Hugo Pratt e Corto Maltese 50 anni di viaggi nel Mito

16/02/2017

“Il mio nome è Corto, Corto Maltese. Sono nato a Malta, il 10 luglio del 1887, almeno così mi dicono. Mia madre? Una gitana di Siviglia. Era talmente bella che il pittore Ingres se ne innamorò follemente. Ricordo bene il giorno in cui un’amica di mia madre mi prese la mano sinistra e la guardò inorridita, non avevo la linea della fortuna. Non ci pensai molto, presi un rasoio di mio padre e me ne tracciai una da solo, lunga e profonda. Non credo di aver aumentato la mia dose di fortuna, ma sono sempre stato libero e questo basta. Mio padre  veniva da Tintagel, in Cornovaglia, un posto pieno di fate e maghi. Sosteneva di essere il nipote di una strega di Man che aveva un gatto rosso, ma diceva un sacco di cose quando si perdeva fra le bottiglie. Ho studiato alla scuola ebraica de La Valletta e poi a Cordoba con il rabbino Ezra Toledano, fu lui a iniziarmi alla Torah e a raccontarmi altre storie segrete. In ogni caso, quello che ricordo meglio fu il giorno in cui partii da Malta e m’imbarcai sul Vanità Dorata, un magnifico tre alberi, da allora ho sempre navigato in giro per il mondo. Conobbi Rasputin, Jack London e tanti altri (...)ho cercato gioielli e sogni impossibili lungo i canali e sopra i tetti di Venezia. Non sono un eroe, mi piace viaggiare e non amo le regole, ma ne rispetto una soltanto, quella di non tradire mai gli amici. Ho cercato tanti tesori senza mai trovarne uno, ma continuerò sempre, potete contarci, ancora un po’ più in là...”

Così si presenta Corto Maltese nella Mostra che lo vede protagonista, insieme ad altri personaggi e storie usciti dalla matita di Hugo Pratt, per celebrare i 50 anni dalla sua prima apparizione, legato ad una zattera, in Una Ballata del Mare Salato. E una vita di viaggi e avventure lega questo avventuriero cinico e romantico al suo creatore, che passò la giovinezza tra Addis Abeba e Buenos Aires, in un incrocio di influenze culturali di ogni parte del mondo. Bologna, città lontana dalle coste, proietta questo sogno di avventure di mare con un viaggio attraverso le sale di Palazzo Pepoli, tra cui una che appare come la riproduzione fedele della Corte Sconta detta Arcana, uno di quegli angoli magici e segreti dove “i veneziani, aprendo le Porte che stanno nel fondo di quelle Corti, se ne vanno per sempre in posti bellissimi e in altre storie...”
La Mostra, intitolata appunto “Hugo Pratt e Corto Maltese – 50 anni di viaggi nel Mito”,  curata da Patrizia Zanotti, li celebra entrambi, in un continuo parallelo, con 400 opere tra disegni, acquerelli, chine, riviste e rarità, tra cui tutte le 164 tavole originali di Una Ballata del Mare Salato. Non solo Corto Maltese, però: anche Anna della Giungla, Ernie Pike, gli Splendidi Acquerelli degli Scorpioni del Deserto che trasportano nell’Etiopia del ’42. Accompagnano e commentano brani di interviste. Scopriamo così che Corto Maltese nasce nel pensiero di Hugo Pratt dal ricordo di un film interpretato da John Wayne nel ruolo di un marinaio, Wake of the Red Witch.
L’aspetto più interessante esaltato dalla Mostra è certamente l’intreccio di influenze letterarie sull’opera di Pratt. Certo Melville, Conrad, Stevenson, ma anche Zane Grey, Fenimore Cooper e Jack London (che sarà uno dei protagonisti della giovinezza di Corto), autori che lo scrittore leggeva già all’età di otto anni, come la letteratura celtica nelle edizioni della Scala d’Oro (“Sono figlio anche della Romantica Sonzogno”) e le figure esotiche delle sue storie si ispirano alle Figurine Liebig sfogliate da ragazzo. E poi Borges, Kipling (in “La Casa dorata di Samarcanda” una scena è un dichiarato omaggio a “L’Uomo che volle farsi Re”), Curwood, Rimbaud, che Corto cita, Yeats, Coleridge (Kubla Khan citato in Corte Sconta detta Arcana e La Ballata del Vecchio Marinaio in La Ballata del Mare Salato), D’Annunzio, che Corto incontra in Favola di Venezia, lo Shakespeare fiabesco rievocato in “Sogno di un mattino di mezzo inverno”.
Tra avventure di mari lontani e sogni celtici, proprio come la mistura magica delle sue origini, si dipana la vita di Corto Maltese, che il suo Autore non ha voluto veder invecchiare e ha desiderato che continuasse anche dopo di lui. Esce così nel 2015 Sotto il Sole di Mezzanotte, un’avventura in Alaska ad opera degli autori spagnoli Juan Díaz Canales e Rubén Pellejero.
“L’avventura è cercare qualche cosa, che può essere bella o pericolosa, ma che vale sempre la pena di vivere” scriveva Pratt ed è quanto ha regalato ai suoi personaggi e ai suoi lettori. Perché aveva trovato la sua Isola del Tesoro. «L’ho trovata nel mio mondo interno, nei miei incontri, nel mio lavoro. Trascorrere la vita in un mondo di fantasia, questa è stata la mia isola del tesoro.»


Hugo Pratt e Corto Maltese
A Palazzo Pepoli, Museo della Storia di Bologna, fino al 19 Marzo
Una mostra prodotta da CMS.Cultura e Genus Bononiae. Musei nella Città, col sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, in collaborazione con Cong-Hugo Pratt art properties.


www.mostrapratt.it

Gabriella Aguzzi