La stoffa dei sogni

11/12/2016

di Gianfranco Cabiddu
con: Sergio Rubini, Ennio Fantastichini,Teresa Saponangelo, Alba Gaa Bellugi, Renato Carpentieri

C’è una nave, nel mare in piena tempesta, sbalzata violentemente sulle coste di un’isola-carcere della Sardegna. Questa nave porta con sé dei camorristi in catene destinati alla detenzione e una compagnia teatrale, caricata clandestinamente sul battello. Sopravvissuti al naufragio i camorristi decidono di mischiarsi con la compagnia teatrale per nascondere la loro vera identità alle guardie del carcere. Ci penserà il comandante dell’isola penitenziaria a scovare i cattivi mettendoli alla prova: lo strano gruppo dovrà mettere in scena una rappresentazione teatrale, e quale opera più adatta della Tempesta di Shakespeare per stanare i falsi attori? Ma tutto ciò fa solo parte di una trama ordita più grande, come una stoffa in cui si intrecciano le trame e i fili dei destini dei nostri personaggi che porterà a capire che esiste un equilibrio molto sottile tra il bene e il male.
Un film di Gianfranco Cabiddu (Faber in Sardegna, Passaggi di tempo, Il figlio di Bakunin) con la sceneggiatura firmata da Ugo Chiti e Salvatore de Mola. La storia si ispira al riadattamento in napoletano di Eduardo De Filippo della Tempesta di Shakespeare. Lo stesso regista Cabiddu ebbe l’onore di partecipare alla registrazione originale, in cui il maestro Eduardo interpretava tutti i ruoli maschili, e decide coraggiosamente di dare nuova linfa a un testo così potente trasportandolo sull’isola dell’Asinara in Sardegna. Una storia ricca di personaggi affascinanti, come Calibano , pastore sardo, ultimo figlio della sua terra occupata per rinchiudere gente dietro le mura, o Miranda (Gaia Bellugi) la figlia del comandante della prigione (Ennio Fantastichini) bellezza mediterranea rinchiusa dal padre, ma che appena può scappa per nuotare in un mare di una bellezza sconvolgente.  Un cast di attori fantastici come Sergio Rubini nei panni di Campese, il capo della compagnia teatrale che interpreta Eduardo magistralmente, o Don Vincenzo (Renato Carpentieri) il boss che sull’isola cerca di espiare i suoi peccati. La struttura narrativa è molto fluida, sin dall’inizio si è rapiti da questa avventura, il film non annoia mai, nonostante parli di teatro classico riesce a dare una nuova vita e a creare anche nel cinema la magia del palcoscenico. La fotografia ci regala scorci magnifici della bellissima isola sarda senza troppi tecnicismi ma inquadrature larghe per far esplodere la natura che circonda i protagonisti e dare quel senso di dominio che ha su di loro.
Citando una delle battute di Ennio Fantastichini: “sull’isola un’ora può diventare un giorno”, ecco questo film ci lascia incantati dall’inizio alla fine senza accorgerci del tempo che è passato. Quest’isola è ben più che una cornice della storia, gli scorci di natura selvaggia, la natura arida e quel mare della Sardegna incantano e fanno riflettere sul tema della solitudine dell’uomo e su come esso può ritrovare la sua umanità solo in un posto circondato dal mare. Già il maestro del neorealismo Roberto Rossellini trattò questa tematica nel suo capolavoro Stromboli- Terra di Dio (1950) e di certo non fa brutta figura il regista Cabiddu che ci regala un film bellissimo che omaggia Shakespeare e De Filippo due immortali anime del teatro che convivono nel luogo perfetto.

Voto: 7,5

Vincenzo Trapanese