Una casa piena di quadri

22/03/2017

Ci sono delle città che si mostrano in tutto il loro splendore sfacciatamente a un primo sguardo, altre invece nascondono i loro tesori tra mura anonime, in mezzo al caos del traffico e al via vai metropolitano. Milano è una di queste, certi suoi tesori sono poco noti forse proprio a causa della riservatezza che la caratterizza.
È stato per caso infatti che ho scoperto l'esistenza di una casa museo unica nella sua bellezza e nella sua storia, a fornirmi l'indirizzo un custode del Museo Civico di Storia Naturale  mentre stavo uscendo: “Zona Lima, da qua non può sbagliare” mi ha detto. 

Uno sguardo allo smartphone e arrivo in Via Giorgio Jan dove si trova la Casa Museo Boschi-Di Stefano in un palazzo progettato negli anni '20 del '900 da Piero Portaluppi.
Si tratta della casa dove hanno vissuto Antonio Boschi e Marieda Di Stefano, uniti nella vita e nella loro passione, che definirei quasi smodata, per l'arte. Una coppia di collezionisti che ha raccolto più di cinquant'anni di arte italiana dai Futuristi a Sironi, de Pisis, Crippa, Dova, Piero Manzoni.

Le pareti dell'appartamento aperto al pubblico sono letteralmente coperte di quadri, le sale ancora arredate con i mobili originali o con pezzi progettati da grandi designer dell'epoca, in una teca alcune rarità di Fontana e in un'altra nell'ingresso i lavori della stessa Di Stefano artista anche lei.
Alcuni volontari del Touring club si occupano di accogliere i visitatori e di accompagnarli in maniera molto competente e discreta in questo piccolo viaggio nella quotidianità piena di colore dei coniugi Boschi-Di Stefano che devono essere stati molto simpatici, almeno questa è stata la mia impressione.

Non avendo avuto figli i due avevano riempito la loro residenza di arte e di gatti, un volontario mi ha raccontato, nella sala del pianoforte, che una volta arrivati a Parigi in automobile si erano trovati davanti a delle opere di tale importanza che avevano venduto l'auto e la pelliccia della signora per tornare a Milano in treno ma con nuove tele.

La moglie viene a mancare nel 1968 e da quel momento la passione del Signor Boschi si affievolisce, decide però di lasciare alla sua morte, che avviene nel 1988, la casa e tutte le opere al Comune di Milano, tanto che alcune di queste sono oggi al Museo del 900.
L'ingresso alla casa museo è gratuito, un regalo bellissimo fatto a una città e tutti gli amanti dell'arte.

Katia Ceccarelli