Gli Incredibili 2

17/09/2018

di Brad Bird
con: Animazione

Di nuovo in azione il quartetto (ops…ora sono cinque!) di supereroi formato famiglia, si riprende esattamente dove ci aveva lasciato il primo film, alle prese con il super Cattivo di turno, “il Minatore”.
Ma la vita non è semplice per nessuno, e non fa sconti nemmeno alla famiglia Parr, che nessuno sembra volere in quanto super…ingombrante, sfasciona, costosa per le casse cittadine (metti tutti quei grattacieli abbattuti a mazzate …), e che ancora fa difficoltà a ricollocarsi. Ma le cose stanno per cambiare, alla grande…

A rendere gli “Incredibili 2” godibile almeno quanto il precedente è la sua capacità di rappresentare questi supereroi formato famiglia non solo nella loro dimensione super, ma anche (soprattutto?) nella loro ordinaria umanità.
Saranno anche super, invincibili, superpotenti, inarrestabili, ma pure loro sono ogni giorno alle prese con i super-problemi di qualunque normalissima (non-super) famiglia: il rapporto altalenante con la figlia in piena adolescenza (i primi amori, la scuola, le amicizie, l’identità, la contestazione etc.), le preoccupazioni economiche grandi e piccole, i valori da trasmettere ai figli, il loro collocamento nel mondo che li circonda o le continue (super) “marachelle” dell’ultimo arrivato (al secolo Jack Jack).
Questi due livelli, queste due visuali si fondono in maniera fluida, naturale, senza discrasie, senza sfridi, anzi offrendo spunti continui per gag comiche divertentissime, come e più che nel primo film.
Come lo scontro esilarante tra Jack Jack e il procione sorpreso a frugare nel bidone della spazzatura: affrontato dal cucciolo di famiglia (praticamente un neonato), l’incidente si trasforma in uno strenuo duello, tra laser, palle di fuoco e assalti goffi ma determinati.
O gli scontri verbali della figlia maggiore (e adolescente …) Violetta, costretta a fare i conti con l’amnesia artificiale indotta nel suo simpatico fidanzato, e provocata involontariamente dal padre Bob (per ragioni di segretezza), e quindi in balia delle sue prime pene d’amor (letteralmente) perdute.
 Ma soprattutto le eroiche fatiche di Bob (Robert Parr, anche noto come “Mr Incredibile”), costretto a scambiare il suo “comodo” ruolo di capofamiglia con la “flessibile” Elastigirl, divenendo un “mammo” a tempo pieno, rapidamente esaurito dalle continue richieste dei figli e dalle incombenze familiari.
Insomma saranno pure “Incredibili” in quanto supereroi, ma nella vita di tutti i giorni sono assolutamente “credibili”, in questo aiutati da una grafica molto semplice, senza troppi fronzoli o sfumature, anch’essa quindi essenziale, ma credibile.
Se nel primo film il tema centrale, il sottostante di tutta la vicenda, era stata la difficoltà dei ‘super’ a collocarsi nella società, la loro necessità di essere accettati per quello che erano e, di fronte a questa impossibilità, il disagio di doversi adattare, reprimere le proprie capacità, fingendosi mediocri fra i mediocri, nel secondo film i temi sono molteplici (e questo rende lo spettacolo ancora più interessante), anche se ovviamente ad un certo punto il copione “sceglie” di seguirne uno più di altri, e sarà ancora una volta il tema della diversità e dell’integrazione.
Se i “super” non sono integrati, allora sono dei ‘freak’, degli emarginati e ancor prima degli indesiderabili: più pericolosi che utili, imbarazzanti e imbarazzati, a-normali (alfa privativo), fuori dal gregge –non per propria scelta. Ma in fondo anche il cane pastore cammina fuori dal gregge, per proteggerlo. Sarà quindi un giovane magnate, nostalgico delle vecchie glorie, a offrire la chiave di riscatto tanto attesa, con un sapiente mix di azioni spettacolari e buona stampa.
Sarà sempre lui a raccogliere attorno ad Elastigirl, diventata portabandiera della “causa dei super”, un gruppo di misconosciuti ‘talenti’, tutti abbastanza freak, (compreso “Riflusso”, un omino dal vomito fiammeggiante e distruttivo…) che vengono allo scoperto e (timidamente) si raggruppano attorno alla nostra Famiglia, nella speranza di finalmente trovare una collocazione: senz’altro complessati e vagamente simpatici (non sono poi molto caratterizzati), ricordano molto da vicino il quartetto mal assortito di Mostri (buoni, e coraggiosi) di “Mostri contro Alieni”, altrettanto freak ma molto più vivido.
Ma alla spettacolarità del Bene spesso si oppone la banalità del Male, e alle spalle dell’ingenuo Tychon che protegge e elogia i Super, il subdolo “Ipnotizzaschermi”, ultimo arrivato nella galleria dei Cattivi dopo “Sindrome” e “il Minatore” tesse le sue trame manipolando i (super) Buoni, in nome della sua crociata contro la videodipendenza (che poi come idea sarebbe anche da considerare…). Seguono ulteriori scontri, intermezzo con l’indimenticabile Edna Mode (doppiata da Amanda Lear), qui in versione zietta amorevole, e svariati colpi di scena, convergendo verso un finale passabilmente prevedibile e inevitabilmente buonista.
Dunque un film da vedere: anche se ha perso lo smalto della novità (e le scene d’azione sull’isola di Sindrome, nel primo film, erano decisamente più accattivanti), il plot regge, i personaggi sono ben rodati e ben giocati nelle loro caratterizzazioni, con anche qualche messaggio non banale (né moralista) nel pacchetto.

Voto: 8,5

Davide Benedetto