Revanche

05/03/2010

di G÷tz Spielmann
con: Johannes Krisch, Ursula Strauss, Andreas Lust, Irina Potapenko

Storia di solitudini che assume le tinte del noir. “Revanche” di Götz Spielmann è un film sussurrato che racconta, sommesso e discreto, di quotidiane disperazioni, di ordinarie miserie, di colpe e rancori, di destini intrecciati. Bello proprio perché lieve, coi suoi silenzi e i suoi dialoghi essenziali, coi suoi interpreti intensi e misurati, coi suoi scenari scarni e soffusi di grigio, siano essi gli interni squallidi del quartiere a luci rosse o i freddi boschi in cui si consuma sordo il dolore.
Due storie che finiranno col congiungersi, segnando reciprocamente le vite dei loro protagonisti: quella di Tamara e Alex, lei prostituta ucraina e lui tuttofare del boss, che vivono un amore nascosto e sperano (o solo lui spera) nel colpo grosso e la fuga che li salvi, e quella di Robert e Susanne, il poliziotto di paese e sua moglie, con i loro piccoli comuni problemi di coppia.
Il film di Spielmann è cadenzato come una partitura musicale: una prima parte che tutta si consuma nella miseria del quartiere a luci rosse e nella voglia di rivalsa, la tragedia centrale, e una seconda parte in cui si rispecchiano la rabbiosa, taciturna e dolente voglia di vendetta di Alex  e la confusa e devastante colpa che corrode il poliziotto, uomo per bene e assassino per errore. Accomunati dalla desolazione dei boschi e da una solitudine che tutti inghiotte, dalle rive livide del lago all’isolata casa del nonno.
Tutto ciò fa di Revanche uno di quei piccoli gioielli che vanno scoperti in mezzo ad uscite cinematografiche pubblicizzate con voce altisonante. Premiato a Berlino quale Miglior Film Europeo.

Voto: 7,5

Gabriella Aguzzi