Alita - Angelo della Battaglia

08/02/2019

di Robert Rodriguez
con: Rosa Salazar, Christoph Waltz, Jennifer Connelly, Ed Skrein, Jackie Earle Haley, Keean Johnson, Michelle Rodriguez, Edward Norton

“Non apparteniamo ad alcun luogo, ma solo uno all’altra”
ALITA

Quest’inizio 2019 ci proietta nel lontano futuro post-apocalittico ideato dal mangaka, che sta per “disegnatore di fumetti giapponesi”, Yukito Kishiro a più di 500 anni di distanza, precisamente nel 2563, in una Terra devastata demograficamente ed eticamente (“questa città corrompe anche le brave persone” è l’amara considerazione di uno dei personaggi principali) da La Caduta, ossia una guerra vinta dai terrestri contro i colonizzatori di Marte risalente a 300 anni prima degli eventi narrati, che ha permesso di sopravvivere a un’unica città sospesa, Salem, che sfrutta la sottostante Città di Ferro, sia come fornitrice di cibo e materie prime, sia come discarica, controllandone poliziescamente le rigide regole da remoto. Un futuro di cinismo e impianti cibernetici, neanche troppo alieno dal nostro, considerata l’ultima moda svedese del chip RFID sottopelle.
Siamo nell’ambito del cyber-punk puro, anche se bisogna ammettere che rispetto alle serie originale risalente a una trentina d’anni fa e d’animazione nipponiche, le quali vengono fuse importandone i relativi personaggi, è stato attuato un lavorio di cinematografizzazione attraverso l’edulcoramento della protagonista stessa, sia nei tratti caratteriali, ben più melliflui della “vera” Alita (“Ti darei il mio cuore”, dice al suo amore Yugo col cuore in mano, letteralmente!), che nell’unica parte umana del cyborg, le fattezze del volto, decisamente più bambinesche e dagli occhioni perennemente spalancati. A parte questi dettagli stucchevoli per gli ammiratori dell’Angelo della Battaglia, però, non si riscontrano altre concessioni al pubblico di sala, anzi la trasposizione sul grande schermo in 3D nativo è a dir poco spettacolare, supera di gran lunga i fasti di Avatar, suo lontano parente, infatti James Cameron produce entrambi i kolossal fantascientifici e nel caso attuale è anche il mastermind (su ispirazione di Guillermo del Toro) del regista Robert Rodriguez che riesce questa volta a svettare sul “fratello” maggiore Quentin Tarantino.
Le luci, soprattutto le notturne, sono strepitose. I criminali veramente spaventosi. I combattimenti i più elaborati che abbia mai visto, vero fulcro della pellicola. Come non bastasse, ci troviamo davanti tre attori “secondari” del calibro di un magnifico Christoph Waltz nei panni del creatore di Alita, il dr. Daisuke Ido, sorta di dr. Frankenstein futuristico; Jennifer Connelly nel ruolo di sua moglie Chiren (viene introdotta la triste storia d’amore fra i due scienziati) e Edward Norton che nella comparsata finale interpreta il dominatore di Salem, Desty Nova, aprendo le porte ai sicuri sequel.
Il nucleo vitale di Alita proviene da un ritrovamento fortuito di Ido in discarica dei resti di una maestra della perduta arte marziale del Panzer Kunst in cui eccelleva il battuto esercito marziano, in virtù del suo passato di guerriera cosmica la nostra conturbante eroina scalerà le classifiche del Motorball, sport violentissimo in voga fra i poveracci dei bassifondi che ricorda il Rollerball dell’omonimo film cult di metà anni ‘70, cui Kishiro-san dev’essersi ispirato.
In una delle scene clou finali, prima di una corsa importante, troncherà con la sua lama letale una propria lacrima versata in memoria del suo uomo assassinato.
L’Angelo della Battaglia è fra noi.

Voto: 8,5

Fabio Giagnoni