L'Ultimo Esorcismo

28/03/2011

di Daniel Stamm
con: Patrick Fabian, Ashley Bell

Forse sarebbe lecito imporre un limite semestrale al numero di film girati con telecamera a mano e audio in finta presa diretta, ma se gli americani di certo non brillano per fantasia, dobbiamo pur ammettere che questo film credevamo di poterlo recensire anche senza vederlo, e ci sbagliavamo. Esce in dvd senza troppa attesa e dopo uno scarso successo al botteghino, ma di ciò non siamo sorpresi: nell’epoca di quello che potremo definire neo-misticismo (definizione confusa per un’epoca confusa), ridurre la possessione demoniaca ad un fenomeno mediatico a disposizione di ciarlatani e predicatori dilettanti confonde parecchio un pubblico magari poco pretenzioso ma esigente nell’ambito della lunga lista di brividi ghiacciati che, da sempre, i film che narrano le peregrinazioni dei demoni nelle creature mortali ci hanno saputo un po’ grossolanamente donare. Se l’ex governatore della California in “Giorni Contati” combatteva un improbabile diavolo  con fucili mitragliatori e pistole (si ricordi la battuta storica “Fra la tua fede e la mia Glock nove millimetri, preferisco la Glock”), non è che in prodotti migliori si siano mai raggiunte vette di estremo esoterismo demonologico. Sarebbe più onesto consultare un vero esperto in materia, ma, visionato l’immane catalogo di pellicole a nostra disposizione sul tema, ci prendiamo la libertà di affermare che, nell’immaginario collettivo, il “diavolo” o i demoni ad esso soggetti, altri obiettivi oltre ad essere profondamente volgari nel linguaggio (anche se usano il latino o l’aramaico per dire sozzerie – e perché, poi?), assaggiare misticanze di insetti o invertebrati e ambire alla meno poetica sessualità dei viventi pare non abbiano. Diverso era il Satana di “Omen” (con Sam Neil) e così quello del primo “Esorcista”, ma i successivi manifestano un’immaginazione assai limitata. Dopotutto, da che si è sentenziato che l’Inferno è vuoto, cosa può restare del diavolo? Forse il più basso livello lo tocchiamo con “Exorcism” di Ethan Wiley, che però si salva dalla retrocessione nella parodia grazie ad alcuni passaggi di umorismo nero davvero irresistibili. Il problema, però, è che “Niente Satana niente Dio”, come afferma l’anziano prelato di “Demonia” del nostro “pioniere” caro agli intellettuali (che lo apprezzano perché, di norma, non conoscono l’horror) Lucio Fulci, e allora che si fa? Prima di tornare a meno floreali e ingenuamente gioiosi consigli, poco al di sopra dalla spiritualità de “I Figli dell’ Amore Eterno”, il cui massimo rappresentante era Carlo Verdone di “Un sacco bello”, si indaga l’universo di coloro i quali sostengono che la possessione sia un fenomeno più diffuso di quel che si immagini, e ne sono convinti, gli esorcisti da tv regionale, soprattutto se il posseduto tiene una carta oro nel proprio portafogli. “L’ultimo esorcismo”, oltre ad essere un augurio, è il titolo del film che più spietatamente dissacra i suddetti imbonitori, i quali scacciano i demoni come una bomboletta di Bygon scaccia le zanzare e fanno leva su quelle che la Chiesa stessa classifica come psicosi tendenti a manifestarsi fra individui che abbiano ricevuto una distorta educazione religiosa. Vale il discorso degli alieni che arriverebbero fin qui solo per tracciare cerchi nel grano: ammesso che i demoni esistano, ammesso che, nonostante il libero arbitrio, possano impossessarsi di un uomo, lo farebbero solo per dir parolacce e sputare sostanze organiche verdastri? Allora bisognerebbe attribuire ai demoni motivazioni del tutto irrazionali che la nostra fede omocentrica però rifiuta. Nella speranza che una precisa posizione a riguardo venga resa ufficiale dagli organi competenti e di non rivedere più tediose sottomarche di Presenze come quelle proposte da “Paranormal Activity”, registriamo con l’appena recensito un mezzo passo in avanti, se non inedito, quantomeno definitivo.

Usa, 92 minuti
Lingue: Italiano, Inglese, Tedesco

Voto: 6,5

Carlo Baroni