La donna che alloggiava i fantasmi

14/02/2018

Helen Mirren: un pre-Oscar allo charme e all'intelligenza coniugate interamente al femminile. Folgorante, spiritosa e finemente ironica l'attrice nella sua conferenza stampa, al termine della prima romana del suo ultimo film "La Vedova Winchester". Ma non provocatela dicendo che, in fondo, stavolta si è concessa a un film horror! No, absolutely: per lei è solo un film di.. fantasmi. E come tale rientra nella narrazione millenaria classica e tradizionale, che fa parte integrante dell'esperienza umana. Winchester è l'arma con cui il Nord ha piegato per sempre il Sud nella guerra fratricidia della seconda metà del XIX sec.. Con il suoi colpi a ripetizione ha fatto l'enorme fortuna del suo inventore e proprietario dell'industria di armi che da lui ha preso il nome. Un colpo, una vittima. Colpevole, innocente, vendicatore seriale. It dipends. Il film, basato su di una storia vera, traduce in immagini e in ricostruzioni presunte e fantasticate il percorso di una donna realmente esistita.

La Mirren è stata "mirrowed", cioè ammaliata, nel voler fare il film dalla personalità di due giovani cineasti. Perché, poi, Sarah Winchester è realmente esistita. La sua casa dalle cento e più stanze è ancora in parte visitabile, vittima anche quest'ultima, a suo tempo, del terribile terremoto di S. Francisco del 1906, lo stesso che sconvolge la visita del medico psichiatra, Eric Price (Jason Clarke), incaricato dal Cda della Winchester di indagare sulla salute mentale di Sarah che, al tempo, continuava a costruire nuove stanze giorno e notte da mitica, ricchissima eremita. Ed è su questa casa che sono sorte varie leggende, tra cui quella raccontata nel film, che ne fa una House of Ghosts, imprigionati nelle stanze da loro stesse progettate, grazie alla mano medianica di Sarah, fino alla loro definitiva auto-liberazione interiore. Helen, però, non crede negli spiriti o nei fantasmi, dato che finora non ne ha mai visto uno! Mentre, essendo un'agnostica, l'affascina l'immaginazione di cui è capace la mente umana, quella che "crede nel credere". 

Nondimeno, ha voluto visitare la casa di Sarah: un edificio davvero straordinario in cui non sai mai dove ti trovi. Una casa di bambole, in apparenza (Sarah era piccola di statura e, effettivamente, girava per le stanze abbondantemente velata, prigioniera mentalmente del doppio lutto che l'aveva colpita), con tante stanze dove è facile perdersi. A Sarah, Helen ha pensato molto e l'ha trovata dotata di una grandissima energia: un personaggio estremamente affascinante, cioè, dal punto di vista psicologico. Per quanto ci si possa sforzare di capirla, Sarah resta misteriosa, come indicano quei due pannelli alla porta d'ingresso, che riportano frasi e citazioni dei drammi di Shakespeare, come il Riccardo II, di cui ci sfugge il significato. Poi, tutto un discorso a parte riguarda le armi, chiave di volta su cui è costruita la morale espiativa del film, in cui i fantasmi inappagati e infelici delle vittime sanguinanti (colpite a morte da fucili Winchester e contate a partire dal primo esemplare fabbricato, fino all'epoca della visita dello psichiatra Eric Price), perseguitano e vogliono morti di morte violenta tutti i membri della famiglia Winchester.
Com'è noto, ogni cittadino ha il diritto di portare armi negli Usa. E, infatti, se ne elencano attualmente più di trecento milioni di pezzi, conservati nelle case degli americani.  Una sorta di culto senza fine, anche perché intorno alle armi girano colossali fortune di chi le fabbrica e le commercia. Il film racconta storie di armi e delle loro vittime violente che continuano a vivere come monito tra di noi, ma per la Mirren si tratta di un film che fa trascorrere una serata divertente, che vuole educare e informare restando nel suo genere pura arte: un intrattenimento che serve a far paura, per spaventare e far sì che ci stringiamo alla persona che ci sta a fianco. Un piccolo rimpianto: non essere uscita in tempo per la nomination con il film "Ella & John" di Virzì, di cui la Mirren resta però  orgogliosa.

Confessa che le piacciono le persone un po' pazzerelle, perché sono divertenti, come colui che va in giro con il tutù rosa e i tacchi a spillo. Le fanno invece molto più paura le persone calcolatrici e manipolatrici. In fondo, quanti geni sono stati definiti "pazzi"? Per quanto riguarda l'importanza oggi delle donne e del loro mondo: ci sono voluti due secoli affinché avessero diritto di parola. Ma, in fondo, cambiamenti di questo tenore necessitano di tempi lunghi: occorre guardare le cose dall'alto, ripercorrendo gli sconvolgenti cambiamenti che hanno interessato la presenza delle donne nella società, comparando i vari periodi storici. Si osservi, ad esempio, come si è evoluta la posizione della donna dalla Prima Guerra Mondiale a oggi. Il mondo va sempre avanti. Ormai è come l'eruzione di un grande vulcano: bisogna che gli uomini facciano ben attenzione a farsi da parte, perché la lava infuocata del femmineo avanza su tutti i fronti dell'impegno sociale e professionale!

Concludo con una mia nota autobiografica, sperando che Helen Mirren e Jason Clarke un giorno mi leggano. Nel film, il Dr. Price ricorda la sua morte apparente, con due commenti fondamentali: la pace nell'attraversare il "prima" ed entrare nel "dopo" e il dolore, il fastidio intenso del ritorno alla vita terrena. Più di 50 anni orsono anch'io ho fatto lo stesso viaggio e ho provato disgusto, guardando dall'alto la mia figura di morente: poi l'impressione di un dolore terribile quando sono stato richiamato in quel così poco ambito rivestimento. Un consiglio da intenditore, quindi: gli effetti speciali, i monster non servono a nulla. Meglio, molto meglio tentare di proiettare le immagini a volo d'uccello, perfettamente tridimensionali, come quelle che ho visto anch'io, osservando da Anima questo mondo attonito mentre mi allontanavo immateriale, passando attraverso le mura della stanza dove il mio Es stava per terminare il suo viaggio terreno. Ma questa, lo ammetto, è tutta un'altra storia, benché verissima.

Da un'esperienza simile, come la mia, si impara per sempre a non temere il "Gate" che separa queste quattro dimensioni spazio-temporali dalla Quinta, quella probabilmente della Dark Matter, di cui pure siamo fatti e che resterà per noi completamente misteriosa in eterno!

I commenti al Film "La Vedova Winchester"

Maurizio Bonanni