Cars 3

13/09/2017

di Brian Fee
con: Animazione

Benvenuti di nuovo in pista, sempre al fianco di Saetta McQueen: accelerate con lui in uscita dalla box lane, godetevi in soggettiva sorpassi e derapate mozzafiato, campi lunghi coinvolgenti e dettagliatissimi primi piani. Soffrirete con lui le frustrazioni della ‘vecchiaia’ e le speranze d’un “ritorno alle armi” sofferto, dall’esito sorprendente.
Ancora la Piston Cup, ancora il mondo del racing e degli sponsor, ancora il nostro quattroruote volitivo e generoso. Ma questa volta non è più un esordiente, anzi. Insidiato da una nuova generazione di piloti, aggressivi e spigolosi (anche nella grafica), performanti e strafottenti, Saetta deve difendersi per restare in pista, ricorrendo ancora all’amicizia e al supporto dei ‘paesani’ di Radiator Springs, ma si troverà ben presto a dover fare una scelta dolorosa, a dispetto delle sue migliori ambizioni.
Prima regia di Brian Fee, una carriera da animator e prop designer in film di tutto rispetto (solo per citare i più brillanti: “Ratatouille” e “Wall-E”), che è anche co-autore della storia, “Cars 3” non ha – in tutta evidenza – il ‘tocco’ di John Lasseter, ai tempi regista e co-sceneggiatore dei primi due episodi (“Cars – Motori Ruggenti”, del 2006 e “Cars 2”, del 2011), e finsice per sembrare quasi un remake del primo film.
Animato (sic) dalle migliori intenzioni, il film sfoggia una tecnica ed una grafica molto sofisticate, con qualche invenzione narrativa degna di menzione (la corsa nel bosco di notte, il “demolition derby” rustico e adrenalinico, l’addestramento tattico con la mandria dei trattori ), giocando ancora ad evocare il fascino della strada e un certo spirito di frontiera, tornando ad accostare il mondo glamour delle corse e delle scuderie al ritratto un po’ stereotipato della provincia sonnacchiosa dalle amicizie sempre fedeli.
Torna anche qui, decisamente già visto e un po’ smagliato, il buonismo ricorrente e il ritorno alle radici, ai tempi d’oro, che nel primo “Cars – Motori ruggenti” erano invece trovate originali e meglio gestite. Di fatto Cars 3 troppo spesso cita il primo film della serie, sia nelle allusioni e nei rimandi che nel vero e proprio sviluppo narrativo, che tutto sommato ne ripercorre la pista (sic) senza avventurarsi troppo. Mancano personaggi nuovi e originali, manca un modo diverso di vedere le cose: quasi fino alla fine Saetta è sempre lo stesso, né più maturo né più consapevole. Anche i personaggi negativi (Chick Hicks, Sterling, Jackson Storm) sono prigionieri dello stereotipo, scarsi di spessore e, evidentemente, hanno perso la loro originalità.
“Cars 3” soffre soprattutto dei suoi limiti narrativi, in primis la scelta di limitare lo spessore dei personaggi (con i loro conflitti e le loro frustrazioni) che – assieme alla carenza di personaggi originali - penalizza molto la credibilità del racconto rendendolo a tratti quasi un catalogo di sentimenti ed emozioni, più che una galleria di varia “umanità”. Ciononostante rimane un prodotto godibile e abilmente confezionato, che offre comunque un’ora e mezza di intrattenimento, con qualche interludio realmente divertente.

Voto: 7,5

Davide Benedetto