From Paris with Love

16/04/2010

di Pierre Morel
con: John Travolta, Jonathan Rhys Meyers, Kasia Smutniak


John Travolta, calvo e con aria da trucido, è un agente della CIA dai metodi poco ortodossi che nelle sue 24 ore a Parigi mette a scompiglio la città a colpi di bazooka; Jonathan Rhys Meyers, con baffetti e sorriso impacciato, è un agente segreto titubante e ligio alle regole trascinato dal ruvido partner dal grilletto facile in una rocambolesca avventura che gli sconvolgerà la vita. La trovata è tutta qui e dopo il primo scatenato ingresso in scena di Travolta non fa che ripetersi: il film fa leva solo sul contrasto tra i due agenti e sull’istrionismo di John Travolta, al quale son stati regalati per l’occasione un look trash completo di pizzetto e un linguaggio sfrenato. Il resto è tutto inseguimenti vertiginosi, auto che saltano e sparatorie impazzite, come si addice ad uno spy movie parodistico e sopra le righe che perde il conto dei cadaveri.
Ma se l’intento è brillante la scelta di far scivolare la vicenda su un atto terroristico da sventare è perlomeno discutibile e il tentativo di evolverla da un’impostazione palesemente comica verso qualcosa di più dark e misterioso, con stonato accenno ad una tragedia sentimentale, decisamente maldestro. D’accordo che non ci troviamo affatto in un film realistico, ma l’inverosimiglianza regna sovrana perfino nelle scene di contorno, dove i passanti sembrano non notare le più eclatanti stragi nel far west delle strade creato dall’irrefrenabile agente nel cuore di Parigi. Ma se nel precedente film di Pierre Morel “Io vi troverò”, che non aveva intenti umoristici, regnava la stessa follia e il protagonista si lasciava indisturbato alle spalle morti ammazzati ad ogni passo, di che ci lamentiamo qui dove tutto è già in partenza volutamente eccessivo?
Il cartolinesco sfondo parigino completa il cliché, come enunciato dal titolo. I due protagonisti duettano accentuando le loro differenze, tanto esagerato e folle l’uno quanto metodico e british l’altro, e dopo esser giunti a quella che doveva esser la svolta cupa, rieccoli in aeroporto nel siparietto finale a scambiarsi battute e sfidarsi a scacchi: sarà l’inizio di una nuova amicizia?

Voto: 5,5

Gabriella Aguzzi