Fuoco cammina con me- Il prequel di Twin Peaks

29/08/2017

Nel fiume di Twin Peaks, gli agenti trovano il cadavere di Teresa Banks con la testa sfondata e un pezzetto di carta con la lettera T sotto un’unghia. Alla ragazza però, manca un anello, che l’Fbi cerca di recuperare. Quando Desmond ci riesce, svanisce. Un anno dopo, un altro omicidio in città. Stavolta la vittima è la studentessa bionda Laura Palmer, incline a passare le notti fra le braccia degli uomini. Il segreto delle due morti è nascosto in quella realtà che la polizia fatica a rivelare e in quelle allucinazioni urlate che solo un pazzo come Lynch mostra senza vergogna? 

Fuoco cammina con me, uscito nel 1992 come prequel della serie televisiva del 1990 I segreti di Twin Peaks, è il sesto film del regista di Missoula. Come Velluto blu, scaricato da Gian Luigi Rondi al Festival del Cinema di Venezia per quelle scene di nudo di Isabella Rossellini che considerava «irrispettose», l’opera è diventata un cult nel corso del tempo. Lynch infastidisce e affascina con la stessa frequenza. In Fuoco cammina con me, la sua concezione di realtà è colma di mostri e apparizioni fantastiche che ritornano nel lavoro televisivo, come la figura del Nano Michael J.Anderson, partendo da una storia poliziesca e una trama che salta da un’intuizione visiva all’altra.

In due ore di messa in scena trovano spazio l’artista David Bowie che interpreta Jeffries, un agente speciale sputato fuori dal regno degli scomparsi solo per preannunciare sventure e per Lynch stesso, attore/regista che, in una parentesi meta-cinematografica, dice agli investigatori come comportarsi. Sheryl Lee, scelta per il ruolo della protagonista Palmer, con la sua recitazione a metà fra l’isterico e l’allucinato, rispecchia lo scenario che le è stato cucito addosso.   
Da artista interessato a ogni aspetto della visione, Lynch affida poi ad Angelo Badalamenti la composizione delle musiche. Il risultato non è stato ancora dimenticato.

Quando spazio e tempo non bastano per contenere il genio, l’immaginazione interviene e spezzetta il racconto in tanti piccole paranoie, senza mai arrivare a un finale compiuto. Dopo trentacinque anni e una nuova stagione televisiva, Fuoco cammina con me è ancora più allucinante e complesso, mentre la cittadina di Twin Peaks si appresta a diventare una meta turistica. Vedere un film lynchiano vuol dire perdersi in un labirinto mentale senza uscita, fatto di figure doppie, indizi che sembrano buttati a caso e filosofeggiamenti sul reale, tutta materia che ha segnato uno stile, che con Inland Empire (2006) ha toccato il picco delle modernità. Provare a capirne ogni singola sequenza, toglierebbe gusto all’intera opera.

Francesco Cerminara