Bradley Cooper- 42 anni e gli Oscar perduti

05/01/2017

42 anni compiuti e una miniserie tv sull’Isis per Hbo. Bradley Cooper, attore americano con sangue italo-irlandese, punta in alto. Dal libro Pulitzer Black Flags: The Rise of Isis, scritto dal giornalista Joby Warrick, vorrebbe produrre un’opera in cui un gruppo di agenti statunitensi cerca di fermare la crescita dello Stato Islamico. Van Patten, già regista per I Soprano e Il trono di spade, dovrebbe dirigere. 

Prima dei nuovi sviluppi, Cooper ha avuto una carriera più che discreta. Laurea con lode in Letterature inglese e lezioni all’Actors Studio, ha il primo ruolo televisivo nella scabrosa Sex and the City. Abbraccia il grande schermo in Wet Hot American Summer, commedia di David Wain e torna in tv con la serie tv Alias. Ma il cinema lo rivuole per 2 single a nozze, dove i protagonisti Owen Wilson e Vince Vaughn si imbucano ai matrimoni per rimorchiare. Per la prima volta protagonista in Kitchen Confidential del 2005, inizia a essere esilarante grazie alla pellicola Una notte da leoni.

Cooper cambia registro e diventa lo scrittore Eddie Morra, che prendendo un farmaco speciale riesce a superare ogni blocco creativo e missione impossibile. In soldoni, questa è la trama del thriller psichico Limitless di Neil Burger, che nel cast vanta Robert De Niro. Ma Cooper piace molto alle donne. Perciò, è adatto al ruolo di tradito e bipolare in cerca di riscatto. Con Il lato positivo di David O.Russell, accusato di incapacità nella direzione degli attori, ottiene la nomination come migliore attore protagonista. Alla cerimonia, sarà beffato dal Daniel Day-Lewis, uno che si immedesima anche in Lincoln. 

I colleghi vincono le statuette e l’americano di Philadelphia si prepara per American Hustle, ancora diretto da O.Russell. Film eccessivo, al fianco di un ingrassato Christian Bale e di una provocante Amy Adams, che gli vale una nomination da non protagonista (Jared Leto di Dallas Buyers Club avrà il premio). La terza candidatura agli Oscar arriva subito. Clint Eastwood chiama Bradley per il cecchino Chris Kyle di American Sniper: texano, credente e stressato dalla guerra in Iraq. Il regista riceve accuse di insano patriottismo e l’interprete mostra invece la qualità di alternare la freddezza del soldato alla pazzia del reduce. Il tempo è comunque maturo per la terza collaborazione con O.Russel per Joy, la biografia della donna che cambiò il modo di pulire casa.

Alla quarantaduesima candelina soffiata, Bradley Cooper ha convinto (in parte) sia nei ruoli del marpione/simpaticone che in quelli semi-seriosi. Le eccezioni positive rimangono la versatilità offerta a Clint Eastwood e la prova ben calibrata data a Derek Cianfrance in Come un tuono. Può ancora migliorare molto nella varietà espressiva, per ora meglio festeggiare.

Francesco Cerminara