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Gabriella Aguzzi Capo Redattore

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Choose Chicago

17/06/2018

I palazzi di Michigan Avenue si riflettono nel Cloud Gate a Millennium Park. Se cambi angolazione, se muovi un passo, i palazzi cambiano forma, si specchiano differenti nella sua lucida superficie d’acciaio. Benvenuti a Chicago! La città paradiso dell’architettura trova il suo trionfo in questa scultura, che rispecchia il design degli edifici che la circondano, e nello skyline che cambia man mano che cammini lungo il Michigan, su quella passeggiata di chilometri e chilometri che costeggia il lago. C’è un clima perenne di festa a Chicago, che combina il relax dei suoi parchi e delle sue passeggiate ad un mondo colto ed elegante. Risorta letteralmente dalle proprie ceneri dopo il devastante Incendio del 1871, si è ricostruita ospitando i palazzi più belli dalle architetture Art Déco ai grattacieli avveniristici.
Si può goderla anche solo percorrendola a piedi finché le gambe reggono, a sguardo in su lungo Michigan Avenue e nel reticolato del Loop, o lungo le passeggiate pedonali che si diramano dal fiume al lago, verso il Navy Pier o il Museum Campus. Qui stileremo una lista di  ragioni per scegliere Chicago, consigliando di acquistare il City Pass, il passaporto del turista per accedere a Musei e Torri senza lasciarsi sfuggire nessuno dei suoi landmark imperdibili.

Viaggio nell’architettura della città. Chicago è un piacere per gli occhi. Innumerevoli sono gli edifici che gareggiano in bellezza, opere degli architetti più celebri. Gioielli Art Déco che si parano in armonia uno a fianco dell’altro, una selva di torri che va specchiandosi nelle facciate di vetro delle architetture più moderne.
Prendiamo come punto di partenza il Michigan Avenue Bridge, il punto panoramico più mozzafiato. Da un lato Michigan Avenue si dirama a nord dando inizio al Magnificent Mile, centro nevralgico dello shopping, dall’altro scende costeggiando il Loop e il Millenium Park. Da qui si scende per la passeggiata lungo il Chicago River, sovrastati dai palazzi più belli della città, da qui partono le gite architettoniche in battello, qui svetta la neogotica Tribune Tower, opera di John Howell e Raymond  Hood, sede storica del Chicago Tribune. Nel 1922 il celebre giornale lanciò una Design Competition per la costruzione del “più bel palazzo d’uffici del mondo”. La Tribune Tower, come una Cattedrale del Giornalismo, staglia così le sue guglie nel cielo di Chicago, con incastonate le pietre provenienti dai più famosi palazzi storici del mondo (il Partenone, il Taj Mahal, Westminster, Santa Sofia, Notre Dame, la Grande Muraglia, la Tomba di Lincoln, Fort Alamo, le Piramidi...).

Se proseguiamo a Sud troviamo il Carbide and Carbon Building. Secondo una popolare leggenda i suoi architetti Daniel e Hubert Burnham scelsero i colori verde scuro e oro ispirati da una bottiglia di champagne vista a un party. Verità o leggenda, il palazzo, gioiello déco del 1929,  resta tra i più belli di Chicago. Incamminandosi invece lungo il fiume, o imbarcandosi sulla Architecture Cruise che esplora tre rami del Chicago River, si costeggiano edifici come la Wrigley Building Clock Tower, il Merchandise Mart, la Civic Opera House, la Trump Tower, il Montgomery Ward Complex, navigando fino alla Willis Tower.
Spingendosi invece fino a Oak Park e Rogers Park si possono ammirare le architetture di Frank Lloyd Wright. A Oak Park si trova infatti la sua prima casa e studio  che usò per esplorare nuovi concetti di design.

