In Viaggio con Shakespeare dopo 400 anni

23/04/2016

23 Aprile. Sono passati 400 anni dalla morte di William Shakespeare. Vogliamo celebrarlo con un viaggio ideale, scegliendo alcuni “luoghi shakespeariani” che riportino alla mente la sua vita e i suoi capolavori immensi. Un viaggio che va rigorosamente accompagnato dalla lettura delle opere, dalla visione di alcuni tra gli innumerevoli film che hanno ispirato e, naturalmente, da uno spettacolo teatrale.
Partiamo dalla città natale Stratford- upon-Avon, oggi e per tutta la settimana immersa in un fitto calendario di eventi e celebrazioni per omaggiarlo, dalle parate in costume agli spettacoli. Qui si possono visitare la casa natale, il Royal Shakespeare Theatre, l'Anne Hathaway's Cottage, prima casa della moglie del drammaturgo, e la Mary Arden's House, prima casa della madre. Una puntata al pub The Black Swan, conosciuto localmente come Dirty Duck, che veniva frequentato dagli attori dopo gli spettacoli. Nella Holy Trinity Church si trova la tomba di William Shakespeare.

Restando in Inghilterra a Londra è d’obbligo visitare il Globe Theatre. Sulla riva sud del Tamigi, a fianco della nuova Tate Gallery, è stato ricostruito ad esatta imitazione del teatro dove Shakespeare rappresentò le sue opere. Solo spettacoli shakespeariani ogni giorno e la possibilità di effettuare un’interessante visita guidata.
Il tour riporta indietro nell’epoca di Shakespeare e nella Londra Elisabettiana, tra le variopinte storie del Globe, costruito nel 1599, e il suo processo di ricostruzione nel 1990 per farne uno spazio di teatro sperimentale, rispettando con meticolosità la struttura circolare, i colori e i materiali per ricreare l’impressione di tornare indietro di quattro secoli e trovarsi alla “prima” di una nuova opera di Shakespeare. C’è anche la possibilità di raggiungere il sito archeologico dove sorgeva il Rose Theatre, luogo di rappresentazioni teatrali prima della costruzione del Globe. Nel Teatro sono allestite mostre, con costumi teatrali e documentazioni dell’epoca.
Anche qui possiamo concludere la passeggiata al Pub, al George Inn di Southwark, ai cui tavoli sedeva Shakespeare dopo gli spettacoli al Globe.

Una curiosità è mettere due castelli di Amleto a confronto. Il Castello di Kronborg a Helsingør in Danimarca, quello che è il “Castello di Amleto” per antonomasia perché qui Shakespeare immaginò e ambientò la sua tragedia, e il Castello di Dunnottar, a tre chilometri da Stonehaven in Scozia, dove fu girato l’Amleto di Franco Zeffirelli con Mel Gibson. Fortezza circondata da cannoni che si fonde con un edificio rinascimentale, caratterizzato dalle tipiche guglie verdi dei castelli danesi il primo, romantico, drammatico, suggestivo e magico il secondo, a strapiombo sul mare. Al Castello di Kronborg dall’Ottocento hanno luogo rappresentazioni di Amleto (la prima volta fu proprio 200 anni fa in occasione del duecentesimo anniversario e, naturalmente molte sono le celebrazioni previste quest’anno) e vi fu girata la versione televisiva con Christopher Plummer.
Terminiamo il nostro viaggio in Italia, terra che Shakespeare amava particolarmente come ambientazione per le proprie opere, da Otello, il Moro di Venezia, a La Tempesta, per non parlare delle tragedie ispirate all’antica Roma. Ma un luogo su tutti è meta classica da sempre, ed in particolare per gli innamorati di tutto il mondo, tanto da diventare, nell’immaginario universale, tappa fondamentale per un viaggio romantico grazie proprio a Shakespeare, ed è la Casa di Giulietta a Verona, con il balcone a cui si affaccia sospirando d’amore per Romeo.
Ed è al Balcone di Giulietta che vi lasciamo, con qualche consiglio per completare la giornata e l’omaggio con un film “a tema”.

