Suicide Squad

31/08/2016

di David Ayer
con: Will Smith, Jared Leto, Margot Robbie, Joel Kinnaman, Viola Davis, Jai Courtney, Jay Hernandez, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Karen Fukuhara, Ike Barinholtz, Cara Delevingne

Recentemente è uscito nelle sale l’attesissimo Suicide Squad: aspettatissima pellicola, di ispirazione fumettistica, che descrive alcune vicende di una delle infinite storie parallele di casa DC. Dato per certo che al giorno d’oggi è impossibile conoscere tutte le storie di tutti i fumetti, di tutti i personaggi, di tutte le case editrici è doveroso fare una selezione. È già successo in passato che famosi artisti Marvel si fossero incontrati segretametne per decidere la continuazione di tre universi paralleli che si mischiavano tra loro per un semplice motivo: nemmeo gli stessi disegnatori seguivano chiaramente le varie trame.
È proprio questo il grande possibile errore che può sorprendere film come questi: il completo caos; che già si intravede in alcune scene.
Difatti ci sono alcuni buchi narrativi e topologici che lasciano perplessi sia i normali spettatori che gli accaniti fan: Batman è presente, insieme a Jocker, ma non hanno rilevanti ruoli all’interno del film – viene quindi da chiedersi perchè inserirli; inoltre c’è un solo eroe buono, a discapito di tutti gli altri; ma se la minaccia è globale/univerale, dove sono finiti tutti?
Queste alcune tra le più bieche domande che allo spettatore – non proprio completamente sodomizzato alla fantasia sfrenata – si pone. D’accordo, stiamo parlando di super eroi, mondi fantastici, poteri eccetera; ma almeno un barlume di veridicità ci deve pur essere.
Al di là delle più basilari questioni di logica temporale il film comunque non tiene alte le aspettative che il reparto marketing aveva creato. Tirando le somme la trama è: i cattivi sono catturati, messi in cella, poi liberati perchè gli uomini non sanno cavarsela e alla fine uccidono il cattivo. Mi permetto di osservare che non c’è la minima traccia di originalità in questo eterno canovaccio.
D’accordo, è un film che va visto una volta sola, con amici e birra, siamo tutti concordi ma il messaggio che i produttori hanno lanciato per presentare questo film non era per nulla questo. Si parlava di un inizio di una saga, trilogia forse, sicuramente non un episodio-meteora così.
Un ulteriore aspetto negativo riguarda l’assemblaggio: capisco che i fan conoscano a memoria perfino il nome delle armi, ma per l’ignaro spettatore – magari la tipica famiglia – che non conosce nemmeno i nomi dei protagonisti, cosa può aver capito? Come mai la squadra si è formata? Perchè proprio con quegli elementi? Come mai l’FBI ha scelto loro e non altri? E perchè in 8 e non in 12 oppure 4 oppure 51? Mai una risposta.
Nulla da ridire invece per il lavoro dei ragazzi del montaggio e dell’editing: i fuochi, le esplosioni, gli effetti speciali e le trasformazioni subumane dei mostri c’erano tutte; forse troppe.
Rimane però quel solito gusto amaro in bocca a causa del mancato raggiungimento dei vari obiettivi: le aspettative erano troppo alte, lo spessore dei personaggi era nullo, la trama decisamente scadente e la durata ovviamente mal calcolata.
Peccato.

Voto: 4,5

Francesco Cantł