Maltese- Il romanzo di un commissario

09/05/2017

La figura del commissario va ancora di moda nella televisione italiana. La Rai ha cominciato nel 1984 con Cattani, protagonista tragico della Piovra interpretato dal brizzolato Michele Placido, per raggiungere il grande pubblico del telecomando con Montalbano-Zingaretti, invenzione di Camilleri dalla battuta facile. Intorno ai due personaggi, sopravvivono il vice questore Rocco Schiavone-Giallini, nato dai romanzi polizieschi di Antonio Manzini senza mai disprezzare le canne; l’ispettore Giuseppe Lojacono dei Bastardi di Pizzofalcone, ideato da Maurizio de Giovanni e l’ultimo arrivato Dario Maltese, che ieri sera ha esordito su Rai1 nella miniserie in quattro puntate di Gianluca Maria Tavarelli Maltese- Il romanzo del Commissario. Proprio Kim Rossi Stuart, l’attore principale di quest’ultimo lavoro televisivo, ha confidato al quotidiano La Repubblica di essersi ispirato a Cattani e al magistrato Ninni Cassarà, magistrato ucciso da Cosa Nostra.

Il primo episodio- Il commissario Maltese è di Trapani, ma lavora nel reparto narcotici di Roma. Un giorno decide di tornare in Sicilia per fare il testimone di nozze all’amico e collega Peralta. Dopo l’abbuffata e il bicchiere della staffa, saluta dal balcone i futuri sposi e li guarda salire in macchina e andare via. All’improvviso, si accorge di due persone su una motocicletta che, casco in testa e pistola in mano, stanno seguendo la macchina della coppia. Il commissario corre verso la sua arma, la prende e prova inutilmente ad impedire l’omicidio. I due sicari riescono a uccidere l’uomo e la donna ma Peralta, poco prima di morire, sussurra all’orecchio del testimone di andare a casa sua e cercare nei fascicoli il motivo di questo assassinio. Maltese inizia a credere che la colpa sia della mafia e per avere giustizia si fa trasferire a casa. Nella Trapani anni settanta, quella delle alfette e delle cabine telefoniche, guida la squadra che fu del suo amico e ascolta i consigli di Mauro Licata ed Elisa Elisa Ripstein, due giornalisti che indagano sui rapporti fra il crimine organizzato e la politica.

Il genere poliziesco- Maltese- Il romanzo del Commissario si presenta subito come una fiction poliziesca mossa dalla voglia di giustizia. Maltese, un uomo separato e con una figlia che vive in America, ha il sospetto che il caso Peralta, pubblicizzato da un giornale come questione di donne, nasconda una pericolosa verità. La mafia sta occupando la sua Trapani, con gli aerei che atterrano nell’aeroporto vicino alla sua nuova casa, senza lasciare traccia. Non può credere che Nicolò Miceli, fidanzato dell’amante di Peralta Santina Spatuzza, abbia pianificato l’attentato, soprattutto dopo che i poliziotti l’hanno beccato con un’arma che spara a salve. Miceli però, confessa di aver ucciso per gelosia. Maltese non si fida delle sue dichiarazioni e neanche molto di U normannu e U cunigghiu, poliziotti trapanesi. Due giornalisti idealisti lo portano sulla pista mafiosa e gli mostrano dove il potere finanziario incontra il sindaco e i deputati.

Niente di innovativo nella storia. Il genere poliziottesco italiano, quello del cinema anni ottanta di Carlo Lizzani, Enzo G.Castellari e Fernando di Leo, ha plasmato lo stile di Quentin Tarantino, regista di Le Iene e Bastardi senza gloria, prima di finire in soffitta. Il primo episodio di Tavarelli però, non ha la velocità e il dinamismo delle scene dei predecessori. E’ un modo di raccontare che si concentra più sulla riflessione e la scrittura del personaggio e meno sull’azione. Maltese convive con un incubo ricorrente: la sua figura di ragazzino che cammina per i corridoi e a fatica apre la porta della stanza che gli permetterebbe di fare i conti con il suo passato e la figura ingombrante del padre-uomo di Stato. Kim Rossi Stuart interpreta questo personaggio con la giacca e la camicia degni dell’Ispettore Callaghan, alla maniera essenziale di Clint Eastwood: controllo dei gesti e delle parole da usare, senza dimenticare che a volte bisogna fare i duri.

La svolta melodrammatica- Maltese è anche un uomo solitario, che sta per avvicinarsi alla giornalista dai capelli biondi e dal sorriso che ti fa dimenticare quanto sia rischioso essere un poliziotto anti-mafia. Il regista Tavelli suggerisce che una svolta melodrammatica è molto più che possibile. Nella Trapani della serie tv, tutto ruota attorno alla bellezza delle donne e al sangue dei morti. Una formula che, aspettando il secondo episodio del prossimo mercoledì, ha messo intorno al televisore più di sette milioni di telespettatori. In ogni commissario Rai c’è uno Zio Paperone.

Francesco Cerminara