L’Inter alla “Prima” di The Great Wall

23/02/2017

Da Zhang Jindong a Zhang Yimou: la Cina è presente anche al Cinema per la squadra dell’Inter che si è recata compatta in sala per una serata cinematografica “proprio come una famiglia”, come dice Mauro Icardi, ed ammirare il grande kolossal d’avventura di Zhang Yimou.
La “Prima” italiana di The Great Wall al Cinema Odeon di Milano ha avuto infatti un parterre d’eccezione, con metà sala occupata dai giocatori dell’Inter al seguito di Stefano Pioli e l’altra metà gremita da vecchie glorie del calcio e personalità dello sport e dello spettacolo.
Un film travolgente per emozioni ed effetti speciali in un 3D spettacolare (“Mi sono spaventato quattro volte”, commenta alla fine “Zio” Bergomi scherzando con l’amico Riccardo Ferri), che mostra la forza del combattere uniti, di quella Xinrèn, la Fiducia nei tuoi compagni, che guida verso la vittoria. Una bella leggenda che incita ad essere come i protagonisti, come sottolinea Pioli al termine della proiezione.

A guardare più nel profondo, l’ultimo film di Zhang Yimou, visivamente stupefacente e ammaliante nelle sue sontuose scene di battaglia, avvincente nei ritmi e ricco di invenzioni, cede a tutte le tentazioni hollywoodiane perdendo almeno in parte quell’anima orientale che dava vita a capolavori come Hero, Lanterne Rosse e La Foresta dei Pugnali Volanti. Se i protagonisti di Hero cercavano per anni la perfezione nella scrittura di una parola, così come alla perfezione di sé era improntata la loro vita, anche il regista cercava e raggiungeva la perfezione nel cromatismo dei quadri che si succedevano in un continuo splendore.
The Great Wall ha scene splendenti e una vicenda appassionante, ma anche quella superficialità di compromesso per accontentare due culture – quelle culture che nel corso del film entrano in contatto dopo la diffidenza iniziale – che lo rende simile al mercenario protagonista interpretato da Matt Damon.
Attorno alla Grande Muraglia si narrano tante storie, vere e leggendarie; questa appartiene alla Leggenda. Così viene introdotto il film che si presenta per molti aspetti come un fantasy. Uno scontro sanguinoso, una battaglia coraggiosa e disperata dove uno dei due eserciti è composto da creature mostruose e terribili che si risvegliano ogni 60 anni per sferrare l’attacco. Azione, divertimento, amicizia, avidità, sacrificio, un tocco romantico: Zhang Yimou ha messo proprio tutto, ma questa volta non ha messo l’anima, la sua, quella più vera.

La Recensione completa del Film

Gabriella Aguzzi