Rec

03/07/2008

di Jaume Balguero, Paco Plaza
con: Manuela Velasco

La Spagna si conferma ad anni luce da noi, e propone “REC.”, per la regia di Jaume Balaguero e Paco Plaza, un film bello, magari non riuscito fino in fondo, ma da brivido vero, autentico. Si sta male. L’orrore moderno, non il retaggio di un passato comunque inglorioso, come il nostro nella trattazione di materie gotiche. Pellicola a basso costo, solo un milione e mezzo di euro (cifra però enorme rispetto a quella versata per “The Blair witch project”), tutta girata con camera a mano in un vecchio condominio. E’ la moda. I tre ragazzi dispersi nel bosco e braccati da una presenza stregonesca hanno fatto scuola in ritardo. Un cameraman e la giovane giornalista Angela (Manuela Velasco, premio Goya come miglior attrice rivelazione), al servizio di una rete privata, seguono alcuni pompieri nello svolgersi delle loro ordinarie mansioni. Pericolo di noia per l’arrembante reporter all’inizio, subito sventata dalla sirena. Si salta sul camion, pare che una vecchietta accusi fenomeni di demenza senile, disturbando la quiete di un palazzo. Sul posto, due odiosi poliziotti stanno cercando di calmare i condomini e, naturalmente, non accolgono di buon grado la presenza della telecamera. L’anziana signora è nel suo appartamento, in apparente stato confusionale. Che si fa di fronte ad una pazza insanguinata che emette strani versacci? Ovvio: le si danno le spalle così da essere più facilmente aggrediti. Uno dei due detestabili agenti viene morso al collo, poi precipita dalla tromba delle scale il più giovane dei pompieri, sempre ad opera della disabile. Scoppia il panico, e mentre tutti tentano di portare fuori i feriti, un reparto speciale di polizia isola il palazzo. Insomma, sembra che una strana epidemia possa aver contagiato uno o più condomini. Il cameraman è abbastanza nervoso, Angela vuole comunque continuare il servizio. Nello stabile entra un ufficiale medico in tuta isolante, subito si precipita dagli aggrediti. Non ci vuole Albert Einstein per capire che, anche se in gravi condizioni, possono comunque costituire una minaccia, ma il dottore se la prende comoda, ci stava anche un caffè, magari, e non fa in tempo ad ammanettare bene gli infetti. Da questo momento in poi, il film inserisce il turbo, ed è un vorticare di fughe, di accuse, di litigi, di barricamenti e di contagi a ripetizione. Ritmi serratissimi per venti minuti senza un minimo di tregua. I piani abitati scandiscono il tempo, e più si sale più la situazione peggiora. Fino all’ultimo, terrificante antro. La terza parte di “Rec” è terrore allo stato puro, un’incursione nell’horror esoterico di stampo tradizionale che contrasta nettamente con la modernità delle prime due. E’ il limite del film cercare una spiegazione demoniaca per l’accaduto? Probabile, però si trema e si battono i denti come poche altre volte. Cast riuscito, tre registri narrativi in una sola storia e tanta, tanta claustrofobia, senza scordare la vera radice di ogni paura: il buio. E la visione notturna che la telecamera offre è quella porta sull’ inconscio che, per usare una strainflazionata espressione, non dovrebbe mai essere aperta. Ottimi Balaguero e Plaza, davvero brava la Velasco. Ci si rannicchia nella poltrona o si balza dallo spavento: cardiopatia garantita. Ok, l’ horror c’è.

Voto: 8

Carlo Baroni