Inferno

18/10/2016

di Ron Howard
con: Tom Hanks, Felicity Jones, Irrfan Khan, Omar Sy, Ben Foster. Sidse Babett Knudsen

Sarò molto schietto: i primi due “capitoli” della disassemblata trilogia mi erano piaciuti. Da una parte il codice Da Vinci per la trovata della caccia al tesoro, dall’altro Angeli e Demoni per la giusta dose di suspense e colpi di scena. Sorvolando su possibili attacchi alla Chiesa Cattolica, i film reggevano nel loro complesso proprio perchè thriller, pellicole da martedì sera con gelato in mano, o patatine. Snelli, fluenti, con bellissime soundtrack di Zimmer. Il quadro non vacillava.
Nel terzo capitolo non succede niente. Devo dire molto amaramente di aver provato noia nell’ammirare, praticamente due ore di film, una trama che non regge. Sì, l’Italia è bella, lo sapevo già personalmente. Non mi servivano certo le inquadrature di Palazzo Vecchio o Padova.
Sebbene i primi due capitoli abbiano una trama totalmente inventata, al limite del ridicolo, la regia e l’elaborazione dei dettagli permetteva di restare attaccati alla poltrona. Nel terzo film invece è solamente un susseguirsi di intrighi difficilmente riconducibili ad un filo rosso unico. Dettagli parzialmente veri, totalmente esautorati dal contesto, assemblati alla bene e meglio per dare un senso, almeno grammaticale. Siamo tutti concordi nel dire che ha reso omaggio all’Italia, e ai suoi capolavori, ma davvero è un baule d’oro vuoto. [Ho provato una fitta allo stomaco quando rompono il soffitto del museo, vero dolore]
I personaggi poi sono descritti diciamo grossolanamente, a partire dal corpo dell’Arma dei Carabinieri che vede infiltrazioni in ogni dove. Cattivi e antagonisti compaiono come funghi per poi dissolversi nel giro di un paio di inquadrature.
Le macchiette della zingara che cerca soldi o dell’indiano a capo dell’organizzazione fanno sorridere ricordando accenni di quotidianità veramente vissuta. Ma che altro?
Il finale purtroppo è scontato, intuibile già dopo venti minuti di proiezione. Il cattivo non riesce nel suo intento, Tom riesce a capire l’inghippo, tutti a casa a brindare.
Che tristezza.

Voto: 4

Francesco Cantł