La Nebbiosa

13/02/2017

Sarebbe stato un gran film. Ma la Milano nera che Pasolini osservò e scrisse, nel ’59, film non divenne mai. Restò la sceneggiatura del film mai girato, ripubblicata di recente da Il Saggiatore. Dopo aver raccontato i Ragazzi di Vita, Pasolini raccontò i Teddy Boy, immergendosi nelle atmosfere e nelle nebbie milanesi, seguendoli nell’arco di una notte brava, una corsa attraverso una Milano mezza distrutta e mezza in divenire, tra periferie umide e palazzoni semivuoti, inebriati di violenza.
Ora quella sceneggiatura diviene spettacolo teatrale e si fa viva sulla scena, nella trasposizione di Paolo Trotti e Stefano Annoni, uno alla regia l’altro protagonista, alla Sala 3 del Teatro Franco Parenti. Un racconto che parte da un night, scandito da una batteria, sull’eco malinconica di una serata in chiusura, e con ritmo rock ripercorre la folle corsa di un’arrabbiata e tragica notte di Capodanno.
Il Teppa, il Rospo, il Gimkana, il Mosè, il Contessa, l’Elvis e il Cino, il più piccolo che nessuno vuole, ma che segue, invidia, osserva e sogna di emulare i “grandi” della banda, fanno una rapina nella chiesa di Bollate, addobbano una barbona, trascinano in un’orgia due signore borghesi, sfogano lo schifo per “gli ambigui”, si spostano tra trani e night, dalle ville vuote ai palazzi di Metanopoli, per finire in tragedia davanti a San Siro.
Stefano Annoni e Diego Paul Galtieri interpretano con rapidità camaleontica tutti i personaggi, i ragazzi della banda, predecessori di Arancia Meccanica, e le loro vittime. I quadri si snodano, si ricompongono freneticamente, man mano che le ore corrono e i battiti si fanno più accelerati. Ritroviamo alcuni dialoghi di Accattone (“Voglio morire con tutto l’oro addosso come i Faraoni”). E un po’ parenti sono della vita violenta di quella gente di borgata questi milanesi insoddisfatti, tanto quanto sono parenti della Milano di ringhiera di Testori e dei suoi bar fumosi di periferia.
Nel nero della notte e nel freddo della nebbia, la vuota disperazione di questi figli della mala all’inseguimento della bella vita è raccontata con ritmo cinematografico e gli accenti di una Milano che non c’è più. Si chiude ancora, desolatamente, nel night dove il racconto è cominciato e dove la regia fa esibire ogni sera uno special guest diverso.

Una curiosità.
La Nebbiosa è stata anche oggetto di una Mostra, sempre ad opera del Saggiatore. Una seconda parte della Mostra ha riunito foto della Milano di quegli anni, pubblicate poi tutte in un libro che ne rievoca scorci e atmosfere.

Gabriella Aguzzi