Wonder Woman

05/07/2017

di Patty Jenkins
con: Gal Gadot, Chris Pine, Robin Wright, David Thewlis, Connie Nielsen, Danny Huston, Elena Anaya, Ewen Bremner

Il cinema avventuroso/fantascientifico gioca, ogni tanto, la carta del film con protagonista un'eroina, di solito proveniente dal mondo dei fumetti. Se qualcuno si mettesse a ricostruire la filmografia di questo micro-genere, apparirebbe chiaro che la stragrande maggioranza delle opere in questione ha ottenuto risultati scarsi sia dal punto di vista qualitativo che, soprattutto, sotto il profilo degli incassi.
La sensazione è che il motivo vada ricercato nel poco interesse che produttori e registi provano nel realizzarli, quasi fosse un atto dovuto ma attuato con scarsa fiducia e già prevedendo l'esito mediocre. Un tale approccio non riguarda probabilmente Wonder Woman, che infatti sta andando bene al botteghino. Si tratta però di un caso diverso, poiché il film diretto da Patty Jenkins (suo il mediocre Monster, del 2003) fa parte di una vera e propria armata, vale a dire l'Universo esteso DC (infatti il personaggio era già apparso nel 2016 in Batman v Superman: Dawn of Justice), trainata oltretutto dai blockbuster della concorrente Marvel. Insomma, non siamo dinanzi a un azzardo, il rientro economico è assicurato. Tuttavia, viene da chiedersi: perché girare un film con Wonder Woman e poi affiancarle un personaggio che quasi le ruba la scena, se si è convinti del potenziale della super-eroina? Vero è che in massima parte ciò che si vede sullo schermo è presente nelle storie a fumetti. Ma proprio tale fedeltà all'origine e all'evoluzione della creatura nata nel 1941 dalla fantasia di William Moulton Marston, con il derivante femminismo e sentimentalismo un tanto al chilo (per non parlare del solito pacifismo fasullo), stona parecchio con un cinema che dovrebbe essere iper-tecnologico e, quindi, moderno e smaliziato. Stupiscono perciò le buone recensioni lette un po’ ovunque. Se la vicenda è prevedibile, la ricostruzione d'epoca non si discosta da quella di almeno altri cinque film degli ultimi due anni e la parte iniziale, ambientata nell'isola delle Amazzoni, è a dir poco scolastica. In un film di questo tipo inoltre si vorrebbero vedere come minimo scene d'azione altamente spettacolari e invece al confronto quelle del tanto criticato Suicide Squad (altro prodotto Dc, uscito l'estate scorsa) erano pura adrenalina. Cosa resta dunque? Una discreta direzione degli attori (ma conta, in un simile contesto?), anche se la solitamente brava Robin Wright che interpreta l'amazzone con poca convinzione abbassa il punteggio. L’unico aspetto interessante, che forse meriterebbe un ulteriore approfondimento e che riguarda i cinecomics in maniera sempre più evidente, ma spicca in Wonder Woman, è l’autoreferenzialità e la conseguente esclusione, in linea teorica, del pubblico, o almeno del pubblico non di riferimento. Quello che dovrebbe essere il personaggio principale, il fulcro dell’operazione, pare invece un comprimario (nonostante, e forse proprio per, l’avvenenza dell’attrice israeliana Gal Gadot, già ammirata da molti anche in tre titoli della serie Fast & Furious). Non si presenta infatti con prepotenza allo spettatore, in maniera frontale e con il preciso scopo di conquistarne l’attenzione (dal momento che è pur sempre una wonder woman). Ma si pone quasi di sbieco, rappresenta esso stesso il punto di vista, lo spettatore del film.     

Voto: 5

Roberto Frini