Charlie Chaplin, un vagabondo amatissimo

24/12/2017

La bombetta era stata inventata nel 1860 dall'inglese Thomas William Bowler, da cui il nome originale "bowler", quando Charlie Chaplin decise che sarebbe stata il copricapo della sua icona senza nome.
Dismessa l'elegante tuba dei gentiluomini vittoriani, l'Inghilterra e l'Europa con essa decretavano la bombetta come il tratto distintivo dell'uomo medio, dell'impiegato, del piccolo borghese. Un uomo statistico, anonimo e iconico come quello di Magritte ed è grazie a quell'intuizione che la mediocrità umana viene rivestita di una nuova potenza comica ma anche drammatica attraverso il cinema di Chaplin. Eppure lui non era l'unico ad aver indossato una bombetta per creare un personaggio, c'erano già Stan Laurel e Oliver Hardy e anche un altro famoso mimo comico, Larry Semon.
Una delle prime cose che imparai a suo tempo di Charlie Chaplin fu infatti che nella sua lingua madre "Charlot" non esisteva e quell'omino con le scarpe troppo lunghe, la giacca troppo stretta, il bastone di bambù e la bombetta era semplicemente "The tramp" il vagabondo.
Per lungo tempo, durante la mia infanzia lo confondevo con un altro omino del cinema muto, Larry Semon, conosciuto in Italia come Ridolini perché per mio nonno che vedeva passare in TV le vecchie comiche erano praticamente la stessa persona.
Probabilmente se non fosse esistito Larry nemmeno Charlot sarebbe diventato la grande star del cinema che conosciamo o forse non avrebbe avuto le stesse possibilità ai suoi esordi in USA.
Larry e Charlie erano nati lo stesso anno, il 1889, entrambi figli di attori ma in due continenti divisi dall'oceano Atlantico; Larry era del Mississipi e Chaplin era nato a Londra da Charles Chaplin senior, attore, e Hanna Harriett Hill, cantante e attrice nota come Lily Harley. La differenza sostanziale sta nel fatto che nel 1928 quando Larry morì nemmeno quarantenne, Chaplin stava per vincere, giovanissimo, il primo Oscar alla carriera.
Trascorrendo un'infanzia travagliata dal sapore dickensiano, Chaplin debuttò in teatro sostituendo proprio la madre cantante che colpita da una laringite perse la voce mentre era sul palco. Il pubblico iniziò a lamentarsi e a tirare oggetti verso la povera donna che fuggì in lacrime ma il piccolo Charlie conosceva tutto il repertorio e così venne catapultato in scena dal direttore.
Tra le risa e gli applausi era nata una stella mentre tramontava per sempre quella della madre Hanna. Gli anni che seguirono furono comunque difficili con Charlie e il fratello maggiore Sydney che si barcamenavano tra piccoli ruoli e vari lavori di fatica come lo strillone, l'usciere, il soffiatore di vetro, mentre Hanna cercava di darsi da fare con una macchina da cucire presa a nolo.
Dopo aver lavorato come comici e musicisti in varie compagnie che viaggiavano al di qua e aldilà dell'oceano Charlie e suo fratello si erano stabiliti in California e nel 1914 Chaplin ottenne un contratto con la Keystone inventando la figura del “vagabondo” che troverà la consacrazione in un film del 1915.
L'arte di arrangiarsi segnò dunque la vita di Chaplin e l'esperienza di tanta miseria e dei “dardi dell'oltraggiosa fortuna” furono probabilmente l'humus su cui crebbero l'arte e il pensiero del futuro attore e regista di fama mondiale. Cosa avesse lui di diverso dagli altri comici americani, anch'essi un po' vagabondi, è qualcosa che attiene al mistero del talento ma di sicuro il fatto di provenire dalla terra di Shakespeare e Dickens ha contato qualcosa. Da allora il successo fu una parabola sempre in ascesa, Chaplin divenne ricco e amato, in più, essendo anche molto bello con lineamenti eleganti, occhi azzurri (quegli stessi che rivediamo oggi in sua figlia Gerardine) e riccioli scuri esercitò grande fascino sulle donne: da Edna Purviance che dopo una relazione rimase sua amica e della quale si occupò fino alla morte avvenuta nel 1958, la prima moglie Mildred Harris con un matrimonio durato solo due anni, Lita Grey che sposò ancora sedicenne e da cui ebbe due figli, la causa di divorzio tra i due occupò i media di allora per diversi mesi e costò a Chaplin l'incanutimento precoce; e poi Paulette Godard attrice e sua terza moglie, infine Oona O'Neill che gli fu accanto dal 1943 fino alla fine.
Le risate miste a un forte sentimento di comprensione e solidarietà verso gli ultimi e gli indifesi divennero la sua cifra stilistica come regista e autore nonché produttore attraverso la United Artists che aveva fondato con i suoi amici Douglas Faribanks e Mary Pickford potente coppia nella vita e nel cinema.
Da qui in poi è un elenco di capolavori: Il monello, la febbre dell'oro, Luci della città, Tempi moderni, Il grande dittatore, Monsieur Verdoux.

Non rivelò mai il suo orientamento politico ma la sua vicinanza ai temi dell'alienazione, del lavoro e dei poveri che tanto erano stati apprezzati soprattutto con Il grande dittatore (1940), suo primo film completamente sonoro e autentico manifesto antinazista e anti qualsiasi forma di totalitarismo, gli procurarono accuse di antiamericanismo e filocomunismo durante il periodo McCarthista. Nel 1951 girò il suo film di addio all'America e nel 1952, dopo una condanna definitiva, fu costretto a tornare in Europa. Rientrerà negli USA solo vent'anni dopo per ritirare un altro Oscar, dopo aver dato voce con musiche da lui stesso composte ad alcuni dei suoi grandi film.
Come in una trama degna della penna di Dickens, Chaplin morirà a Corsier-sur-Vevey in Svizzera, il tardo pomeriggio della vigilia di Natale del 1977 lasciando al mondo tanti figli di carne e ossa e molti altri ancora di celluloide.

Katia Ceccarelli