Il Gioco delle Coppie

27/12/2018

di Olivier Assayas
con: Guillaume Canet, Juliette Binoche, Vincent Macaigne, Christa Théret, Nora Hamzawi

Alain (Guillaume Canet), direttore editoriale di successo a Parigi, intelligente e capace di uno sguardo attento al (suo) mondo che cambia sempre più rapidamente, ama ancora Selena (una splendida e felina Juliette Binoche), ma la tradisce serenamente con la giovane Laure, ambiziosa e disinvolta. A sua volta Selena, una moglie ormai stanca della sua carriera nella fiction poliziesca, lo tradisce appassionatamente con lo scrittore Léonard (Vincent Macaigne), un irruento e ingenuo autobiografo che riversa i suoi amori trasgressivi e primordiali nei romanzi che Alain (inizialmente inconsapevole) sempre più malvolentieri gli pubblica. Infine Valerie (Nora Hamzawi), sua compagna fedele, pasionaria integra ma non ingenua, si barcamena tra l’impegno politico e un menage domestico costruito sulle libertà (leggasi: assenze) reciproche.

Tra riflessioni raffinate sull’evoluzione della scrittura (cioè dell’editoria) nell’era del digitale e di Whatsapp, dibattiti in provincia, tormentate presentazioni del nuovo romanzo di Léonard e imbarazzanti interviste radiofoniche dello stesso, il complicato ménage “a cinq” procede in realtà senza intoppi: né scandali né scenate vengono a turbare le traiettorie sentimentali ed esistenziali, del quintetto, in cui ciascuno troverà la sua strada verso la riconciliazione con qualche rinuncia nemmeno troppo sofferta.
In sostanza non succede quasi nulla, in questo pacifico film francese, in cui il conflitto viene assorbito e perdonato ancor prima di divampare: una bella (e ricca) borghesia parigina alle prese con la noia del’età matura e i pruriti della trasgressione, pronta a battere in ritirata tornando rapidamente allo status quo prima di rendersi ridicola.

Belle comunque, credibili, le caratterizzazioni dei personaggi, ciascuno con i suoi limiti ma non privi di slancio: Alain è un intellettuale lucido e insieme un uomo d’affari lungimirante, non fa sconti (letterari) a Léonard, ma neppure a se stesso. Selena cerca nel sesso arruffato e giocoso con Léonard l’evasione da un ménage ormai troppo tranquillo. Léonard è, forse, il personaggio più riuscito, e senz’altro il più simpatico: narcisista, infantile, egocentrico, innamoratissimo e affezionato alla sua compagna (Valerie), libera coscienza e talento in quelle sue autobiografie rigorosamente a sfondo erotico. È lui ad animare di gag involontarie (non sempre riuscite, nel film) tutta la vicenda. Valerie è il suo perno, il suo baricentro: equilibrata ma appassionata, intellettualmente rigorosa, ma profondamente pragmatica, non si scompone quando scopre il tradimento, ma si intenerisce offrendogli un’inattesa gravidanza.

Tutto sommato piacevole e stimolante, ma senz’altro assai meno animata di altri predecessori nel suo genere, questa commedia, così come non ha un inizio definito, non trova una conclusione vera e propria, lasciando semplicemente i suoi personaggi – comunque tutti ordinatamente rientrati nella quotidianità -
a proseguire le proprie vite ormai indisturbati.

Voto: 6,5

Davide Benedetto

Il titolo del film francese, Il gioco delle coppie, è una promessa di frizzantino. Ma non deve indurre in errore. Il gioco delle coppie, con una eco di un programma tivù che forse qualcuno ricorderà – era andato in onda una trentina d’anni fa per quasi due lustri -, fa pensare ciò che invece qui fa soprattutto da substrato, con relazioni che legano i protagonisti (moglie di uno e amante di un altro). Vero tema del film sono i libri stampati scalzati dagli eBook: si scrive molto più di quanto si legge e uno scrittore arriva alla drammatica considerazione che il suo blog è molto più letto dei suoi libri. I libri costano, i blog no e gli eBook costano un decimo? E’ questa la motivazione? La svolta non riguarda solo ragazzi digitali, ma anche persone di una certa età. Gli audiolibri conquistano ancora di più? Andiamo incontro a un mondo dove tutto si coniuga alla prima persona e l'opinione altrui non conta? Stiamo avviandoci a vivere in un mondo alla Fahrenheit 451, il film di Truffaut, dove i libri devono servire solo per riscaldarsi? Ma questo è un riferimento e un tema che chiamano in causa direttamente la cultura.
Non mancano alcuni piccoli giochi con gli spettatori. Non sfugge, come una contrapposizione, l'irruzione, mentre si parla di libri, di spari in una serie poliziottesca, attualmente all'apice delle passioni del pubblico. Protagonista della serie è la moglie dell'editore, interpretata da Juliette Binoche. Poco dopo sentiamo dire che per un audiolibro è stata interpellata la Binoche.
Se la parte parlata prende più spazio delle intricate relazioni tra i protagonisti, il tema trattato è però decisamente importante e di attualità. Ed è un tema che tocca da vicino anche il regista Oliver Assayas, che ha anche pubblicato alcuni libri.

Voto: 6

Valeria Prina