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Gabriella Aguzzi Capo Redattore

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Eroine alla Fine

18/11/2018

Se l'acclamato videogame 'Tomb Raider' ha ispirato una poco probabile Angelina Jolie nei panni di Lara Croft, la quale, involontariamente, ha dato poi modo di rivedere il personaggio partorito dagli sviluppatori  della Eidos Interactive nel 1996, arricchendolo di sfumature psicologiche, ma svincolandolo da quel mondo di oscura solitudine che conferiva una drammaticità gotica all'esploratrice di luoghi arcani, 'Wonder Woman' è già da tempo uscito sui grandi schermi, e, secondo alcune indiscrezioni, si prepara a diventare un videogioco, a dimostrazione che l'industria dell'intrattenimento video-ludico e quella filmica di genere action si abbeverano, spesso, alla medesima sorgente.
Alicia Vikander prende il testimone della Jolie, e si attende di conoscere il nome della Software House che creerà l'avatar della bellissima e sconosciuta attrice israeliana Gal Gadot, erede di Linda Carter, già donna amazzone e guerriera nell'omonimo telefilm degli anni '70, ispirato al fumetto dello psicologo William Moulton.
Dopo i mutanti, Capitan America la tormentosa ossessione per gli alieni che non ha risparmiato neppure la Santa Sede, gli Stati Uniti ripropongono un personaggio idoneo a veicolare tutti i valori che la bandiera a stelle e strisce considera sacrosanti, come l'amicizia, la coesione, lo spirito di gruppo, da contrapporre a nemici freddi, cinici e noiosamente monodimensionali.
La strategia mediatica di ridurre qualunque minaccia al semplice 'male', permette al 'buono' di turno di non doversi concentrare troppo su se stesso, dal momento che si trova già, e ontologicamente schierato dalla parte del giusto.
Non sembra previsto, al momento, il ritorno di un'altra eroina della TV, la Donna Bionica, apparsa agli albori degli anni '80, e riproposta con scarso esito nel 2007 in una serie televisiva per lo più ignorata.
La versione originale, nata dalla fantasia dello scrittore Martin Caidin nel 1976 e interpretata da Lindsay Wagner, elevava, per la prima volta, la tecnologia a livello di super-potere, e la bellezza, la simpatia e il carisma della protagonista segnarono un'epoca.
Poco importava che la Donna Bionica potesse sollevare automobili col suo braccio meccanico nella totale non curanza delle ernie lombari che una colonna vertebrale umana avrebbe sofferto da una simile impresa, l'agente segreto di una segretissima unità della CIA attraeva, divertiva e non ambiva ad essere quella sorta di 'Ubermensch' sempre celato dietro gli eroi della Marvel.
Ma se gli anni '70 e '80 gioivano del loro animo ingenuo, ci domandiamo quanto paladini così vetusti possano trovare credibilità, e soprattutto qualità, nell'era digitale.
Facendo i debiti paragoni, la Crystal Dynamics, casa di produzione che ha proposto l'avventura per PC, ha colto nel segno con l'ultimo 'Shadow of the Tomb Raider', beffando la versione cinematografica, diretta dal regista Roar Uthaug, i cui incassi non hanno certo superato le aspettative.
E' probabile, quindi, che la freschezza dell'intrattenimento interattivo per computer e consolle, la sua vastità di argomenti, l'elasticità mentale del video-giocatore, abituato a quello che gli esperti definiscono 'paradosso accettabile', consenta a eroi destinati all'oblio di rivivere nella loro veste originale.
Assurdi, appunto, perchè così dovevano essere. Perchè senza la loro quasi comica impossibilità di
esistere, rischierebbero di popolare pellicole a basso budget, di scadente levatura, con trame inesistenti e destinate al più facile del pubblico.
L'inverosimiglianza delle loro azioni, che li imprigionava nei romanzi fantascientifici degli anni '50,
sembra rifiorire in quel mondo ormai così espanso e meno categorico (e tuttavia colto) degli 'smanettoni', ben felici di apprendere dal passato ciò che il presente iper-razionalistico è costretto a rifiutare.

Carlo Baroni