La Fratellanza

10/10/2017

di Ric Roman Waugh
con: Nikolaj Coster-Waldau, Lake Bell, Jon Bernthal, Jeffrey Donovan, Omari Hardwick, Holt McCallany, Jessy Schram, Benjamin Bratt

Ambientato nel sud della California, con una bellissima fotografia e con un ritmo che incalza la sequenza degli eventi con le belle musiche rapper scritte e cantate da Knightowl, scelte dal brasiliano di nome italiano Antonio Pinto, il film è una eccellente produzione hollywoodiana da vedere. Su questo aspetto i botteghini hanno già sentenziato essendo uno dei film più visti e gettonati dello scorso mese.
Il tema trattato, sempre più a cuore nelle produzioni statunitensi degli ultimi anni, è la famiglia. Sembrerà strano, ma invece è proprio così. «Nessuno può toccare la mia famiglia!» dice con occhi decisi e gelidi il bravissimo Nikolaj Coster-Waldau (Jacob/Money) – che ricorda tantissimo un superlativo Viggo Mortensen in “A History of Violence” (2005) di David Cronenberg - a quello che fino ad un attimo prima era stato il suo “Shot-Caller”, l’altrettanto bravo J. Nathan Simmons (Prison Inmate). Da questa prospettiva il film è certamente intrigante e interessante, con una sceneggiatura cinica e violenta, che lancia un messaggio chiaro allo spettatore invitandolo a riflettere su cosa sia disposto a fare un padre per proteggere la propria moglie e il proprio unico figlio. E certamente, all’interno una narrazione action-crime-drama-thriller questo ingrediente non è certo di facile gestione per la produzione e la regia.

La storia è apparentemente banale e scontata, come tante già viste, ma i risvolti narrativi della sceneggiatura sono assolutamente originali. Jacob/Money ha un lavoro importante e una famiglia felice. Un incidente d’auto cambierà per sempre la sua vita. La successione della narrazione filmica a questo punto si sposta con intelligenza tra l’interno di un penitenziario di sicurezza americano che ricorda il bellissimo “Escape from Alcatraz” (1979) di Don Siegel con un magnifico Clint Eastwood, e la vita familiare e processuale esterna che condurrà alla detenzione il protagonista Nikolaj Coster-Waldau.
Il resto è tutto da scoprire nelle sale cinematografiche non potendo scrivere altro se non che è un film che fa riflettere e piace a molti. E se un film piace e fa riflettere, allora è certamente da vedere.

Post Scriptum - Il significato in italiano di “Shot-Caller”, titolo originale del film, è semplicemente “Boss”, “Capo”, “Pezzo Grosso” di organizzazioni mafiose, gang, bande, crimine organizzato, com’è di fatto ciò che si narra nel film di Ric Roman Waugh. Che c’azzecca “Fratellanza”? … Se non per il fatto che ad un certo punto del film si parla dell’appartenenza senza più libertà ad una determinata gang di “Guerrieri” dove lo “Shot Caller” del momento dice al nostro protagonista «L’arma più potente di un guerriero è la sua mente. Benvenuto nella Fratellanza»? Perché le distribuzioni italiane perseverano in questa ostinazione di modificare prodotti artistici con pasticci “interpretativi”? Non lo sapremo mai!
Il titolo del film, “Shot Caller”, è stato già usato nel 2001 da Lil' Troy, famosissimo e geniale rapper statunitense, per una bellissima ballata da ascoltare sicuramente.

Voto: 7

Andrea Giostra