A riveder le stelle

19/09/2018

We are back. Lo striscione occupa tutta la Curva Nord nella prima partita di Champions a San Siro, una partita che resterà sempre nel cuore dei tifosi nerazzurri per l’emozione, l’atmosfera febbrile, la voglia di crederci e infine la gioia.
A riveder le stelle è lo slogan di questa stagione e le stelle hanno ripreso a spuntare nel cielo nerazzurro quel 20 maggio in cui, all’82° di Inter Lazio, Vecino prende la palla e la manda in rete qualificando l’Inter per la Champions.  Si riaccendono le luci a San Siro. Un grande ritorno, con ancora gli echi della notte del Triplete e la voglia di riviverla, e con le emozioni che solo questa pazza Inter sa regalare. Uno spettacolo per chiunque l’abbia seguita, pulsazioni cardiache a mille per chi la pazza Inter la ama, una follia per chi era allo stadio che al 92° sembrava esplodesse quando di nuovo la riprende Vecino ed è gol è gol è gol!
Di fronte un avversario di tutto rispetto, temibilissimo, il Tottenham di Harry Kane. Ma il capocannoniere del Mondiale non passa davanti alla difesa nerazzurra. Nel secondo tempo gli Hotspurs passano in vantaggio al 53° con gol di Eriksen su assist di Lamela. Ma in campo e sugli spalti non si perdono le speranze e all’85° il gol di Icardi, un gesto atletico degno di Bonimba, riporta il risultato in pari. Poi, al secondo di recupero, Vecino realizza il sogno e lo stadio impazzisce.
"Ci abbiamo creduto fino in fondo con la spinta dello stadio - dice felice in mixed zone “l’eroe” della partita -. L’importante è crederci, dopo il pareggio abbiamo cercato la vittoria e questo ha fatto la differenza. Questa e quella contro la Lazio sono state emozioni forti, ma speriamo che ce ne saranno altre". "Il gol? Beh, un segno del destino, ci abbiamo creduto – prosegue il centrocampista uruguayano - Abbiamo creduto fino in fondo alla vittoria. L'importante è crederci e ci siamo riusciti. Si tratta di un successo che può darci la svolta. Ma conta sempre il presente, ora dobbiamo pensare ad altro.”
Ad altre sfide da vincere, per tornare davvero “a riveder le stelle”

Foto di Elena Aguzzi

Gabriella Aguzzi