Resident Evil, la Quadrilogia. Il problema è che si rialzano

05/01/2011

di Paul Anderson, Russell Mulcahy
con: Milla Jovovich

Finalmente disponibile per i vostri lettori blu-ray la trilogia completa della serie “Resident Evil”, dedicata agli appassionati di horror-splatter-action. Ma, volendo essere cinefili, trovate nelle videoteche anche il quarto capitolo: “Resident Evil Afterlife”, sempre con la vostra paladina dagli splendidi occhi verdi ma non certo incline a particolari dolcezze. Il primo film, del 2002, affidato alle sapienti mani di Paul Anderson, è un piccolo cult di ottima fattura: Alice è l’agente di sicurezza ultra-addestrato di stanza alla base sotterranea della Umbrella Corporation, la più forte multinazionale al mondo che produce farmaci, computer e materiale domestico, ma, in realtà, è specializzata nella ricerca in armi chimiche e batteriologiche. A causa di una manomissione, lo sperimentale virus T si diffonde nella base, causando la morte e la conseguente rinascita in stato di zombi di tutti gli impiegati e ricercatori. Milla Jovovich deve a questa pellicola la sua consacrazione a stereotipo di tecnologica donna combattente, e se la cava con incredibile abilità, mettendo in ombra perfino Michelle Rodriguez, altra veterana degli sparatutto. Inutile ricordare che Anderson si ispirò a “Resident Evil” il gioco, pluripremiato dagli “smanettoni” e poi divenuto, stranamente, quasi meno popolare del film, nonostante l’ultima versione sia già nei megastore. Il regista, però, fedele all’archetipo, decide di attendere i tempi del programma, molto più lunghi di quelli cinematografici, e si prende due anni prima di lanciare sugli schermi “Resident Evil: Apocalypse”, che mette in seria difficoltà Milla per la presenza di una Sienna Guillory da infarto e perfettamente in grado di imitare la recitazione dei personaggi dei pc. Semplicemente straordinaria, Sienna tiene per se l’intera prima parte del film ed Alice, rafforzata da un esperimento che la Umbrella stava conducendo su di lei dopo l’incidente, si ritrova a combattere se stessa, la sua memoria e il suo passato. Breve menzione al fatto che proprio la memoria giochi un ruolo fondamentale in tutta la serie. Come gli zombi hanno perduto la loro, anche gli umani vivono questa catastrofe globale in una condizione di nebulosa consapevolezza, senza ricordare con precisione interi brani della propria vita e costretti ad agire d’intuito in un presente da incubo. Sembra che poco li distanzi dai non morti, se non la coscienza. Fin qui tutto bene, anche se in calando, ma il filmaccio arriva con il terzo capitolo, e già il fatto che a dirigerlo ci fosse Russell Mulcahy (Highlander) era bastato a far suonare un timido campanello d’allarme. Niente più minacce per la Jovovich (a parte gli zombi, è ovvio), ma si intuisce come la fantascienza viaggi sugli stessi binari della filosofia: quando si vuole entrare troppo nel dettaglio ecco che arrivano le peggiori assurdità. La mutazione genica in Alice la porta ad avere poteri telecinetici, e la Umbrella, ridotta ormai a pochi alveari sotterranei in un mondo totalmente alla deriva, la insegue con assoluta determinazione, convinta che sia lei la chiave per un antidoto al virus T. Prodotto di bassissimo livello, sembrava destinato a chiudere una serie iniziata alla grande. Ma torna Anderson a metterci la firma, e risale al 2010 “Resident Evil Afterlife”. Molto più brutale e cinico dei precedenti (forse perché Alice ridiventa umana…?), pone la parola conclusiva alla storia della bella guerriera in modo tenebroso e desolante, anche se il livello del primo capitolo non viene mai neppure sfiorato, anzi, Afterlife è, dei quattro, il film con il peggiore inizio in assoluto, forse uno dei peggiori nella storia del cinema horror. Sa riprendersi e allinearsi ad un criterio di accettabile medietà, con molti luoghi comuni ma dignitosi, ed è un merito. Cosa resta da aggiungere? Che, a quasi dieci anni dal suo esordio nel cinema, Alice non ha niente di rifatto, tranne il colore dei capelli. Congratulazioni alla Jovovich, per il corredo cromosomico tanto adatto ad una storia così “genetica” e per essere quasi “da playstation” nella sua immutabilità.

Il nostro voto finale riassume: Resident Evil 8; Resident Evil Apoclypse 6; Resident Evil Estinction 4; Resident Evil Afterlife 5,5

Voto: 6,5

Carlo Baroni