Cosa fai a Capodanno?

26/11/2018

di Filippo Bologna
con: Ilenia Pastorelli, Alessandro Haber, Isabella Ferrari, Luca Argentero, Valentina Lodovini, Riccardo Scamarcio, Ludovico Succio

Chissà se esiste ancora qualcuno che sceglie di entrare in un cinema attratto dal nome di una determinata attrice. Nel caso, il malcapitato fan di Valentina Lodovini recatosi a vedere Cosa fai a Capodanno? avrebbe forse avuto il diritto di farsi rimborsare i soldi del biglietto. Dal momento che nel film diretto dall'esordiente Filippo Bologna della Lodovini si perdono le tracce dopo sette minuti e qualche secondo. Invano l'ignaro ammiratore attende di vederla ricomparire almeno nel finale. Invece niente, si deve accontentare del prologo, nel quale due coniugi, Marina e Valerio (il marito è Scamarcio) si stanno recando nel cottage in alta montagna di una coppia di scambisti per trascorrervi il Capodanno. A causa delle strade innevate l'auto però finisce fuori strada, costringendo l'uomo a mettere le catene. Nel farlo si ferisce gravemente. Va comunque detto che circolano immagini non presenti nel film riguardanti la coppia Lodovini/Scamarcio. Il che farebbe supporre che sia stata girata  almeno una scena ulteriore poi esclusa dal montaggio finale. Poiché Cosa fai a Capodanno? è tutt'altro che un'opera epocale, il dubbio potrebbe pure rimanere irrisolto senza farne un dramma, ma eventualmente la versione dvd riuscirà a chiarirlo. La storia prosegue con l'arrivo nel cottage di un anziano politico, Romano, costretto sulla sedia a rotelle e la giovane amante Nancy (Haber e Puccini). A riceverli trovano Mirko e Iole (Argentero e Pastorelli), che loro prendono per i padroni di casa. Invece sono ladri un po' maldestri i quali, dopo aver immobilizzato i veri proprietari, si apprestavano a svaligiare la casa. In seguito arriva un'altra coppia, Domitilla e Jacopo (Ferrari e Succio), moglie e figlio di un pittore che quando abitava nel cottage vi ha lasciato un quadro. Nel mentre, due fattorini del catering stanno cercando di consegnare un menù a base di ostriche, aragoste e champagne, ma non conoscendo il percorso si perdono. Gli sviluppi successivi sono poco sorprendenti e privi di mordente. Il suddetto e ipotetico Lodovini-dipendente che dovesse leggere queste righe e decidesse di risparmiarsi la visione, non perderà quindi un capolavoro. Rimarranno delusi anche quegli spettatori che, memori dei nomi degli sceneggiatori di Perfetti sconosciuti (uno di essi era Bologna) e avendo letto qualche articolo che raccontava un sunto della trama, pensano di trovarsi di fronte a una versione più erotica del film di Paolo Genovese, che alcuni critici erano riusciti a definire arguto, spiritoso ed elegante (convinti loro). In ogni caso, qua di questi tre aggettivi si trova ben poco. Casomai Bologna tende al triviale, al grottesco e, anche se il termine pare eccessivo, al visionario in alcuni momenti. Solo che fatica a padroneggiare il variegato materiale espressivo e gli squilibri narrativo appaiono subito evidenti, sin da quando accenna a imbastire una sorta di thriller umoristico che però non centra il bersaglio. Certe scelte di regia (la presentazione dei rapinati legati e imbavagliati, per esempio) risultano poi francamente incomprensibili. Tuttavia, una parvenza di rozza ingenuità, che forse tanto ingenua non è (si veda l'inquadratura di Mirko con le corna di cervo che sembrano spuntargli dalla testa, chi ha buona memoria la ricorda in almeno due film), tra battute da commediaccia, dialoghi colti messi in bocca ai fattorini (la d eufonica) e divagazioni quasi surrealiste (le aragoste che procedono nella neve dirette verso il mare), finisce per ispirare una certa simpatia. Gli attori si sforzano di seguire una vicenda che arranca ma hanno l'aria annoiata e solo Ilenia Pastorelli, ancora una volta bravissima (si resta in attesa di un personaggio più complesso che ne saggi definitivamente le doti), riesce a vivacizzare con una buona dose di ironia un copione privo di autentici guizzi.

Voto: 5,5

Roberto Frini