Manolete

31/05/2010

di Menno Meyjes
con: Adrien Brody, Penelepe Cruz, Santiago Segura

Storia di passione folle tra il torero Manolete e la bella e ardente Lupe Sino, fino alla morte di lui, incornato nell’arena di Linares all’apice della sua gloria. Con tutti gli accenti del melodramma, il film di Menno Meyjes sceglie di evitare la ricostruzione classica del biopic per concentrarsi sull’ossessione amorosa e sul contrasto tra i due protagonisti, Manolete che corteggia la morte nella sua costante sfida nell’arena, e Lupe, vitale e gelosa della sua unica rivale, la Morte, alla cui attrazione il matador non può resistere. Retorico e passionale nel suo incedere, come lo impone la materia stessa e come ulteriormente sottolineano le voci narranti,  procede in parallelo su due diversi piani temporali e raggiunge il momento più strappalacrime quando Manolete invoca “Mamita” dal letto di morte mentre Lupe resta al di fuori della camera sapendo che quello è il nomignolo con cui la chiama. Manolete, il torero dallo sguardo triste e dai movimenti eleganti, dopo essere stato acclamato oltre Oceano sentiva già la minaccia del declino, oscurato dall’avvento di nuovi astri della corrida come Luis Miguel Dominguin. Il regista è rimasto affascinato dalla sua figura poetica e tragica già dal lontano ’89, accarezzando l’idea di un film che avesse al suo centro un triangolo amoroso con la Morte come terza protagonista, su un torero e una donna che cercava disperatamente con la seduzione di strapparlo alla sua danza mortale. Un film sulla scia dei vari “Sangue e Arena” con intatto il suo gusto di luci e ombre, ma che inevitabilmente suona come glorificatore dell’arte della corrida e della sua barbarie. Impressionante la somiglianza fisica di Adrien Brody con Manuel Rodriguez Sanchez detto Manolete.

Voto: 6

Gabriella Aguzzi