La Battaglia di Hacksaw Ridge

25/02/2017

di Mel Gibson
con: Andrew Garfield, Teresa Palmer, Hugo Weaving, Vince Vaughn

Con sei candidature agli ormai prossimi Academy Awards, Mel Gibson si presenta con un’opera ambiziosa ma non pienamente riuscita. 
Il film racconta la vita di Desmond Doss (Andrew Garfield), ragazzo cresciuto tra le montagne della Virginia secondo i principi religiosi della Chiesa Avventista e che vive in una famiglia distrutta dall’alcolismo del padre, alcolismo causato dagli orrori vissuti durante la Grande Guerra. Con l’arrivo della 2^ Guerra Mondiale Desmond deciderà di arruolarsi nell’esercito come medico soccorritore rifiutandosi però di imbracciare il fucile cercando di salvare più vite possibili.
Gibson tenta di rappresentare il lato umano della guerra attraverso l’ottima interpretazione di Andrew Garfield, che riesce a creare nello spettatore quell’empatia necessaria a sopportare un minutaggio eccessivamente lungo e una certa ripetitività di fondo, specialmente nella seconda metà del film dove le sequenze di guerra e di salvataggio dei soldati si susseguono similmente. Al contrario, la parte iniziale risulta essere la migliore grazie anche alla stupenda performance di Hugo Weaving che, con la sua presenza scenica e con un’ottima caratterizzazione del personaggio, riesce a rappresentare appieno il dolore, i lutti e i traumi dei reduci di guerra. Oltre a Weaving troviamo un sorprendente Vince Vaughn che regala un’interpretazione davvero degna di nota distaccandosi dai suoi canoni tipicamente comici dimostrando le proprie capacità attoriali anche in ruoli drammatici, cosa che aveva già accennato in altre opere (“Into the Wild”, “True Detective”). 
Sul lato tecnico “Hacksaw Ridge” non offre particolari spunti creativi, in particolare la regia si dimostra poco brillante se non per qualche interessante sequenza in soggettiva e qualche virtuosismo tecnico in termini di movimenti di macchina e inquadrature a piombo sui soldati. Una calda fotografia accompagna il film per tutta la durata iniziale per poi diventare gradualmente sempre più ruvida e sporca passando dai toni caldi dei paesaggi della Virginia a quelli freddi del Giappone devastato dalla guerra.
Mel Gibson porta nuovamente su schermo una storia legata all’ambito religioso come aveva precedentemente fatto con “La passione di Cristo”, in questo caso, però, viene abbandonato il mito in favore della figura dell’uomo comune, del credente, che grazie alla fede riesce ad acquisire la forza necessaria a compiere il proprio miracolo e a salvare più vite di quanto immaginasse. Il protagonista è un eroe controcorrente, un eroe che riesce ad ottenere la rivalsa a dispetto dei pregiudizi dei compagni e dei superiori e che gli varrà non tanto la medaglia al valore quanto la fiducia, ma soprattutto il rispetto, di chiunque dubitasse di lui.
In conclusione, “Hacksaw Ridge” risulta essere un’opera generalmente godibile grazie alle ottime caratterizzazioni dei personaggi e alle ottime interpretazioni di tutto il cast, ma non convince pienamente a causa dell’eccessiva lunghezza, ripetitività e di determinate forzature dovute anche alla componente religiosa presente nel film.

Voto: 7,5

Federico Parodi