Genitori & Figli - Agitare bene prima dell'uso

26/02/2010

di Giovanni Veronesi
con: Silvio Orlando, Luciana Littizzetto, Michele Placido, Elena Sofia Ricci, Margherita Buy, Max Tortora, Piera Degli Esposti, Chiara Passarelli, Emanuele Propizio, Andrea Fachinetti

 

Veronesi racconta, con un mix di introspezione e arguzia, il complesso e delicato groviglio di rapporti tra genitori e figli, spesso da angolazioni capovolte con scambio di ruoli e attraverso lo sguardo e le scoperte di una quattordicenne in quel difficile passaggio che è l’adolescenza, e lo fa con l’arma della leggerezza, sfoderando la sua inevitabile comicità. Contrariamente a quanto si poteva temere, le sue storie, che adombrano riflessioni di fondo, fanno sorridere e, complice anche un bel cast, a tratti perfino a ridere, conservando una freschezza di dialoghi non del tutto scontati.
Ciò che irrita è piuttosto il serpeggiante buonismo che tutte le unisce in ripetute riconciliazioni, un fastidioso ottimismo che lo allontana dal proposito di illustrare una realtà quotidiana. Ci pensano gli attori a riequilibrare le cose (una sempre divertente e isterica Littizzetto, un Silvio Orlando sempre più spaesato nella sua doppia posizione di genitore e di figlio, il professore Michele Placido, Piera Degli Esposti nonna egocentrica e godereccia e perfino i giovanissimi Chiara Passarelli e Emanuele Propizio a cui la sceneggiatura regala battute riuscite) e un tono divertito che subito ci salva quando si sta per entrare nella retorica dei sentimenti. Si potrebbero analizzare piccole verità e luoghi comuni dietro al lungo tema che Nina presenta al professore facendo di lei la voce narrante, ma “Genitori e Figli” è soprattutto una commedia, ed è quello il suo merito.

Voto: 6

Gabriella Aguzzi

Ci sono due cose che certo non possono sfuggire guardando " Genitori & figli. Agitare bene prima dell'uso". Si comincia con un emoticon nel titolo. E' come dire «guarderemo tutto con sguardo lieve e occhi sorridenti». Ma è anche un modo per dire che nel raccontare il regista Giovanni Veronesi si sente particolarmente vicino ai più giovani, ai loro problemi, alle loro difficoltà di capire certe posizioni. I litigi degli adulti, prima di tutto.
L'altra annotazione riguarda la fine, con la dedica «ai miei genitori morti prematuramente a 80 anni», perché il rapporto con i genitori può essere idilliaco o conflittuale, ma non si è mai preparati a interromperlo.
In mezzo sta un film che, sicuramente più che con il precedente Italians, Giovanni Veronesi - che non si sente più figlio, ma nemmeno genitore - sa raccontare i nostri giorni con quel tanto di sorriso, ma anche di attenzione.

Voto: 6,5

Valeria Prina

Premetto che stimo molto Giovanni Veronesi, amo il suo cinema e la sua maniera d’affrontare la commedia; ho adorato profondamente il suo Italians con Castellitto, Scamarcio e Verdone, una commedia acre sui molti vizi e le poche virtù degli italiani così come hanno fatto un tempo Monicelli, Risi, Germi … Però, purtroppo, questo Genitori & Figli - Agitare bene prima dell'uso, ahimè, non funziona pienamente. Non funziona probabilmente perché  si tratta di un argomento di cui è già stato detto troppo in tutte le salse, dalla commedia alla tragedia passando per tutti i generi cinematografici. Certo si ride  o meglio si sorride a tratti grazie alle interpretazioni dei protagonisti Placido, Orlando,  Buy e di una sempre grande Piera degli Esposti, ma troppo poco per salvare un film con il fiato corto e povero d’invenzioni registiche e di sceneggiatura. Michele Placido, diversamente dal suo solito, sembra che reciti con il pilota automatico, cioè appare poco convinto dell’operazione.
Luciana Littizzetto non padroneggia ancora del tutto i tempi di recitazione
cinematografica; mi  spiego meglio, un conto è fare l’opinionista comica nella trasmissione di Fabio Fazio nella quale risulta efficace ed esilarante, un altro è poter reggere su di sé il 40 per cento di un intero film in un ruolo che avrebbe richiesto una presenza scenica più convincente e carismatica. A questo punto nasce un interrogativo per certi versi amletico: Luciana Littizzetto può diventare una convincente attrice cinematografica? La risposta è certamente si, ma solo se decide di non recitare come se stesse eternamente in televisione, con o senza  Fazio, poiché il ritmo recitativo nel cinema è totalmente diverso dai ritmi recitativi nel cabaret televisivo.
In sintesi, il pur bravo Giovanni Veronesi ha fatto un quadro un po’ troppo
abbozzato nell’affrontare aspetti sociali  e famigliari, vedi la critica all’insulso Grande Fratello, all’ottuso razzismo serpeggiante nel nostro paese, argomenti che accentuano oggi gli storici rapporti conflittuali tra genitori e figli; ma possiamo ricordare che Maestri della Commedia  come Monicelli e Risi, ed anche il grande Fellini a volte non hanno centrato il loro obiettivo? È fisiologico e nel naturale scorrere delle cose.

Voto: 5,5

Ettore Calvello