La vedova Winchester

14/02/2018

di Fratelli Spierig
con: Helen Mirren, Jason Clarke, Sarah Snook

Se fate un tour delle Case Infestate degli Stati Uniti, un posto di rilievo lo detiene Winchester House, a San Jose, California. La casa, costruita da Sarah Winchester, vedova del magnate delle armi, è particolarmente affascinante sia per le numerose leggende (?) di apparizioni di fantasmi, che continuano tutt'ora, sia per la costruzione in sé, un labirinto di stanze, piani, vicoli ciechi, scale sul nulla, anfratti, che sembrano affastellate senza logica, in un caos angosciante.
Un posto del genere, e una figura eccentrica come quella della signora Winchester, che vestiva sempre in lutto, e spese quasi tutta la sua fortuna nell' ampliamento, nel corso degli anni, di questa fattoria dove, dicevano, comunicava con le vittime dei fucili creati dalla sua famiglia, non poteva sfuggire all'occhio attento del cinema.
Interpretato dalla sempre impeccabile Helen Mirren e diretto dall'ennesima coppia di fratelli dediti ai thriller paranormali, Michael e Peter Spierig, “La vedova Winchester” si presenta come il classico film di fantasmi che fa saltare sulla sedia, ma con qualche elemento di originalità in più: si basa su una storia vera (per quanto romanzata), con annesso terremoto; ha un buono scavo dei personaggi, anche di contorno; ha una scenografia di grande fascino (in parte girata sui luoghi, in parte ricostruita ad arte, proprio perché la casa all'epoca in cui è ambientata la storia e come si presenta ora è differente grazie al suo continuo distruggersi e ricostruirsi). La pecca, va da sé, è nell'eccesso di effettacci catastrofici e di fantasmi riottosi contro cui gli umani ottusamente sparano, ma siamo comunque lontani dai classici spiriti vendicativi e lungochiomati del cinema giapponese, mentre nella prima parte c'è anzi un certo tono di film anni '60.
La trama è semplicissima: un medico deve verificare se la vedova è pazza ( e chiaramente chi lo invita a fare l'analisi vorrebbe una risposta positiva per poterla interdire); il medico stesso però è perseguitato da fantasmi mentali e assume laudano, cosicché quando arriva nella casa stregata non riesce a capire fino a che punto ciò che vede è reale o frutto di allucinazione. Poi pian piano le cose si spiegano, dall'inquietudine lo spettatore passa allo spavento violento. Gli ingredienti del cinema di genere ci sono tutti, a cominciare dal bimbo posseduto, gli effetti speciali non sono invadenti e alla fine della proiezione viene una voglia matta di prendere un volo per San Jose....

Voto: 6,5

Elena Aguzzi

Sarah Winchester, vedova del figlio del fondatore della famosa Winchester Repeating Arms Company e erede della quota di maggioranza della società, si convince del fatto che la sua famiglia sia vittima di una maledizione causata dagli spiriti inquieti di tutte le persone morte per mezzo delle armi fabbricate dalla sua azienda, per questo costruisce ininterrottamente stanze nella sua casa con l’intento di placarne le ire. A causa del comportamento della donna, giudicato bizzarro dai soci dell’industria, il dottor Eric Price viene ingaggiato per valutare lo stato di salute mentale della vedova con il fine di estrometterla dalla società.
Sarah è una donna che ha molto sofferto a causa della morte del marito e della figlia, vive con una nipote e il figlio di lei nella sua casa in continua espansione e, se non fosse che i soci dell’azienda di famiglia la giudicano impazzita, potrebbe tranquillamente dedicarsi alla sua attività di ampliamento della struttura e sperare così di evitare il destino di morte violenta e prematura che pare perseguitare la sua famiglia.Il dottor Price è un convinto scettico e curiosamente è lui che la donna sceglie per dar prova della sua sanità mentale accettando di ospitarlo nella sua casa in continua espansione e lasciando a lui il compito di giudicare la situazione. Ovvio che trattandosi di una casa famosa per le sue bizzarrie e di un nome più volte usato anche in serie tv piuttosto popolari, lo spettatore non può certo aspettarsi un’esperienza tesa a mostrare il trionfo della scienza sulla superstizione. Sarah Winchester ha ragione sin da subito e il dottor Price incredibilmente si trova nella condizione di vedere con i suoi occhi quello che, fino a quel momento, aveva dato per certo non esistesse. La casa è in realtà un teatro in cui la donna ricostruisce la storia, e il fine ultimo della rappresentazione è quello di placare l’inquietudine e il rancore delle persone la cui vita è stata troncata da un’arma Winchester. L’atmosfera è tesa e claustrofobica, nonostante l’immensità della casa, tetro grembo nel quale alberga un inconoscibile destino, mentre la storia procede spedita verso un epilogo che il ricorso ai temi classici salva dall’ovvio, ma solo per spingerla direttamente nella direzione dell’omaggio citazionista.
Helen Mirren alla sua prima prova sulle orme delle grandi attrici del passato dalla carriera in fase discendente, le quali a volte vengono riciclate in ruoli che spesso ne mortificano il talento e ne sminuiscono la capacità espressiva, non sfugge al destino delle sue precedenti colleghe: la sua interpretazione è anche troppo misurata e sottotono per una donna palesemente in bilico sull’abisso, come se avesse dovuto spegnere il suo altrove brillante talento e affidare la sua Sarah a una sonnolenta espressione di distacco indotto da psicofarmaci. Jason Clarke non ha questo problema, a lui si richiede già un’espressione da abuso di farmaci e pertanto il suo dottor Price è un triste e cinico amante del laudano cui affida il compito di placare i suoi sensi di colpa per un passato che lo consegna di volata tra le braccia del fantasma di turno. Una menzione speciale va al sempre efficace Eamon Farren che con pochi tratti delinea un personaggio inquietante e ambiguo cui è affidato l’unico colpo di scena dell’intera sceneggiatura. Nel complesso si tratta di un onesto prodotto, certo privo di originalità ma il cui punto forte, oltre il sacrificio della carriera della Mirren, sta nel suo voler semplicemente riassumere i temi classici col fine di mostrare che, nonostante la messa in scena sia del tutto lineare e senza il minimo guizzo di genio, il passare del tempo non ne ha offuscato del tutto l’efficacia.

L'Incontro con la protagonista Helen Mirren

Voto: 6

Anna Maria Pelella