La Fortezza dei Vinti

09/04/2014

Epico, spettacolare, emozionante, coinvolgente, travolgente, totale. Sono solo alcuni degli aggettivi che possono descrivere La Fortezza dei Vinti, il grande evento di Terre Spezzate.
E’ proprio da qui che vogliamo iniziare il nostro viaggio tra le realtà italiane di Gioco di Ruolo dal Vivo, di cui si occuperà questa Rubrica. Da un autentico capolavoro nell’ambito del Live.
Per riassumere in poche brevi parole agli estranei di questo universo cosa sia un Live diremo che è uno spettacolo creato dagli stessi giocatori, gettati all’interno di una storia e spinti appunto a “viverla”, dandole ogni volta pieghe ed esiti diversi. Come se, invece di essere al cinema, si fosse personaggi sullo schermo, non spettatori ma protagonisti. A chi gioca live dirò invece che non aver provato La Fortezza dei Vinti è come per un appassionato di Cinema non aver visto i capolavori viscontiani o il Barry Lindon di Kubrick.
La Fortezza dei Vinti è stata giocata lo scorso weekend al Castello di Paderna per la seconda volta, una replica invocata a gran voce che ha vinto una duplice scommessa: si può rivoluzionare un sistema di gioco creando un evento emotivo di pura interpretazione e di immersione totale (e in tre intense giornate di gioco, vi garantisco, l’immersione totale c’è!) e si può rigiocarlo da una diversa angolazione, assaporandone ugualmente tutto il gusto, grazie alla varietà delle trame e al gigantesco numero di personaggi e di storie intrecciate. Chi aveva già giocato una volta La Fortezza dei Vinti ha confermato che la bellezza del gioco è rimasta immutata, io ero là per la prima volta e ne sono rimasta incantata.

Nella Fortezza dei Vinti c’è tutto per tutti: c’è passione, una storia avvincente che contiene un centinaio di altre storie, c’è spettacolo, stupore, combattimento, magia, intrigo, tradimento, sangue. E soprattutto c’è l’angoscia, sempre più viva e palpabile, di essere cinti d’assedio, in balia di un esercito invasore con un altro esercito alle porte.
La vicenda si svolge nel Regno fantastico delle Terre Spezzate. Il Baluardo sulla Strada del Re, un tranquillo Baluardo di campagna, è conteso dalle Armate del Re e dai ribelli Brumiani, fiero popolo di guerrieri. Un fragile patto stabilisce una temporanea tranquillità, ma il precipitare degli eventi scatena rivalità e violenze, mentre orde di lupi famelici, di orchi e perfino di morti evocati si scatenano intorno alle sue mura. Urge suggellare nuove alleanze e nella confusione generale si agita un tumulto di storie piccole e grandi, ognuna con la sua disperazione. Fino a una notte prima della battaglia che ha il sapore dell’Enrico V di Shakespeare.

Sembrerebbe impossibile gestire un kolossal di queste proporzioni, che riunisce più di cento personaggi in tre giorni di gioco intensissimo, suddiviso in quattro episodi di sei ora l’uno, in un crescendo di colpi di scena e di tensione emotiva. Cenare in gioco odiando chi è seduto alla tua tavola, con sicari che irrompono a sorpresa nel salone. Ma da una parte una scrittura solida, che intreccia sapientemente innumerevoli storie facendo sentire ognuno protagonista e organizza ordinatamente gli eventi “clou” senza sovrapposizioni e senza sfalsature ma lasciando a tutti i giocatori la libera interpretazione per i più svariati sviluppi e dall’altra l’impegno titanico dello staff di Terre Spezzate che coordina scenografie suggestive (vi sono pire funerarie, una notte dei morti viventi e un attacco alle mura con le torce infuocate) portano a compimento un evento impressionante e gestito alla perfezione. 
E, miracolo nel miracolo, perfino giocatori nuovi o alle prime armi che hanno così ricevuto  il loro “battesimo di fuoco” si sono sentiti catturati dall’atmosfera e a fianco dei “veterani” hanno creato giocate memorabili. Con la Fortezza dei Vinti si piangono lacrime vere, si odia, si trepida, si è continuamente sorpresi.
Mentre sto scrivendo una parte di me è ancora là, al Baluardo, nelle Terre Spezzate. Dopo un live che continuerà ad accompagnare chi ha avuto la fortuna di viverlo. E che merita in pieno le sue cinque stelle.

Terre Spezzate www.grv.it
Credits

Gabriella Aguzzi