Manchester by the Sea

16/02/2017

di Kenneth Lonergan
con: Casey Affleck, Michelle Williams, Lucas Hedges, Kyle Chandler

A ormai poche settimane dall’attesissima cerimonia degli Academy Awards esce nelle sale italiane Manchester by the Sea, l’ultima pellicola di Kenneth Lonergan presentata in anteprima al Sundance Film Festival a inizio 2016. Con ben 6 nominations nelle categorie di maggior rilievo (tra cui spiccano quella per miglior film e quella per miglior attore protagonista a Casey Affleck, nda.), il film si preannuncia come uno dei più attesi e significativi di un 2017 che per ora sta offrendo molto in campo cinematografico.
La trama si presenta abbastanza lineare, è la storia di Lee Chandler, un tuttofare di Boston, che già dalle prime inquadrature ci viene presentato come assente, totalmente apatico nei confronti delle altre persone e totalmente distaccato dalla propria vita. Quando Lee apprende di dover fare da custode al nipote Patrick (il giovanissimo Lucas Hedges) in seguito al decesso del fratello Joe (Kyle Chandler), la vita monodirezionale e solitaria del tuttofare si trasforma in quella di genitore a tutti gli effetti, dovendo occuparsi del giovane nipote che, tra due fidanzate e una band, maschera il tragico peso del lutto.
Nonostante l’apparente semplicità della trama, il film offre degli interessanti spunti sullo sviluppo dei personaggi, assolutamente non banali e ben costruiti, alternando l’intreccio principale a dei flashback che aiutano a costruire il personaggio di Lee in maniera a dir poco eccelsa. Il tutto è costruito attraverso un climax ascendente che esplode in un paio di sequenze centrali in cui Affleck rivela tutto il suo incredibile potenziale attoriale in una drammaticità molto intensa che probabilmente gli verrà premiata con un meritato Oscar.
Menzione d’onore anche al precoce talento di Lucas Hedges (classe 1997, nda.) e a Michelle Williams; quest’ultima regala una buona performance minata però dallo scarso minutaggio che le viene riservato su schermo, soprattutto se paragonato a quello delle altre attrici candidate nella stessa categoria (Miglior Attrice non protagonista, nda.).
L’interessante sceneggiatura, scritta dallo stesso regista del film Kenneth Lonergan (in precedente co-sceneggiatore di Gangs of New York di Martin Scorsese, nda.), prende vita grazie ad una regia spesso statica e ritrattistica che però non fa altro che riecheggiare il vuoto interiore del protagonista. Come le altre opere del regista, il film pecca un po’ nella conclusione un po’ abbozzata, lasciando nello spettatore la voglia di vedere di più, cosa che in film di questo tipo non è esattamente un pregio.
In conclusione Manchester by the Sea è un ottimo film che deve essere visto, sarà interessante vedere se in futuro verrà ricordato o se verrà facilmente dimenticato, fatta ovviamente eccezione per la memorabile performance di Casey Affleck.

Voto: 8

Giovanni Favaretto

"Manchester by the sea" vibra sulle stesse note di una canzone d'amore rock, ti graffia l'anima già dal pianosequenza iniziale. Candidato agli Oscar come "Miglior Film", "Miglior Regia", "Miglior Attore Protagonista" (statuetta assegnata a Casey Affleck), "Miglior Attrice Non Protagonista" a Michelle Williams, "Miglior Attore Non Protagonista" a Lucas Hedges e "Miglior Sceneggiatura Originale" (Oscar indiscusso), vive di sfondi e di incontri, facendo da spola tra l'innevata Boston e, appunto, Manchester by the sea, comune della contea di Essex, nello Stato del Massachusetts.
L'acquiescenza con cui Kenneth Lonergan si approccia alla macchina da presa, con un cameo in stile Hitchcock, delinea, perfettamente, il climax emozionale intrapreso nella sua precedente direzione di "Margaret", opera del 2011 incentrata sul dramma famigliare. Stavolta il protagonista è Lee Chandler, idraulico factotum dalle svampite sembianze. La grazia, mista a compunzione, con cui Casey Affleck si attaglia al ruolo della vittima sopraffatta, lo indirizza, meritatamente, verso un Oscar che suo fratello Ben ha toccato per Argo.
Già insignito di un Golden Globe e del Premio BAFTA, Affleck pare trasmettere allo spettatore il livore sfrigolante della sua casa in fiamme, progenie in ceneri sparse lungo le pratiche divorzistiche di sua moglie Randi, angariata madre dal recalcitrante destino personale. Attraverso la nomination di Michelle Williams, infatti, l'Academy non si esime dal rintuzzare la scomparsa di Heath Ledger, compagno, nella vita reale, proprio dell'ex  pinup di Dawson's Creek, e Oscar postumo per il Joker del Batman di noliana memoria.
Lee torna a Manchester by the sea per un'ultima mansione, fare da monatto a suo fratello Joe (Kyle Chandler), ma l'apostasia a cui decide di tener fede si barda di compassione quando briga per garantire un futuro a suo nipote Patrick, rattrappito adolescente nel giovane volto di Lucas Hedges, enfant prodige di un'industria selettiva con chi seleziona il copione a sè più idoneo.
La pellicola, dicevamo, vive di incontri e di sfondi, di un mare solcato dalla "Claudia Marie", atavico peschereccio, speciosa greppia da cui attingere dilatorio sostentamento e uno sbrecciato domani.

Voto: 8

Michele Di Corato