Sister Act, il Musical agli Arcimboldi

18/11/2016

Assisti a un omicidio e finisci in convento. Si potrebbe sintetizzare così la storia di Sister Act. La versione musical, ora a Milano al Teatro degli Arcimboldi è chiaramente ispirata all'omonimo film, che aveva come sottotitolo “Una svitata in abito da suora”. La svitata in questione nel film era Whoopi Goldberg, reduce dal successo e dall’Oscar per Ghost. Qui in questo stesso ruolo di Deloris (ovvero suor Maria Claretta) troviamo la madrilena Belìa Martin, invece reduce dal successo in Spagna nello stesso musical. Ma la versione italiana ha anche in serbo un'altra sorpresa: nel ruolo della novizia più giovane, suor Maria Roberta, troviamo una suora vera. È suor Cristina, che aveva vinto un'edizione di the Voice e, soprattutto nella seconda parte, dove ha più canzoni come solista, si fa notare per la bella voce. Come lei anche altri protagonisti hanno dei momenti di assolo: le belle voci si notano e si aggiungono a quella caratterizzazione dei diversi personaggi che contraddistingue tutta l'impostazione del musical. Ed è ancora nella seconda parte che gli abiti delle suore da neri si trasformano, prendendo colore e lustrini. È la parte che meglio riesce a soddisfare le attese di un pubblico pronto ad applaudire bella musica, belle canzoni interpretate da belle voci, coreografie, costumi festosi e scenografie con molti cambi. Che qui ci sono, in una prima fase a volte non a vista, ma con veloce passaggio a un fondale disegno stuoia.
Rispetto al film il musical semplifica la storia, puntando sui momenti più salienti. Ma soprattutto sposta indietro la datazione: qui, invece che negli anni ‘80, siamo nel 1978 e infatti il Papa che va ad assistere al concerto delle suore, dirette per l'ultima volta da Deloris, è Paolo VI (morto però nell’agosto di quell’anno), invece che Giovanni Paolo II, come nel film. La scelta per quanto riguarda la datazione, spiega il regista Saverio Marconi, è dettata dalla musica che in quegli anni aveva una carica dirompente.
“Una svitata in abito da suora” dice il sottotitolo del film e qui questo aspetto si traduce in una ironia con battute divertenti da parte di tutti i personaggi. La protagonista, di colore come Whoopi Goldberg, al poliziotto, che lei aveva soprannominato Eddie Umidino e le dice che deve travestirsi, risponde che sarà una testimone svedese. Da parte sua la madre superiore, a cui viene ricordato il voto di carità, risponde che lo ritira. Sono tante le battute che si susseguono, imprimendo un ritmo più ironico alla prima parte, quando anche le suore del convento sanno stonare perfettamente, per poi passare a ottimi cori nella seconda parte e a quegli assoli musicali che soddisfano il pubblico,  convincendolo del potere rasserenante e quasi taumaturgico della musica.

Sister act il musical

Musiche Alan Menken, Liriche Glenn Slater
Testo Cheri Steinkellner e Bill Steinkellner, Dialoghi aggiunti Douglas Carter Beane
basato sul film Touchstone Picture “Sister Act” scritto da Joseph Howard
traduzione e liriche italiane Franco Travaglio
regia Saverio Marconi
con Belia Martin (Deloris Van Cartier)
Pino Strabioli (Monsignor O’Hara)
Suor Cristina (Suor Maria Roberta)
Francesca Taverni (Madre Superiora)
e con Felice Casciano (Curtis), Marco Trespioli (Eddie), Claudia Campolongo (Suor Maria Lazzara), Manuela Tasciotti (Suor Maria Patrizia), Silvano Torrieri (Joey), Vincenzo Leone (De Niro), Renato Crudo (TJ)
Scene Gabriele Moreschi, Costumi Carla Accoramboni, Direzione Musicale Stefano Brondi, Coreografie Rita Pivano, Disegno Luci Valerio Tiberi, Disegno Suono Emanuele Carlucci
A Milano al Teatro degli Arcimboldi dal 17 al 27 novembre 2016

Valeria Prina