Chicago dall’alto. Eravamo arrivati ai piedi della Willis Tower e non si può resistere alla tentazione di salire in cima a quella che per 25 anni, fino al 1998, è stata l’edificio più alto del mondo. Conosciuta come Sears Tower, fino a quando non ha cambiato di proprietà, è oggi per altezza il secondo grattacielo degli Stati Uniti. Giunti in cima si profila una foresta di grattacieli incastonata nel rettangolo del Loop, la vena del Chicago River e poi i parchi, le spiagge, la distesa del Lago Michigan. Si riconosce tutto il profilo della città, gli edifici degli Anni Venti e Trenta sovrastati da quelli nati dopo di loro, in un contrasto armonioso di epoche e stili, e attorno gli sterminati quartieri periferici. Chi ama le emozioni più forti può sporgersi sulle terrazze dal pavimento di vetro.
Un panorama da un’altra angolazione si può ammirare dall’alto del John Hancock Center su North Michigan Avenue, sovrastando il Magnificent Mile. Al 94esimo piano è situato il 360° Observatory, con viste mozzafiato sulla città.

Il Miglio Magnifico. Come in ogni grande città c’è il viale delle vetrine eleganti e delle grandi firme. A Chicago è quel miglio di Michigan Avenue che è chiamato appunto Magnificent Mile. Nel mezzo di questo shopping district sorge una specie di vecchio castello che ben poco si armonizza con l’ambiente circostante, quasi all’altezza del John Hancock Center. E’ la Water Tower, opera dell’architetto William W. Boyington costruita nel 1869  come stazione di pompaggio. Fu uno dei pochissimi edifici a sopravvivere al grande incendio e resta come simbolo della vecchia Chicago e della rinascita della città. Ciò non toglie che Oscar Wilde la definì “una mostruosità” ed è quanto pensiamo quando appare alla vista.
Dirigendosi invece ad est verso il Lago incontriamo un altro dei simboli della città, il Navy Pier, costruito nel 1916, luogo di attrazione con la sua ruota panoramica e i suoi ristorantini, lo Shakespeare Theater, il Salone da Ballo e il Children’s Museum. Dal lungo pontile si godono splendide viste sulla città e per tutta l’estate, dal Memorial Day al Labor Day, ogni mercoledì ed ogni sabato, ha inizio lo spettacolo dei fuochi d’artificio. Si possono ammirare da ogni punto del lago, lungo la passeggiata pedonale che costeggia tutta la città.

Il Millenium Park. Cinto ad est dal lungolago e a ovest dal Loop, il Millenium Park si snoda tra passeggiate e fontane. Con il ponte a forma di serpente che lo attraversa, la grande arena all’aperto del Jay Pritzker Pavillion e il Cloud Gate di Anish Kapoor , è il vero centro nevralgico della città e il trionfo dell’architettura postmoderna. Un’oasi verde a fianco del distretto finanziario del Loop, il centro storico fitto di grattacieli che la linea metropolitana soprelevata circonda ad anello.
La prima volta che vidi Chicago il Millenium Park non c’era. La costruzione iniziò pochi mesi dopo, nell’ottobre del ’98 sulla sommità dei parcheggi e di una ferrovia.  Un progetto ambizioso lanciato verso il futuro della città e nel 2004 si ebbe la grande inaugurazione. Le geografie delle città cambiano, negli anni si respirano atmosfere diverse. Quella che si respira, passando per il Millenium Park, è la sensazione di una città colta eppure rilassante. E se si vuole veramente immergersi nella sua cultura è tappa d’obbligo l’Art Institute of Chicago, che sorge proprio a lato del Parco.

The Art Institute of Chicago. Tripadvisor lo ha votato Miglior Museo del Mondo. Certamente è vietato lasciare la città senza averci speso almeno un pomeriggio, anche se, per visitare un Museo di questa ricchezza e vastità, occorrerebbero giorni. Gioiello assoluto sono le sale degli Impressionisti che collegano l’ala storica alla Modern Wing. Alcuni celeberrimi, come Rainy Days in Paris di Caillebotte, accanto ad autentici gioielli che raramente capita di veder riprodotti od esposti, come Cliff Walk at Pourville di Monet o The Drunken di Van Gogh o ancora The Crystal Palace di Pissarro. Scene campestri di Renoir, le nevi e le acque di Sisley (splendido la Senna a Port Marly) e poi le meraviglie di Monet, con i suoi ponti londinesi nelle nebbie e i covoni nelle diverse luci, quadri messi a confronto nelle loro tonalità e che sempre tolgono il fiato per la loro bellezza.
Ma le Sale degli Impressionisti sono solo una tappa. Al primo piano, una volta passato l’ingresso sormontato dalle statue dei due leoni simbolo del Museo, inizia il viaggio attraverso l’Arte Indiana, Cinese, Giapponese, Coreana, Africana, Greca, Romana, Bizantina per arrivare all’Arte delle Americhe, al design degli arredi del Novecento e alle Sale delle Armature. Il secondo piano è invece una lunga carrellata nella pittura, dal Medio Evo e Rinascimento all’Arte Europea prima del Novecento fino all’Arte Contemporanea. Grande spazio è dedicato alla pittura americana che occupa la Modern Wing. Nel Padiglione dedicato all’Arte Moderna Americana dai primi del 900 agli Anni 50 si trova il celebre Nighthawks di Hopper.

