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Gabriella Aguzzi Capo Redattore

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Alla scoperta della Cornovaglia: I Giardini dell'Eden

05/08/2013

“La scorsa notte ho sognato di essere tornata a Menderly: mi sembrava d'essere ferma davanti al cancello che chiude il viale e di non poter entrare da non so quanto tempo, perché la strada m'era stata sbarrata, poi, come succede a chi sogna, a un tratto mi sentii in possesso di poteri sovrannaturali e  attraversai come un fantasma le sbarre che mi stavano davanti.
Il viale si snodava di fronte a me con le sue curve tortuose, come una volta, ma mano a mano che avanzavo m'accorsi che c'era qualcosa di mutato (...) Finalmente arrivai a Menderly: Menderly, segreto e silenzioso il tempo non era riuscito a sfigurare la sua perfetta simmetria (...) Noi non potremo più tornare a Menderly, ormai è certo, ma talvolta nei sogni rivivo quegli strani giorni della mia vita.”
Ricordate il suggestivo incipit di Rebecca? Parole che risuonano nel ricordo quando, dietro la piccola baia di Caerhays Beach, inanellata dalle verdi, dolcissime colline che tanto caratterizzano la costa sud della Cornovaglia, appare d’improvviso la visione di Caerhays Castle. Menderley.  E’ qui, infatti, che furono girate molte scene del film di Hitchcock. Par quasi di scorgere dietro una delle finestre della torre, quella affacciata sul mare, il profilo inquietante della signora Danvers.
Questa la Menderley cinematografica. Quella letteraria si trova poco più a nord, a Fowey, dove Daphne Du Maurier visse molti anni. E proprio dalla casa dove abitò (Menabilly il nome reale) trasse ispirazione per il suo romanzo. La casa, purtroppo, non è visibile dal viaggiatore lungo la strada, ma poco più oltre si può scorgere la spiaggia di Polridmouth dal cui cottage Rebecca partì per incontrare la morte.

Tutta Fowey, elegante cittadina affacciata su una baia (dall’altro lato la piccola, bellissima Polperro colorata dalle case dei pescatori), con i suoi deliziosi negozietti e il profumo delle pastry appena sfornate, ricorda Daphne Du Maurier. C’è anche un centro culturale intitolato a lei, con bookshop annesso, ovviamente.
E’ questa la Cornovaglia che vogliamo scoprire. Il nome Cornovaglia evoca leggende celtiche, Re Artù, il Castello della sua nascita, a Tintagel, il luogo magico della sua morte, a Land’s End. Ma questa è la Cornovaglia che tutti conoscono, anche troppo, e le attrazioni turistiche finiscono col soffocare l’incanto dei luoghi. Meno conosciuto è il castello di Isotta, Castle Dor, e proprio non lontano da Fowey c’è un monolite che si dice essere la tomba di Tristano.
Meno conosciuta è questa Cornovaglia fatta di altri ricordi letterari, di scogliere che si possono raggiungere tramite tortuosi sentieri, di minuscoli villaggi, di insenature cristalline, di giardini segreti.

Il nostro itinerario guidato dalle signore della letteratura inglese può partire dal Devon e dal Dorset, sulle orme di Jane Austen, e sostare nei luoghi che le furono cari. Jane Austen è sepolta nella cattedrale di Winchester e in una delle case dietro la cattedrale abitò durante gli ultimi anni e morì il 18 luglio del 1817. Abitò anche a Bath, città che amò molto, con le sue case in pietra gialla e le sue piazze in stile neoclassico. Di fronte alla Cattedrale di Salisbury, invece, c’è la casa che vediamo nel film Ragione e Sentimento. E nella graziosa località balneare di Lyme Regis il Cobb che si snoda come un serpente nel mare evoca la scena dell’incontro di Persuasione che proprio su quel molo ha luogo. Ma lo stesso molo è riconoscibile ai cinefili per l’inizio del film La Donna del Tenente Francese.
Proseguendo lungo la costa arriviamo a Torquay, la città di Agatha Christie. A lei è dedicato un museo, ma troppo lungo sarebbe disperdersi ora nella campagna di Poirot e Miss Marple e la giallista viaggiatrice ci suggerirà altri itinerari in futuro. Siamo ormai alle porte della Cornovaglia e dei suoi nascondigli segreti.

