L'Effetto che fa

06/11/2017

Dal 31 Ottobre all’8 Novembre va in scena all’Off/Off Theatre di Roma lo spettacolo incentrato su uno dei più terribili casi di cronaca degli ultimi anni.
Scritto e diretto da Giovanni Franci, la rappresentazione ha come tre protagonisti Riccardo Pieretti (Luca Varani), Fabio Vasco (Prato) e Valerio Di Benedetto (Foffo).
Lo spettacolo inizia con un dialogo diretto verso il pubblico con il quale l’attore che interpreta Luca, riesce a catturare sin dalle prime battute l’attenzione di tutti. Si rivolge con una semplicità tale da far rendere quasi reale la povera vittima sacrificata solo per la crudeltà e la curiosità di capire “l’Effetto che fa” per due persone uccidere un uomo.
Foffo e Prato, i due artefici del delitto, recitano alternandosi fra i dialoghi, con una forte e piena rappresentazione della vita dei due ragazzi, l’uno frustrato per il difficile rapporto con il padre  e l’altro in conflitto con se stesso per essere nato nel corpo di un uomo.
Le scene spaziano dalla follia dei due assassini, alla descrizione precisa dell’accaduto di quella terribile vicenda cha ha visto il sacrificio della vita di un ragazzo di soli 23 anni, consumato e torturato fino alla morte, nell’appartamento dei quartieri di Collatino di Roma.

A parlare di questa coinvolgente rappresentazione è uno dei tre protagonisti che risponde a qualche nostra domanda:

-    Riccardo Pieretti, ti vediamo sin dalle prime battute di questo spettacolo, a incalzare il difficilissimo ruolo di Luca Varani, come sei riuscito a impersonarti cosi bene nelle vesti del povero protagonista dell’omicidio?
Intanto grazie per il molto bene. E’ stato un percorso lungo e delicato, in casi come questo il confine tra ciò che si vuole e ciò che si può dire è molto labile. All’origine c’è stato un continuo labor limae sul testo, ovviamente insieme a Giovanni che ne è l’autore, con meticolosità capillare in ogni battuta. Una volta fatto questo è successo quello che succede quando ci si confronta con le buone drammaturgie: non sei tu che cerchi il personaggio ma è il personaggio che viene da te, che ti si svela, e tu non devi far altro che essere attento e in ascolto per poterlo accogliere.
Mai come in questo caso le parole d’ordine sono state Rispetto e Amore. Il primo per la vicenda, il secondo per il mio mestiere.


-    Come nasce la tua collaborazione con il regista Giovanni Franci?
Questo è stato un incontro che sa un po’ di misticismo. Noi ci conoscevamo solo di vista, ma lo stesso giorno in cui lui aveva pensato a me come un possibile Luca Varani ci siamo incontrati per caso a teatro. Prendendolo come un piccolo segno del destino, ha deciso di parlarmi del progetto. Ci siamo trovati da subito, e non so per quante birre abbiamo continuato a parlare dei nostri rispettivi modi di intendere il teatro. Solo alla fine lui mi ha detto che mi aveva già visto recitare in due spettacoli e che quindi, per la parte, non gli occorreva provino.
Abbiamo suggellato l’inizio della nostra collaborazione artistica con l’ultimo brindisi di quella serata.

-    In questo spettacolo sei accompagnato da altri due giovani attori, (Fabio Vasco e Valerio Di Benedetto) è la prima volta che ti esibisci con loro?
Sì. Ma non esagero dicendo che dopo una settimana di prove sembravamo più una famiglia che una compagnia.

-    Ci saranno altre date di L’effetto che fa, anche in altre città?
Molti teatri di altre città sembrano siano interessati al progetto. Una piccola (o grande?) tournée non è affatto da escludere. L’unica cosa che dobbiamo fare è rimanere concentrati e continuare a migliorarci fino all’8 novembre. Raccoglieremo i frutti che ci meriteremo.

-    Perché il pubblico dovrebbe venire a vedervi recitare su quel palco?
Perché a detta di tutti non è uno spettacolo che lascia indifferenti. Suscita in tutti riflessioni profonde sull’etica, sulla vita, sull’essere umano. Ed è questa la vera funzione del teatro: farsi specchio della società riunendo spettatori e artisti in un’unica comunità virtuosa che, grazie alla magia teatrale, renda i suoi componenti cittadini e uomini migliori.

L’Effetto che fa è in programmazione all’Off/Off Theatre fino all’8 novembre. L’ufficio stampa e comunicazione dello spettacolo è a cura di Carli Fabi e Roberta Savona.
Per lo spettacolo le foto e le elaborazioni digitali sono a cura di Marco Aquilanti. Il teatro gode della direzione artistica di Silvano Spada; la direzione organizzativa è a cura di Carmen Pignataro.

(Foto di Fabio Romeo)

Fabio Romeo