Museum Campus. Musei, Musei e ancora Musei.  Se proseguiamo lungo il Parco e lungo il Lago ci imbattiamo in un nuovo Parco, proteso nel Michigan quasi speculare al Navy Pier, ma molto più a Sud. E’ quella coda del Grant Park che racchiude in una verde cornice le tre istituzioni scientifiche che formano il Museum Campus: l’Adler Planetarium, lo Shedd Aquarium (il più grande acquario indoor del mondo, da non perdere le vasche con le balene beluga) e il Field Museum, il grande Museo della Scienza e della Storia Naturale costruito per l’Esposizione Universale del 1893. Insegnare appassionando sembra essere il motto seguendo il quale è stato concepito il Museo, seguendo anche un gusto altamente scenografico nell’allestimento delle bacheche degli animali imbalsamati. Il percorso Evolving Planet racconta la storia del Pianeta attraverso milioni di anni, ricostruendo gli scheletri dei dinosauri: e qui abbiamo un altro primato, il più grande fossile di T-Rex al mondo.
Infine, una curiosità per i cinefili. Ricordate il film con Michael Douglas Spiriti nelle Tenebre? E’ la storia tragicamente vera dei “Mangiatori d’Uomini dello Tsavo”, i due leoni che seminarono il terrore durante la costruzione di un ponte ferroviario in Kenya, talmente feroci e imbattibili che si iniziò a credere avessero poteri soprannaturali. Le loro pelli sono conservate ed esposte al Field Museum. 

Curiosità letterarie. L’American Writers Museum, che sorge in prossimità del Carbide and Carbon Building quasi ai confini del Loop, è un modo di raccontare la storia degli scrittori americani in una sorta di gioco, così come il Field Museum racconta la storia della Natura. E’, infatti, fruibile sia dagli appassionati di letteratura che dai ragazzi. Un Museo interattivo dove ogni informazione si fa divertimento e curiosità. Riconosci gli incipit celebri, colloca gli Autori nelle loro epoche, un percorso che educa, ispira e appassiona i visitatori di ogni età.
A questo punto sorge la curiosità di visitare la casa natale di Hemingway. La si trova a Oak Park, è la casa dei nonni materni dello scrittore, un edificio vittoriano dove, al secondo piano, il 21 luglio del 1899, nacque Ernest Hemingway. Perché lo scrittore che viaggiò in tutto il mondo nacque qui, a Chicago.

I Gangster. Se vogliamo completare il nostro viaggio spingendosi nei quartieri a nord, alla ricerca di altre curiosità, non dobbiamo dimenticare che Chicago fu anche la città dei gangster, che operarono proprio nei quartieri attorno a Lincoln Park e che negli Anni Venti visse un clima di crimine e violenza. Ce lo ricordano, dai souvenir shop, le molte immagini di Al Capone, stampate sui bicchieri, le magliette, le fiaschette da whisky. I ricordi storici si fondono, inevitabilmente, con quelli cinematografici, così ci si può recare al 2122 di North Clarke Street, dove avvenne il massacro del giorno di San Valentino, anche se il garage dove avvenne la strage è stato ormai abbattuto, o al 2433 di North Lincoln Avenue al Biograph Teathre sulla cui entrata fu ucciso John Dillinger. Al Mount Carmel Catholic Cemetery è sepolto Al Capone, ma l’itinerario più curioso è quello alla ricerca degli Speakeasy, i locali che durante gli anni del Proibizionismo vendevano alcol di nascosto. Esiste perfino un giro guidato nella Chicago dei gangster: The Untouchable Tours. 

Foto di Gabriella Aguzzi
www.choosechicago.com

Gabriella Aguzzi