Come i Lost Gardens of Heligan. Il nome evocativo scopre una sorta di giardino magico che dagli Anni Venti, dopo due secoli di splendore, era andato in lento declino e che negli ultimi vent’anni è stato riportato all’antica bellezza. I Giardini Perduti, come una Bella Addormentata risvegliata dall’incantesimo, sono tornati a mostrare la loro flora, dal lussureggiante Italian Garden alla Giungla sub tropicale. Tutt’attorno ai 200 acri da esplorare si snoda il Woodland Walk fino alla Lost Valley, con le sculture di fango che evocano figure leggendarie, come la testa del gigante che occhieggia dalla boscaglia.

Ma un vero paradiso tropicale è l’Eden Project, il grande sogno dell’imprenditore anglo-olandese Tim Smit e dell’architetto Nicholas Grimshaw. A breve distanza dalla cittadina di St. Austell, ricavato da una ex cava di kaolinite, con le sue 100.000 piante provenienti da tutto il mondo costituisce una delle più grandi biosfere esistenti. Due gigantesche cupole in acciaio e plastica ospitano un regno tropicale percorso da cascate e sentieri che, nel fitto delle vegetazione, conducono dall’Africa all’Indonesia, dal Sudamerica all’Oceania (con costruzioni che ne ricreano l’ambiente e la vita) e l’incanto di un giardino mediterraneo. All’esterno delle due enormi biosfere si snodano in un tripudio di colori chilometri di giardini esterni e terrazze. Un pomeriggio è appena sufficiente per esplorarli, anche se la visita all’Eden Project è dotata di ogni facilitazione e comfort ed organizzata alla perfezione, con un padiglione per insegnare ai ragazzi divertendo. New entry di quest'anno, la collezione di farfalle.

Continuando il nostro itinerario alla scoperta delle bellezze segrete della Cornovaglia e delle sue leggende, troviamo  Veryan,  paese caratterizzato dalle case a forma rotonda, struttura che, si diceva, avrebbe tenuta lontana la minaccia malefica dei diavoli. Ma ancora non sicuri gli abitanti del villaggio hanno voluto sormontare i loro tetti con una croce. Forse le aspre rocce dal colore nero che, non lontano, caratterizzano la costa nord della Cornovaglia, quella affacciata sull’Atlantico, più cupa e selvaggia a paragone delle verdeggianti colline sulle baie turchesi della Manica, evocano spettri e paure recondite, come la spettacolare Hell’s Mouth o, sulla Lizard, il Devil’s Frying Pan di Cadgwith, una spaccatura nella roccia raggiungibile attraverso stretti sentieri, nomi spaventosi come gli scenari.
La Cornovaglia è così, un alternarsi di dolci declivi e drammatiche scogliere, di piccoli paesi di pescatori che formano una catena di gioielli (Megavissey, St. Mawes, il minuscolo St. Just in Roseland col cimitero addormentato su una baia, luogo che richiama pittori) e di tortuosi sentieri come quelli che sulla Lizard conducono alla punta più a sud dell’Inghilterra, luogo legato ai ricordi degli esperimenti di Guglielmo Marconi.

Dopo una visita al Saint Michael’s Mount, che di fronte a Penzance affiora a vista d’occhio finché la bassa marea ne scopre il cammino per raggiungerlo, possiamo terminare il nostro viaggio con una serata al più spettacolare teatro all’aperto mai visto. Dopo aver percorso per un breve tratto la strada che porta a Land’s End deviamo verso la magnifica spiaggia di Porthcurno e in uno scenario naturale mozzafiato apparirà il Minack Theatre con le sue gradinate a strapiombo sulla scogliera. Tra opere liriche e tragedie shakespeariane la stagione teatrale del Minack offre nelle sere della stagione estiva uno spettacolo nello spettacolo, con l’invito ad un pic nic sulla punta estrema dell’Europa prima che si vada in scena, nella luce rosa del tramonto e in quella argentea della luna.

Gabriella Aguzzi