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Gabriella Aguzzi Capo Redattore

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Valencia delle meraviglie

30/05/2011

Valencia è tre città in una sola città. C’è lo splendore dei palazzi liberty  che ti strega fin dall’arrivo all’Estaciòn del Norte, capolavoro del modernismo valenciano, e che culmina in Plaza del Ayuntamiento. C’è la lunghissima spiaggia a soli tre chilometri dal centro della città, con il suo paseo maritimo ombreggiato dalle palme e i ristoranti che si susseguono per far gustare ogni variante di paella e di grigliata, confinando con la casa museo che fu residenza dello scrittore Blasco Ibañez. E c’è la Valencia avveniristica, la Ciudad de las Artes y la Ciencias, un centro ludico-culturale che sorprende per la sua impressionante architettura e per la capacità di divertire ed emozionare.
Si gode la vita a Valencia, si respira l’aria tiepida della notte passando da un locale all’altro. Innumerevoli sono i locali in cui sostare per le tapas, i montaditos o i pinchos, tutti gustosissimi. Non è un caso che gli stranieri amino l’atmosfera di questa città che è anche un lustro per gli occhi, vi si ritrovino e vi si trasferiscano, prima per studio e poi per aprire un’attività. Lo hanno fatto anche molti italiani, come Silvia e Giovanni, che hanno aperto un piccolo bar, una spritzeria, il simpaticissimo Joe’s Garage, in una delle stradine a ridosso dell’antica Plaza de la Reina, divenuto immediatamente punto di ritrovo per amici di ogni nazionalità.
Da Plaza de la Reina, attorno alla Cattedrale, al vecchio centro storico, al tripudio in alabastro del Museo della Ceramica, la cui facciata appare come un immenso ricamo, e alla magnifica Lonja de la Seda, dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, è tutto uno snodarsi di strade fiancheggiate da palazzi liberty. Attorno ancora la cingono i giardini del Turìa, colmando quello che un tempo era l’alveo del fiume. E se seguite i giardini, godendovi il sole e la luce di queste giornate di maggio, raggiungerete presto la Ciudad de las Artes y la Ciencias, capolavoro architettonico di Santiago Calatrava.

Studiata per riflettere all’infinito l’azzurro del cielo negli specchi d’acqua e delle immense vetrate, la Ciudad accoglie in sequenza il Palau de les Arts Reina Sofía, la cui grandiosa architettura ospita spettacoli lirici e grandi concerti,  l’ Hemisfèric, il Museo de las Ciencias Príncipe Felipe, che affascina con la sua teconologia e le sue mostre interattive, l’Umbracle, l’ Ágora, e l’Oceanografico progettato da Félix Candela, il gigantesco Acquario che ospita 45.000 esemplari di 500 specie diverse, dal Mediterraneo, dai Tropici, dagli Oceani, dall’Artico e dall’Antartico.
Come sospesi su isole galleggianti i suoi palazzi accolgono in un mondo nuovo, una sorta di “città del futuro” che sembra uscita da un film di fantascienza, pur così vicina a quell’elegante Valencia d’Inizio Secolo, ai mosaici dell’Estaciòn del Norte, alle volte del Mercado Central, alle facciate di Calle de la Paz, alle cupole bianche di Plaza de l’Ayuntamiento. Perché a Valencia è sempre l’architettura a regnare, regalando il piacere di passeggiare in mezzo ad un tesoro.

Gabriella Aguzzi