Noir in Festival 2017

10/12/2017

Si chiude con la proclamazione dei Palmarès la XXVII Edizione del Noir in Festival: tre giornate in nero a Milano e a seguire tre giornate in nero a Como, in un susseguirsi di proiezioni e incontri, tra Letteratura e Cinema.
Black Panther per la migliore interpretazione a Fares Fares nel ruolo del detective Noredin in The Nile Hilton Incident di Tarik Saleh, per essere riuscito a incarnare tutte le contraddizioni dell’antieroe: Fares Fares sta al Cairo come Jack Nicholson sta a Chinatown.  
Menzione speciale della giuria a You were never really here di Lynne Ramsay, per l’eccellente prova di regia con la quale riesce a farci entrare nello stato mentale del protagonista attraverso un uso magistrale di immagini evocative e una suggestiva atmosfera sonora. Black Panther per il miglior film va a Handia di Jon Garaño e Aitor Arregi. Ispirandosi a una storia vera dei Paesi Baschi, il film affronta la questione dell’identità culturale e personale attraverso il rapporto tra due fratelli in modo coinvolgente e visivamente straordinario. Premiato Abel Ferrara con il Noir Honorary Award per un cinema che ha portato tradimento e violenza in “metropoli notturne e infernali” e Premio Caligari, intitolato allo scomparso Claudio Caligari, al miglior film noir italiano uscito nel 2017, assegnato da una giuria popolare di giovani studenti e di appassionati: Gatta Cenerentola di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone. 
Proprio nelle giornate di Noir in Festival è stato possibile assistere in una delle sue sedi milanesi, lo IULM, alla proiezione di questa straordinario film d’animazione che racconta una favola nera, rimasto nelle sale italiane ahimé troppo poco ed ora in uscita anche negli Stati Uniti. Ispirandosi alla favola di Giambattista Basile e trasportandola in una Napoli odierna e visionaria tra le acque e i relitti del porto popolati da ologrammi che sono l’eco di dolorosi ricordi sopravvissuti, il film racchiude tutti gli stilemi classici del noir e li rimanda con una cifra stilistica nuova, personale e potente. C’è una dark lady tradita e ferita, un malvagio armato del fascino ammaliatore, che conquista con la canzone, una vittima, un salvatore. E ci sono giochi d’acqua e d’ombra, sangue e pistole per una Cenerentola privata perfino del sogno, scarpette di cristallo fatte di cocaina e un merlo che dopo il delitto ha cessato di cantare così come Cenerentola ha perso la voce e a cui è concessa l’ultima fuga. Nemmeno i nomi sono casuali: i vilain si chiamano Lo Giusto e Angelica, e si omaggia il sognatore col nome di Basile. Un tempio della memoria dove il dolore e l’ingiustizia non sono mai morti, immersi in un mondo subacqueo, e ancora gridano per raccontare la loro storia.

Noir in Festival ha attribuito il Raymond Chandler Award 2017 a Margaret Atwood a cui si è reso omaggio con il film di Volker Schlöndorff The Handmaid’s Tale (Il racconto dell’ancella).  Ospite ormai di casa al Festival del Noir il Maestro dell’Horror Italiano Dario Argento ha calcato anche quest’anno il Black Carpet.
Presentate due nuove serie TV: la miniserie che andrà in onda su Laeffe dal 22 dicembre con il Commissario Maigret con il volto di Rowan Atkinson e i nuovi episodi di I Delitti del BarLume, in onda su Sky l’8 e il 15 gennaio. Ne è stato offerto un “assaggio” di 40 minuti con il primo capitolo “Un due tre stella!”, presente in sala gran parte del cast: Stefano Fresi, Filippo Timi, Lucia Mascino, Enrica Guidi, Marcello Marzi, Massimo Paganelli, Atos Davini, con il regista Roan Johnson e lo scrittore Marco Malvaldi (Foto di Moris Puccio). Assaggio che ci ha lasciato ancor più con la gola, non solo per il doppio giallo lasciato in sospeso con un mistero attorno allo stesso protagonista, ma per il ritmo e il dialogo scoppiettanti che strappano risate a scena aperta. Il cast si arricchisce inoltre di un esilarante Corrado Guzzanti nei panni dell’assicuratore veneto che rendeva difficile agli altri interpreti restare seri sul set. Segreto dei Delitti del BarLume è infatti la capacità di maneggiare giallo e commedia con equilibrio raro.

La selezione internazionale si è invece aperta  con l’anteprima di My Cousin Rachel di Roger Michell, tratto dal romanzo di Daphne Du Maurier e remake dell’omonimo film del ’52 che aveva come protagonisti Olivia De Havilland e Richard Burton. L’enigmatica Rachel ha ora il fascino ambiguo di Rachel Weisz e il film, come nella miglior tradizione dell’autrice, trae la sua atmosfera noir dall’oscillare costante del dubbio mostrando in un crescendo assillante il doppio volto della protagonista che appare sempre un attimo come vittima e l’attimo dopo come carnefice. Il tutto immerso in una magnifica ambientazione ottocentesca inglese in cui si sprigiona la seduzione del male.

Gabriella Aguzzi