Deadpool 2

15/05/2018

di David Leitch
con: Ryan Reynolds, Josh Brolin, Morena Baccarin

Il film numero due, che preannuncia ormai esplicitamente la ‘saga’ di Deadpool, una sorta di ‘spin off’ dell’epopea degli X-men, ritrova il nostro cinico e barbaro anti-eroe self-remade (nel senso ben noto ai fan) alle prese nientemeno che con il dolore, quello suo, quello vero.
Sullo sfondo quasi indistinto del solito mucchio di cattivoni macellati (letteralmente) ed eliminati serialmente, per la prima volta il Nostro in tutina-rossa-slabbrata-e-lacera scopre quanto sia brutto non poter morire, nemmeno facendosi scientemente a pezzi da sé (sic). Motivo della sua inguaribile depressione, la morte dell’amata compagna Vanessa, uccisa per sua distrazione proprio da uno dei trucidi cattivoni, superstite e vendicativo.

Ma quando hai degli amici eXtra, a rimettere insieme i pezzi (sic), prima o poi devi tirarti su. In questi casi aiuta avere qualche altro super-perfido da combattere, meglio se sbucato dal futuro grazie ad una macchina del tempo da polso (si, gli orologi li fanno decisamente meglio, nel futuro) per vendicare la sua famiglia, sterminata da un super-piromane del ventesimo-qualchecosa secolo, che però oggi è soltanto un ragazzino indifeso (beh, non proprio). Deadpool ovviamente si schiererà dalla parte sbagliata, ma è cosa nota che per dimenticare l’amor perduto non c’è di meglio che combattere per le ragioni sbagliate, farsi internare in un super-carcere per super-delinquenti, evaderne tirandosi dietro il super-ragazzino e tentare l’estremo gesto di sacrificio, nella speranza di raggiungere l’amata nei Campi Elisi (qui rappresentati in forma di apnea subacquea più scena d’alcova in luce soffusa).

Finirà bene, per tutti (quasi, all’Amata toccherà aspettare chissà quanto nell’alcova soffusa…o forse no? Vallo a capire il lieto fine!), cioè malissimo per noi, spettatori inermi dell’ennesima trasformazione di un fenomeno originale (il primo Deadpool sapeva essere veramente dissacrante), in un prodotto seriale, con la squadra degli X-Force – una specie di versione trucida e zozzona degli X-men fighetti – pronta a macinare chissà quante altre avventure.

Salvando i dialoghi (e non tenendo in conto gli effetti speciali, che ormai o sono iperrealistici oppure meglio non averli), la vicenda è piuttosto deludente, prevedibile. Innesti dark SF da Terminator (Blade che torna dal futuro per vendetta), gratuite scene di macelleria alla Kill Bill (che se vi piace, affar vostro), il tutto condito in una salsa melò talmente strappalacrime (e fuori posto, per dirla tutta), che persino il Nostro arranca per salvar qualcosa per noi con il suo sarcasmo un po’ sbiadito. Un prodotto da botteghino, decisamente indeciso e a corto di mezzi narrativi, insomma.

Dal momento che al peggio non c’è limite, e dato che la saga sembra essere solo agli inizi, probabilmente il meglio è decisamente alle nostre spalle: nulla di nuovo sotto il sole, cara Marvel.

Voto: 5

Davide Benedetto