Io lo conoscevo bene

24/01/2016

Conobbi il maestro Ettore Scola, ormai tanti anni fa, nei primi anni '90 in occasione della consegna delle Grolle d'Oro a Saint Vincent, organizzato con maestria e passione dal critico ed organizzatore di Festival, Felice Laudadio.
Ricordo con orgoglio e malinconia che fra me ed il maestro Scola si stabilì immediatamente una simpatia fin dal primo contatto, probabilmente gli stavo simpatico perché porto il suo nome. 
Ogni volta che c'incontravamo nei festival era una gioia, e devo confessare con un certo stupore ed orgoglio che si divertiva molto alle mie battute sui film visti e sulla vita. Amavo il suo essere avvicinabile anche se era, anzi è, un gigante del cinema, ma non solo...
Ettore Scola era un uomo  schivo, sensibile e dotato di  un'intelligenza superiore ricca di humour, ricordo che durante i festival il più delle volte saliva sul palco dissacrando tutto e tutti con grazia, classe e finezza...E sentirlo parlare era un piacere per il cervello ed il cuore. 
Mancherà molto il suo modo di non prendere troppo sul serio il cinema come la vita, un po’ come il suo amico nonché uno dei suoi attori feticci Marcello Mastroianni, in un'epoca in cui troppi prendono tutto troppo maledettamente sul serio.
Era un uomo lieve Ettore Scola; quando poteva aiutava i giovani, non a caso è stato un regista che ha lanciato giovani attori di talento partendo da un giovanissimo Giancarlo Giannini, da Ricky Tognazzi e Sergio Castellitto a Valerio Mastandrea e Rolando Ravello, ovviamente senza dimenticare il suo legame con l'indimenticabile Massimo Troisi e i molti altri attori diretti durante la sua lunga e straordinaria filmografia iniziata facendo il ''Negro'' di Federico Fellini e di Steno; termine non dispregiativo, con cui s'indicavano gli sceneggiatori non accreditati nei film...
Ettore Scola era uno che la gavetta l'ha fatta, eccome!! Iniziando come vignettista al Marc’Aurelio, un giornale satirico attraversato da quasi tutto il cinema italiano, da Fellini, Steno etc....
Ma il cinema di Ettore Scola com'era, anzi com'è?
Personalmente ritengo il cinema di Scola una lunghissima storia dell'Italia dagli anni '50 ai giorni nostri fatta di chiaroscuri, più scuri che chiari; ha raccontato i difetti dell'italiano senza mezzi termini, ma sempre con leggerezza e poesia realizzando innumerevoli capolavori ancora oggi attualissimi.
Ettore Scola è stato un fustigatore dei costumi di una certa sinistra imborghesita e salottiera.
I suoi attori feticci sono stati Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Alberto Sordi e Nino Manfredi, cioè l'olimpo della nostra migliore cinematografia. Tutti questi attori non erano solo dei semplici interpreti dei suoi film, ma per Ettore Scola erano anche degli amici, compagni di strada, lungo tutta la vita... Scola è stato anche regista di grandi attrici  da Sophia Loren a Stefania Sandrelli a Monica Vitti a Fanny Ardant.
Nel cuore ho in particolare due film di Ettore Scola, anche se li amo tutti; il primo è Il Commissario Pepe con un Ugo Tognazzi semplicemente superbo, una commedia acidissima sulla sonnolenta e viziosa provincia italiana ove tutti son colpevoli sulla scia del “Signori e Signore” capolavoro di Pietro Germi, ma il tutto rivestito in un cotè da giallo con atmosfere simenoniane. 
Non a caso questo film era l'opera preferita da Ugo Tognazzi e di ciò il regista ne andava orgoglioso, varie volte ne abbiamo parlato nei nostri incontri.
Il secondo film è Che ora è con Marcello Mastroianni e Massimo Troisi, opera per la quale entrambi vinsero la Coppa Volpi alla Mostra d'Arte cinematografica di Venezia nel 1989. 
Scontro-incontro generazionale fra un padre un po’ assente ed un figlio che sta diventando un uomo senza qualità, litigano, si parlano, ridono insomma vivono per tutto il film trascorrendo una giornata particolare, citando un titolo che è uno dei capolavori del regista campano. Un film che fa ridere, piangere e pensare come in fondo tutto il cinema di Ettore Scola...
Mi permetto di ricordare l'ultimo nostro incontro a Roma due anni fa durante il Festival del Film di Roma, mentre gli parlavo dandogli il lei, m'interruppe con un sorrisino garbato, meravigliato che insistessi con il lei, visto che ci conoscevamo da tanti anni...
Fu un piccolo gesto di grandissima umiltà ed umanità che mi commosse e che sarà per sempre il mio ultimo ricordo di Ettore Scola...Grazie Maestro per tutto, ti ricorderò sempre sorridente...Viva Ettore Scola ed il suo cinema fatto col cervello ed il cuore!

Ettore Calvello