Mentre il National Theatre propone nei Cinema la versione live dell’Amleto in scena la scorsa stagione al Barbican con Benedict Cumberland nel ruolo del protagonista, consigliamo dunque una piccola filmografia essenziale, o meglio una nostra scelta cinematografica per opera e per genere.
Delle molte altre incarnazioni di Amleto vogliamo mettere a confronto quella classicissima di e con Lawrence Olivier in tutta la sua meraviglia a confronto con quella integrale, ottocentesca e vitale di Kenneth Branagh (vedi articolo “Un Amleto di più”). Branagh gira anche una deliziosa commedia sul “dietro le quinte” intitolato “Nel mezzo di un gelido inverno” dove, a contrasto con il rutilante Amleto di 4 ore, racconta in un freddo bianco e nero una piccola compagnia alle prese con il più grande testo di tutti i tempi.
Si può quindi confrontare il Macbeth fangoso e primitivo di Orson Welles (spesso il Genio trasformava la povertà di mezzi in arte) con quello splendente, sanguinario e carico di visioni horror di Polanski, a nostro giudizio il migliore mai realizzato.
Dello Shakespeare decontestualizzato, tanto in voga al Cinema alla fine degli Anni Novanta, scegliamo il kitsch Romeo + Juliet di Baz Luhrmann e – la visione è d’obbligo – il Richard III “nazista” di Richard Loncraine con un grandioso, diabolico Ian McKellen.
Nell’antica Roma è da vedere, almeno per il cast e il memorabile discorso di Marco Antonio/Marlon Brando, l’hollywoodiano Giulio Cesare di Mankiewicz, mentre è assai discutibile il Titus con Anthony Hopkins.
Akira Kurosawa porta Shakespeare in Oriente con Il Trono di Sangue, un’altra versione nebbiosa e torbida di Macbeth, che trasforma i miti scozzesi nelle voci di Spiriti del Giappone, e il meraviglioso Ran tratto da Re Lear. E’ sorprendente vedere come le storie di avidità e potere raccontate dal Bardo di Stratford si sposino perfettamente al contesto storico del Giappone dinastico del Cinema di Kurosawa. Si può infine considerare ispirato ad Amleto il cinese The Banquet di Xiaogang Feng.
L’elenco sarebbe infinito. Possiamo ricercare perfino lo Shakespeare western e lo Shakespeare gangster, nelle migliaia di interpretazioni e versioni delle sue opere immortali. Più deboli i film che si ispirano alla sua figura, come la commedia Shakespeare in Love o Anonymous, che avanza l’ipotesi che William Shakespeare non sia il creatore degli scritti a lui attribuiti.
Per maggiori approfondimenti segnaliamo la serie di incontri condotti da Arturo Reggiani e Gianluca Fumagalli  al Piccolo Teatro e “Stelle io vi sfido! Schermi Shakespeariani”, il nuovo Corso CSC Lab di Milano. In occasione dei 400 anni dalla morte del Bardo, il libro Shakespeare e il cinema (Ilaria Floreano, Gremese) aggiorna infatti il catalogo dei film ispirati ai suoi drammi. Riprendendo la suddivisione del libro, il corso (a Milano il 12, 19 e 26 maggio) si divide in tre lezioni: film ispirati alla biografia, adattamenti fedeli dalle opere e citazioni/suggestioni trattate per generi (Shakespeare e il western, Shakespeare e la fantascienza, Shakespeare e l’horror ecc.). Per mettere a confronto epoche e registi e osservare le mille e una modalità con cui la materia shakespeariana è stata manipolata, trasformata, omaggiata dalla settima arte.
Rimandiamo infine alla nostra rubrica Shakespeare e Il Cinema.

Gabriella Aguzzi