Incontro con Amedeo Minghi

16/11/2017

Torna in Teatro per replicare con nuove date nelle principali città La Bussola e Il Cuore, lo spettacolo che vede l’interpretazione cantautorale e non solo del Maestro Amedeo Minghi.
Il cantante va in scena con la partecipazione di due giovani Michelangelo Nari e Martina Cenere, e insieme a loro ripercorre l’ultimo progetto discografico, che racchiude oltre che i più grandi successi, anche dei brani  incisi nei 50 anni di carriera dello stesso e che fino ad oggi non avevamo mai ascoltato.
Il cofanetto infatti si compone di tre pezzi ben distinti: La Bussola, nuovo album con dieci brani inediti, alcuni dei quali  firmati con Mogol, Il Cuore, che include brani in versione rivisitata, e Mappe, terzo cd con pezzi rarità dello stesso artista.
Dopo lo speciale album che Amedeo Minghi ha regalato ai sui fans, presenti sempre nelle prime file dei suoi spettacoli, ad ottobre è arrivato in tutte le librerie del nostro paese un libro dal titolo “Siamo questa musica”, nel quale lo stesso cantautore ha messo come protagonisti il suo pubblico e la sua musica.
Si cala il sipario ed entra dritta dritta al cuore del pubblico la voce del Maestro che sin dal primo brano riesce a conquistare la gente in teatro. Tra le sue più belle ballad e hit, si passa anche ad uno spettacolo con coreografie e rappresentazioni; infatti durante le due ore di spettacolo l’artista e i due giovani talentuosi padroneggiano il palco con monologhi e alcune performances da vero e proprio teatro. Il concerto si conclude poi con due fantastiche interpretazioni di La Vita mia e Vattene Amor.
Siamo riusciti ad incontrare il Maestro il quale ci ha spiegato come dopo cinquantanni di carriera è riuscito a realizzare La Bussola e il Cuore (cofanetto, libro e tour in teatro).

Benvenuto ad Amedeo Minghi su Quartopotere. La bussola e il cuore è il suo ultimo lavoro discografico che La sta facendo protagonista di un tour teatrale che già ha fatto diverse tappe in tutta Italia e che adesso torna a grande richiesta con nuove date; ci parla un po’ di questo progetto, e da cosa nasce l’idea di arrivare al pubblico con un tour teatrale?
Questo progetto nasce per segnalare e sottolineare gli ultra cinquant’anni della mia carriera; è un disco celebrativo però non per intero, perché all’interno di questo triplo disco in realtà ci sono 40 brani, 30 dei quali sono inediti. Questo è stato portato in teatro perché per me è ormai normalità; io sto in teatro con i miei concerti dal lontano aprile 1989; questa è consuetudine antica e consolidata che condivido con il pubblico da tanti anni.

Il 26 Ottobre è arrivato in tutte le libreria “Siamo questa musica” – il pubblico racconta, un testo ove si narrano le storie legate alla Sua musica, con oltre centinaia di lettere scritte da un pubblico affascinato e dove Lei stesso si cela raccontando le Sue emozioni. Nel suo percorso artistico arriva anche la celebrazione in un libro, a cosa è dovuto tutto questo secondo Lei?
Beh questa è anche una scelta mirata, perché dopo tutti questi anni ho chiesto al mio pubblico di dire la sua; io in questi cinquantanni ho scritto tante canzoni, tante colonne sonore, ho fatto tanta musica e sinceramente spero di farne tanta altra naturalmente, però era arrivato il momento di chiedere il punto di vista del pubblico e cosi abbiamo chiesto allo stesso cosa ci tiene insieme da tutti questi anni, decenni, che hanno poi attraversato generazioni intere; da ciò ne è venuto fuori un meraviglioso romanzo scritto da centinaia di mani che sembrano una sola, un romanzo stupendo, “Siamo questa musica”, che racconta appunto come questa musica sia entrata proprio nella parte viva della vita di queste persone che da tanti anni segue il mio lavoro; è un libro veramente straordinario.

Tornando allo spettacolo, in questo tour non è il solo artista a salire sul palco, la vediamo insieme a due ragazzi che la supportano con performances e cori alle Sue canzoni; fresco dai Suoi cinquantanni di carriera oggi, si rispecchia nel cantante che è stato per diverse volte ai vertici delle classifiche italiane, o come un artista cantante, produttore di musical?
Beh questo non è un musical è un concerto spettacolo. All’interno ci sono dei numeri, delle cose che avvengono e che si raccontano, e uno di questi potrebbe anche somigliare effettivamente a un musical ed essere forse l’insieme che potrebbe germogliare in un prossimo futuro.  E’ uno spettacolo vario; tutte le canzoni sono gestite oltre che dall’orchestra e dal gruppo che suona, anche da questi due ragazzi che cantano, recitano e ballano. Lo definirei come un lavoro composito, dove le canzoni sono alternate e sorrette anche da altre cose.

