Shark Il primo squalo

20/08/2018

di Jon Turtletaub
con: Jason Statham, Li Bingbing, Rainn Wilson, Cliff Curtis, Jessica McNamee

Protagonista di Shark – Il primo squalo (The Meg) è Jonas Taylor, esploratore marino che lavora per conto della Marina degli Stati Uniti. Durante una missione nell'Oceano Pacifico, Taylor non riesce a salvare una parte dell'equipaggio di un sottomarino dall'aggressione di un megalodonte. Qualche anno dopo, l'uomo viene chiamato per portare in superficie una navicella con a bordo l'ex moglie, che rischia di finire tra le fauci del mostro. L'idea cinematografica di far emergere dalle profondità degli abissi il preistorico megalodonte (Charcarodon Megalodon), gigantesco antenato dello squalo bianco, non è nuova. Ricordiamo almeno Megalodon (2004), di Pat Corbitt, che ha una storia per certi versi simile a Shark, visto che nel primo il predatore preistorico semina morte e distruzione dopo che una trivellatrice petrolifera ha perforato la crosta terrestre. Ovviamente non si può imputare al film diretto da Jon Turtletaub la mancanza di originalità. Ormai sono stato realizzate più di venti pellicole su squali assassini di tutti i tipi, sarebbe quindi assurdo pretendere degli sviluppi nuovi di zecca. Inoltre, il romanzo di Steve Alten MEG, da cui è tratto, risale al 1997, antecedente dunque anche al primo tentativo (Blu profondo) di riproporre il feroce  pescecane alle soglie del nuovo millennio. Sottolineato questo, non si può tacere che il film, nato con qualche problema produttivo (inizialmente avrebbe dovuto dirigerlo Eli Roth, ritiratosi dal progetto per divergenze artistiche), riesca a essere appassionante solo a tratti. La regia di Turtletaub è troppo timida e controllata perché possa venire fuori un thriller ricco di suspense o anche solo un avventuroso adrenalico, che poi sarebbe il massimo che ci si può aspettare di questi tempi da un prodotto del genere. L'ingombrante presenza di Jason Statham fa subito intuire anche allo spettatore meno avveduto (ammesso che ne esistano ancora) che l'unico tema narrativo sarà quello della sfida tra l'eroe roccioso e il mostro, aggiornato però alle dinamiche del cinema contemporaneo. In cui si vuole mettere tutto e il contrario di tutto, inclusi gli ovvi riferimenti biblici e letterari, ma dove alla fine conta solo assistere all'uccisione del megalodonte, perché tutto il resto è abbastanza dozzinale e prevedibile. Un paio di sequenze (la scoperta di un secondo squalo, l'attacco alla gabbia) potranno anche entusiasmare la parte di pubblico che non ha mai visto un film sulle creature degli abissi. Inoltre gli effetti, squalo compreso, sono realizzati discretamente (senza un uso plateale della CGI). Ma è un po' poco per una produzione da 150 milioni di dollari. Chi il genere lo mastica da tempo  potrebbe storcere il naso e oscillare tra il disincanto e la noia, per ritrovare un minimo di interesse nel finale, quando il megalodonte viene divorato da decine di squali. Scena da comparare ad altre più o meno simili del passato, ad esempio quella di Tentacoli (lunga, inquietante e ipnotica), e che forse permette di cogliere un guizzo di genialità nello script: teorico, addirittura, poiché i tanti squali di celluloide si vendicano dell'ultimo (ipetrofico) arrivato. Che però è un loro antenato.

Voto: 5,5

Roberto Frini