica e come stile la velocità del videoclip e le suggestioni del Fumetto. Di fatto i portatori di speciali poteri ultrasensoriali hanno le caratteristiche dei supereroi e come tali sono classificati: gli Watcher, ovvero i Veggenti, i Mover, con la capacità di spostare oggetti con la sola forza della mente, gli Stitch, o Guaritori, gli Sniff, segugi umani, gli Shadow, che possono oscurare persone e oggetti con la mente, i Bleeder, capaci di spezzare il vetro e i vasi sanguigni con il suono della loro voce, gli Wiper, in grado di cancellare la memoria, gli Shift, capaci di mutare aspetto agli oggetti e i potentissimi Pusher, ovvero i Manipolatori, avanzati telepatici col potere di entrare nella mente altrui e trasmettere idee con tale forza che risulta impossibile distinguerle dai pensieri reali o dai ricordi.
Un film dalle atmosfere darkeggianti che piacerà dunque in particolare agli appassionati dei Fumetti e dei Giochi di Ruolo ai quali sembra sottilmente rifarsi quando nella mischia del combattimento si fa appello alle qualità speciali (la classificazione dei livelli di potere secondo generazione deriva appunto dal gioco di ruolo). Push va dunque preso con il piacere disincantato del gioco e il puro apprezzamento per la costruzione tecnica che nulla toglie al meccanismo di suspense e tensione così come la crosta drammatica che avvolge il tutto non teme di essere scalfita da una costante ironia.
La piccola Dakota Fanning sta crescendo in sbandata eroina dark ironicamente saccente.

Voto: 6,5

Gabriella Aguzzi