La prima notte del giudizio

03/08/2018

di Gerard McMurray
con: Y’Lan Noel, Lex Scott Davis, Marisa Tomei, Joivan Wade, Luna Lauren Velez, Melonie Diaz, Patch Darragh, Mo McRae, Steve Harris, Maria Rivera

Spinto più dall’ondata di curiosità, che dal vero interesse, mi sono imbattuto in quest’ultima fatica di McMurray che vede la trasposizione su grandi schermi di teorie sociologiche sviluppate nella seconda metà dell’ottocento sulla scia delle convinzioni del dott. Lombroso. Le teorie in sintesi raccontano la necessità di una valvola di sfogo, più in senso economico che in senso fisico, necessaria per la crescita costante della società. Il film – ovviamente – piega a beneficio della cassa queste teorie distorcendole non poco.
Una postilla agli amanti della sociologia e dell’economia politica: le teorie sociologiche fanno riferimento a quel gruppo di studenti, divenuti celebri, più che per il nome del maestro che per il loro reale contributo alla scienza della sociologia. Furono fortunati dottori di ricerca sospinti dal vento anacronistico di Cesare Lombroso. Nonostante la discutibilità delle posizioni espresse, successivamente furono proprio queste teorie a dare spinta sostanziale alla scuola austriaca che diede luce a varie teorie sul ciclo economico sostenendo la problematicità di evidente offerta di moneta, da parte del nucleo economico centrale di un Paese, nel contesto economico generale popolare.

La prima notte del giudizio è quindi il seguito commerciale di un primo film – occhi aperti sull’originalità – chiamato “la notte del giudizio” che mostra un management pubblico alle prese di crisi economiche senza uscita. Se il primo film della serie si può catalogare come “fortunato”, per aver pescato dal mare delle teorie scientifiche ottocentesche qualche barlume di originalità, non si può dire del secondo che vede, in maniera del tutto scontata, la riproposizione dello stesso canovaccio modificato ad uso e consumo del fabbisogno narrativo.
Non fatevi ingannare dalle immagini molto “american old style” e nemmeno dalle maschere – chiamiamole accattivanti – dei delinquenti presenti nel film; il film rimane un minestrone, scadente, di più cose inserite alla rinfusa senza aver seguito la ricetta. Una blanda storia d’amore un po’ movimentata e mai finita tra protagonista e spalla; uno stato nemesi del popolo; manager corrotti che chiamano una pseudo dottoressa per lanciare questa “notte” – spacciata nella trama come test da applicare poi all’America intera – e dinamiche narrative trasversali di dubbia, dubbia, veramente dubbia qualità.
Al contrario, aiutato da un’aura di innovazione, il primo titolo della serie è stato di gran lunga – nel possibile di questo genere di film – più ricco di elementi maggiormente e decisamente meglio sviluppati. Si può notare anche una sorta di sviluppo del protagonista – buono – che tenta di dare un futuro alle persone a lui accanto. Peccato, poteva essere un’ottima possibilità di sviluppo di un tema riuscito inizialmente.

Voto: 4

Francesco Cantů