Quali saranno i Suoi prossimi lavori? Sanremo 2018 potrebbe essere la Sua prossima vetrina scenica?
Su questo non posso dire nulla, perché a dire la verità non saprei proprio. Però, con queste nuove regole che Baglioni ha introdotto, togliendo finalmente l’eliminazione, allungando i brani e mettendo al centro dello spettacolo la musica, potrebbe essere; per ora non abbiamo fatto nulla ancora in questa direzione, ma se mi dovesse invitare, probabilmente accetterei.

La ringrazio molto e adesso Le chiedo un saluto per i lettori di Quarto Potere.
Grazie Fabio Romeo
Sono Amedeo Minghi e saluto molto cortesemente tutti i lettori di Quarto Potere ai quali faccio gli auguri di una buona vita e pace.

Adesso segue una piccola intervista realizzata grazie alla collaborazione dei due cooprotagonisti de La Bussola e il Cuore, Michelangelo e Martina.

Chi è Michelangelo Nari? Parlaci un pò del tuo percorso artistico e come ti sei ritrovato oggi nel concerto spettacolo di Amedeo Minghi?
Il mio percorso in realtà è un percorso abbastanza lungo; io ho cominciato a cantare nel 1999; in quell’ anno ho deciso di diventare un cantante; ho cominciato a studiare, ho fatto tante esperienze diverse; ho iniziato a lavorare come corista e quindi le mie prime esperienze sono state come cantante puro; poi mi sono avvicinato al mondo del musical che è quello per cui  lavoro maggiormente, grazie anche a un percorso che ho fatto negli Stati Uniti; nel mio lavoro cerco di essere sempre molto versatile e di cambiare stile e fare tante cose diverse. A gennaio dell’anno scorso mi è capitato di vedere quest’ audizione in cui Amedeo Minghi stava cercando un ragazzo e una ragazza per seguirlo nel suo concerto; mi sono presentato e sono stato scelto; questo è stato molto bello, perché in questo spettacolo noi facciamo ovviamente i coristi per i suoi pezzi, ma abbiamo anche molto spazio; cantiamo delle cose noi, balliamo, recitiamo; in scaletta c’è un brano cantato da me e Martina che è preso da un progetto che Amedeo ha in serbo, ed in realtà questo parla proprio di musical, quindi per me è una bella sfida. Ritornare poi a fare il corista con l’esperienza teatrale che ho acquisito in tutti questi anni è bellissimo.
 
Cosa ti porterai di quest’esperienza?
Senza altro la collaborazione con tante professionalità di altissimo livello; Amedeo Minghi è uno dei pilastri della musica italiana e merita un grandissimo rispetto e tanta ammirazione; anche i musicisti che lo seguono sono dei fortissimi professionisti; inoltre ho trovato un bellissimo ambiente anche a livello umano quindi mi porterò tanto da quest’esperienza ma soprattutto con l’augurio che tutto questo non finisca con la prossima tappa di Bologna, ma che vada ancora avanti e prosegua per molto.

Chi è Martina Cenere? Parlaci un po’ del tuo percorso artistico e come ti sei ritrovata oggi  nel concerto spettacolo di Amedeo Minghi?
Io oggi sono una cantante attrice ma nasco come cantante; ho iniziato da piccolina a cantare facendo lezioni di canto; ho iniziato all’età di sei anni. I miei esordi sono stati con le prime serate di karaoke, piano bar e live con band e orchestre spettacolo. Successivamente ho deciso di intraprendere la strada del teatro che è quella alla quale mi identifico di più, soprattutto quella del musical. L’anno scorso Amedeo ha voluto fare queste audizioni per cercare due coristi che lo affiancassero nel suo tour teatrale ed io ho appena appresa la notizia mi sono detta perché non provare? Così sono andata all’audizione ed eccomi qui insieme al mio collega; è stato molto bello. Abbiamo iniziato questo percorso e appunto come diceva Michelangelo, abbiamo instaurato un buonissimo rapporto con tutto lo staff.


Cosa ti ha lasciato quest’esperienza?
Tanto tanto amore, l’amore che ho visto che Amedeo Minghi trasmette al suo pubblico, l’amore che trasmette attraverso i suoi testi; io conoscevo qualche sua canzone ma chi le conosceva di più erano i miei genitori; tramite loro infatti, ascoltavo qualcosa però ovviamente non avevo avuto questo contato diretto. Guarda posso dirti che mi ha trasmesso tanto amore, lo stesso amore che trasmette ogni volta che si esibisce grazie alla sua arte e ai suoi testi.

Foto di Fabio Romeo

Fabio Romeo