Magical Mystery Tour nella Liverpool dei Beatles

06/09/2008

“There are places I’ll remember all my life” cantavano i Beatles. E molti di questi luoghi sono da scoprire attraverso un itinerario per le strade di Liverpool, che è anche un tuffo nella nostalgia, accompagnato dai loro inconfondibili accordi. Perché, se  conserva angoli stupendi, come “The Three Graces”, i tre palazzi in pietra a guardia del porto dalle diverse architetture, con il Royal Liver Building che fa pensare a Gotham City, e se, eletta Capitale Europea della Cultura, si sta rifacendo il look con la continua nascita di nuovi centri commerciali, Liverpool è e resterà sempre nell’immaginario collettivo la Città dei Beatles ed è lì che i nostri passi di viaggiatore curioso si addentrano per ricalcarne le orme.
Il nostro tour ideale può partire da The Beatles Story, il Museo che li racconta al centro dell’Albert Dock con il suo colonnato rosso. Mentre l’interessante e ricca di memorabilia Mostra milanese da poco conclusasi si concentrava su una particolare annata, il ’68 dei Beatles, il Museo di Liverpool ripercorre l’intero decennio che sconvolse il mondo, partendo dagli esordi del favoloso quartetto fino alla loro separazione. Ogni stanza una tappa, riproducendone fedelmente la scena: ecco dunque il Cavern Club, che si potrà poi visitare pochi isolati oltre, ecco il tour in Germania e poi l’aereo che conduce in America, con le scene di isteria collettiva, l’India e il Maharishi, i film di Richard Lester, il Sergente Pepper, lo Yellow Submarine, gli studi di Abbey Road. Un percorso guidato con l’ascolto di interviste e testimonianze che termina nella White Room, davanti al piano di John, sulle note di Imagine.

Proprio a fianco del Beatles Story, The Magical Mystery Tour is going to take you away: un autobus, uguale a quello usato nel film del ’67, attraversa la città sui luoghi storici della vita dei Beatles e delle loro canzoni. Dalle case natali e della loro infanzia (12 Arnold Grove, 20 Forthlin Road, la casa dove John abitò con la zia Mimi), al luogo in cui John e Paul suonarono insieme per la prima volta, all’Empress Pub che apparve sulla copertina dell’album di Ringo Starr Sentimental Journey. Il cuore batte davanti al cancello di Strawberry Fields, o quando si giunge a Penny Lane, cercando di rivedere “in the middle of the roundabout” il barbiere, il banchiere, la ragazza che vende fiori, lì, sotto i “blue suburban skies”, o in the pouring rain. Il tour, ovviamente accompagnato in ogni angolo dall’appropriato motivo musicale, termina al Cavern Quarter, il quartiere della città dove più si respira l’aria dei Beatles. Delimitato da un lato dall’ Hard Days Night Hotel e dall’altro dalla statua di Eleanor Rigby, dedicata a “all the lonely people”, ha come fulcro il Cavern Club, ricostruito con gli stessi mattoni dell’originale, dove ancora si suona musica dal vivo, principalmente cover dei Beatles, e vi assicuriamo che l’atmosfera è ancora forte. Di fronte al Cavern si staglia The Wall of Fame, accanto alla statua di John Lennon (ma è assai meglio quella che, all’aeroporto che porta il suo nome, vi dà l’arrivederci a Liverpool al termine del vostro viaggio), sono incisi i nomi di tutti i musicisti che si sono esibiti al club, e pochi passi più in là il pub The Grapes, che i Beatles frequentavano, con la foto scattata al tavolo a cui sedevano. Nell’incrocio di strade pedonali sorgono ben tre negozi interamente dedicati ai Beatles, di cui uno ricco di memorabilia.

“Liverpool è molto triste il sabato sera, e siamo solo a giovedì mattina” diceva Ringo all’inizio di Yellow Submarine. Non è più così. Liverpool conserva la sua bellezza un po’ austera accanto ad una nuova più elegante e viva. Non è più la Liverpool degli scarafaggi, ma un gigantesco monumento ai suoi Beatles, che la guardano ad ogni angolo di strada, dagli autobus cittadini su cui sono dipinti.

Link utili:
www.beatlesstory.com
www.cavernclub.org

Gabriella Aguzzi